Matera

Chiunque veda Matera non può non restarne colpito tanto è espressiva e toccante la sua dolente bellezza

Delle città in cui sono stato, Matera è quella che mi sorride di più, quella che vedo meglio ancora, attraverso un velo di poesia e malinconia“.

Non ero mai stata in Basilicata,ma ho sempre sognato di andare a Matera.

Finalmente questo sogno si è avverato ed è stato ancora più piacevole di quanto credessi!

Matera è un luogo che non può non essere visitato da un viaggiatore che ama l’italia : tanta storia e arte in un contesto unico.

Siamo arrivati a Matera nel pomeriggio di venerdì ed abbiamo soggiornato in un residence veramente carino,tra un sasso ed un altro Residence Sassi San Gennaro.

Appena abbiamo lasciato il residence ci siamo subito avventurati per un giretto di recognizione in centro e ci siamo lasciati sopraffarre dalla bellezza del Duomo (il punto più alto della città , mt 500),che ha riaperto i battenti da solo 15 giorni (Grazie,grazie non dovevate :D).

Dal punto più alto della città, il colle della Civitas, la Cattedrale di Matera offre una splendida veduta sul Sasso Barisano. La costruzione risalente al XIII secolo sorge sui resti dell’antico monastero benedettino di Sant’Eustachio. Dal 1627 la cattedrale fu dedicata alla Madonna della Bruna e a Sant’Eustachio, protettori della città. La facciata dell’edificio in stile romanico – pugliese presenta un bel portale riccamente decorato sormontato dalla statua della Madonna della Bruna, e un imponente rosone a 16 raggi (simbolo della ruota della vita) sovrastato dall’arcangelo Michele che schiaccia il drago e circondato da due figure maschili ai lati ed un’altra in basso che funge da atlante.

Sulla facciata laterale del duomo vi sono altri due portali minori: “porta di piazza” abbellita da una raffigurazione in bassorilievo di Abramo, e “porta dei leoni” così chiamata per la presenza delle statue due leoni accovacciati a guardia della fede. Notevole la torre campanaria alta 52 m. a 4 piani di cui tre con bifore e uno (il quarto) con monofore sormontato da una cuspide a piramide quadrangolare. L’interno, rimaneggiato in epoca barocca, è a croce latina con tre navate separate da colonne con capitelli medioevali figurati. Oltre al celeberrimo presepe di pietra realizzato nel 1534 da Altobello Persio, la basilica conserva numerosi tesori tra cui: un affresco bizantino raffigurante la Madonna della Bruna con Bambino, opera del “Maestro della Bruna”, forse Rinaldo da Taranto (XIII secolo), il “Giudizio Universale”, frammenti di un ciclo di affreschi di cui restano l’Inferno e parte del Purgatorio (XIII e XIV secolo), scoperti in seguito ad alcuni lavori di restauro, il bellissimo coro ligneo minuziosamente scolpito nel 1453 da Giovanni Tantino, e sull’altare maggiore la grande pala “ Vergine con Bambino e Santi” eseguita da Fabrizio Santafede (1580).

Dopo vari giri e giretti siamo andati a Cena in un ristorante tipico Lucano , Osteria L’arco.

Questo ristorante ci è piaciuto talmente tanto che la sera dopo abbiamo fatto il Bis!

Abbiamo mangiato i piatti tradizionali di Matera : Peperone crusco un po’ ovunque,purè di fave e cicoria,vini eccelsi e gastronomia d’eccezione.

Il giorno dopo abbiamo fatto un bel giro della città con un tour guidato!

All’inizio ero un po’ restia perchè non sono una fan dei tour guidati..però devo dire che è stato veramente bello e completo,la guida competente ed era,con il senno di poi,anche essenziale poichè certe cose da soli non so se l’avremmo viste…il tour costava sui 20 euro ma erano comprese nel prezzo varie entrate a chiese rupestri e case grotta,più degustazione gastronomica finale.

Durante la visita abbiamo visto :

I Sassi di Matera

I Sassi sono probabilmente la prima cosa che viene in mente quando si pensa a Matera. L’antichissimo insediamento abitativo costruito nella roccia tufacea sul fianco del vallone Gravina, nel 1993 è stato dichiarato dall’Unesco “Patrimonio Mondiale dell’Umanità”. Il particolare intreccio di grotte adibite ad abitazioni, vicoli tortuosi, chiese rupestri, terrazzamenti, giardini, cunicoli sotterranei fa dei Sassi uno spettacolare esempio di complesso architettonico perfettamente adattato al contesto naturale. Quest’enorme scultura testimonia sin dal più lontano passato Paleolitico il modo di abitare le caverne, accanto alle quali sono sorte, dal medioevo in poi, abitazioni più moderne costruite fuori terra.

Per questo, i Sassi rappresentano un paesaggio unico nel loro genere, meta di affascinati viaggiatori ed ispirati cineasti. Eppure negli anni 50 – 60 i Sassi furono considerati “vergogna nazionale” a causa delle pessime condizioni igieniche e del sovraffollamento nelle case – grotte tanto da venir abbandonati e lasciati nella rovina più completa. Fortunatamente dopo circa trent’anni, cominciarono gli interventi per la conservazione e il recupero di questi gioielli dimenticati che alle luci del tramonto si tingono di magia regalando spettacoli mozzafiato. I Sassi di dividono in due quartieri: il Sasso Barisano, il rione più grande, le cui case oggi ospitano per lo più negozi, ristoranti e alberghi, e il Sasso Caveoso, considerato il quartiere più antico che maggiormente conserva l’aspetto della città rupestre. Prima di partire alla scoperta degli antichi rioni pietrosi può essere utile far prima tappa a Casa Noha, primo bene FAI in Basilicata. Nell’antica dimora appartenuta all’estinta famiglia nobiliare Noha divenuta di recente centro di informazioni turistiche e documentazione , un filmato “I Sassi invisibili. Viaggio straordinario nella storia di Matera”, proiettato sulle pareti di pietra della casa, racconta la storia della cittadina lucana, dalla Preistoria ad oggi, da diverse prospettive, dall’architettura alla storia dell’arte, dall’archeologia alla storia del cinema.

Le aree naturali di Matera

Le riserve naturali, i parchi, le oasi protette che caratterizzano tutto il territorio della Basilicata sono un caratteristico intreccio tra natura e cultura. Al loro interno non solo vivono rare specie faunistiche e floristiche, ma sono custoditi anche reperti di grande valore storico e culturale. Il Parco della Murgia Materana, la Riserva Regionale San Giuliano ed il Colle Timmari sono le aree naturali che potrete visitare a Matera. Nel territorio dell’altopiano murgico materano, in mezzo a particolari entità floristiche, si innalzano i resti di antichi villaggi neolitici. L’area del Lago di San Giuliano, invece, è nota soprattutto per una forte presenza di avifauna e dai capanni di avvistamento potrete osservare le circa 140 specie di uccelli che qui dimorano. Infine, il colle Timmari è una piccola località residenziale che domina il lago di San Giuliano e che costituisce un’importante area archeologica in seguito a ritrovamenti sia di epoca preistorica sia del IV secolo a. C.

Le chiese rupestri di Matera

La nascita delle Chiese rupestri risale perlopiù all’Alto Medioevo, quando il monachesimo si faceva spazio nella comunità cristiana dell’epoca e monaci benedettini e bizantini cominciarono a insediarsi nelle grotte della Gravina trasformandole in centri di preghiera.

Questi luoghi mistici scavati nella roccia sono uno dei tratti distintivi di tutto il territorio di Matera: cripte, eremi, basiliche, santuari e cenobi sono sparpagliati nel tessuto urbanistico dei Sassi, lungo le pareti della Gravina e sull’altopiano murgico. Le chiese rupestri con i loro virtuosismi architettonici e le loro decorazioni pittoriche rappresentano eccezionali opere artistiche, espressione, tra le più significative, del patrimonio storico – culturale del territorio. In un insieme eterogeneo ed armonico in cui a chiese greco-ortodosse si affiancano chiese latine, queste strutture sono infatti, la testimonianza dello sviluppo del livello culturale ed architettonico raggiunto dalle comunità rupestri. Sono circa 150 le chiese rupestri diffuse sul territorio materano per la cui tutela è stato istituito il Parco delle Chiese Rupestri del Materano, dichiarato patrimonio dell’umanità dall’UNESCO. Fra le numerose chiese rupestri visitabili troviamo: la chiesa di San Pietro Barisano che sorge nel Sasso omonimo, con la facciata in stile romanico – barocco (rifacimento seicentesco) e l’interno completamente scavato nel tufo dove non restano (purtroppo) che i sette altari, una serie di affreschi e la cripta con l’ossario; la chiesa di Santa Lucia alle Malve contenente affreschi di notevole fattura tra cui quello della “Madonna del Latte” o “Galattotrofousa” che porge con le due dita il seno al Bambino; la chiesa di Santa Maria de Idris scavata nel fianco del Monterrone, e la cripta di San Giovanni che formano, attraverso un cunicolo interno, un unico complesso rupestre di grande suggestione. Quattro chiese rupestri raggruppate intorno ad un cortile centrale costituiscono il Convicinio di Sant’Antonio (XII – XIII sec.) utilizzato a partire dal XVII sec. come cantina. E’ dedicata invece a Santa Barbara la chiesetta dall’architettura romanica di ispirazione orientale ricca di pregevoli dipinti murali tra cui una rappresentazione della Santa con in testa un ricco diadema e nella mano destra la torre, simbolo del suo martirio.

La Cripta del Peccato Originale di Matera

A pochi chilometri da Matera, lungo la parete della Gravina di Picciano si trova la Cripta del Peccato Originale, la chiesa – grotta magnificamente affrescata (ri)portata alla luce nel 1963, definita la Cappella Sistina della pittura parietale rupestre. Lo straordinario complesso pittorico di scuola benedettino – beneventana (sec. VIII – IX) che decora le pareti della cripta è senza dubbio una delle testimonianze più importanti della pittura altomedievale dell’area mediterranea.

Utilizzata per lungo tempo dai pastori come ricovero per gli animali, la cavità naturale era nota alla popolazione locale come la “Grotta dei Cento Santi”, per la presenza dei numerosi santi raffigurati sulle pareti. Il recupero della Cripta voluto dalla Fondazione Zétema di Matera e realizzato con la consulenza dell’ Istituto Superiore per la Conservazione e il Restauro, ha restituito gli affreschi alla piena fruizione. Sulla parete di fondo sono illustrate alcune scene bibliche relative alla Genesi (Dio Padre Creatore, la Luce, le Tenebre, la creazione di Adamo, la nascita di Eva, la tentazione e il Peccato Originale) mentre nelle tre conche absidali sono raffigurati gli Apostoli, gli Arcangeli e la Vergine. Ignoto l’autore delle straordinarie opere figurative, ricordato semplicemente come il Pittore dei Fiori di Matera per la presenza nella parte inferiore degli affreschi di numerosissimi fiori con i petali rossi.

La Casa-Grotta di Matera

Nelle grotte dei Sassi si cela la capitale dei contadini, il cuore nascosto della loro antica civiltà”, così scriveva Carlo Levi nel 1952. E per cercare di capire quel mondo contadino è senza dubbio utile conoscere quali erano le condizioni di vita nei Sassi prima del loro abbandono forzato.

Per farlo non c’è modo migliore se non quello di visitare la casa – grotta di vico Solitario nel Sasso Caveoso. La casa, abitata fino al 1957 da una famiglia di 11 persone (più animali), si compone di un unico ambiente, in parte scavato e in parte costruito, arredato con mobili e attrezzi d’epoca. C’è il focolare con la cucina, il letto con il materasso ripieno di foglie di granturco, il piccolo tavolo con un unico piatto al centro dal quale tutti mangiavano, il vaso da notte usato per i bisogni corporali, il telaio per la filatura, la zona con la mangiatoia per il mulo, la cavità in cui si raccoglieva il letame usato per riscaldarsi, la cisterna dove l’acqua piovana veniva convogliata attraverso un sistema di canali.

Il Palombaro Lungo di Matera

Il Palombaro lungo è la grande cisterna scavata sotto la centralissima Piazza Vittorio utilizzata fino ai primi decenni del secolo scorso per la raccolta di acqua potabile. Deve il suo nome a “plumbarius”, parola latina usata per indicare coloro che rivestivano di piombo le condutture degli acquedotti e, più in generale, qualunque cosa avesse a che fare con i lavori idraulici. Costruita nel 1846 per volere di Mons.

Di Macco come riserva idrica per gli abitanti del Sasso Caveoso, la maestosa cisterna è stata riportata alla luce nel 1991 in occasione dei lavori di sistemazione della piazza. Il serbatoio, profondo 15 metri e contenente circa 5.000 metri cubi d’acqua, era parte di un ingegnoso sistema di raccolta d’acqua formato da una complessa trama di canali, grotte, gallerie, cisterne sotterranee, per recuperare le acque piovane, e le acque della falda nelle vicinanze del Castello Tramontano a Monte. Un suggestivo percorso a circa 17 metri di profondità consente di ammirare gli ambienti di una delle cisterne scavate nella roccia più grandi al mondo, mirabile opera di ingegneria idraulica, imponente e silenziosa come una “cattedrale d’acqua”.

Abbiamo poi (dopo questo tour di ben 3 h e 30) visitato le chiese che ancora non avevamo visto, quella di San Francesco e quella del Purgatorio (ve ne parlerò in un altro post!)

Che dire? Matera ci è rimasta veramente nel cuore!Per bellezza ma sopratutto per accoglienza.Basilicata super promossa 🙂

 

 

 

Dolcezze in London city

L’hotel più dolce del mondo? Mangiato fino all’ultimo morso. E’ successo a Londra. Come nella favola di Hansel e Gretel, gli invitati al lancio da parte di un brand di dolci di una nuova linea di zucchero, la Tate & Lyle Sugars, hanno potuto «gustare» un hotel pop-up, aperto solo per un giorno e il cui punto forte erano complementi d’arredo e soprammobili fatti proprio di dolci. 

Tra le prelibatezze: una vasca da bagno ripiena di pop corn glassati allo zucchero e tappeti di meringhe multicolor cucite a mano sulla  stoffa.  Il Kake Hotel, 3 piani e otto stanze golosssime  è stato realizzato da 14 chef che hanno utilizzato 600 chili di zucchero alternando 2.000 macaron, 1.081 meringhe e tappeti di crema a zucchero filato, cioccolato e altri dolci.

Sono state necessarie 9 mila ore di lavoro per costruirlo e molte altre per arredarlo. Che dire? L’albergo è durato il tempo di una nottenotte. Gli ospiti non si sono fatti pregare e hanno «saccheggiato» gli arredi e le altre parti come le finestre e le pareti ricoperte da  2000 amaretti e 20 chili di marshmallow.

Anche i davanzali sono mangiabili e costruiti interamente di caramello.  I comodini? Pieni di libri… anche quelli tutti da mangiare, ovviamente. Le stanze? A tema. Tra le chicche quella ispirata a I pirati dei Caraibi, con il forziere di cioccolato pieno zeppo di dolci «preziosissimi».

Da http://www.vanityfair.it

Booking – airbnb

Oggi vorrei proprio spezzare una lancia a favore di booking.com

Devo dire che quando mi trovo bene con un servizio è molto raro che io cambi,non mi fido molto.Però erano anni che volevo provare il sito airbnb e così l’ho provato per una mini fuga d’ammmore  (aka cena alcoolica ad un ora da casa).

Beh l’ho trovato ASSURDO.

WHY?

-oh che figo non mi devo iscrivere!Certo poi però 46 ore per confermare la mia email,inviare una foto BEN VISIBILE (ovvero 5 tentativi prima che mi accettassero la foto)di un documento di identità al proprietario della “casa/camera”e confermare la mia identità tramite un profilo online tipo facebook….mmmmmmh.

-Però figa questa cosa che il proprietario deve valutare la tua richiesta (WTF?il sito dice che in massimo 12h ore il proprietario deve valutare la richiesta….si come no!dopo 24h ancora nessuna risposta)….poi sinceramente la cosa che uno deve valutare la richiesta di una persona che lo paga per dormire…bah!

-Ok il tizio non mi risponde e decido di annullare la richiesta…oltre alla perdita di tempo,l’ansia di non avere un posto dove dormire…i soldi erano stati trattenuti all’inizio della richiesta ed ora devo aspettare GIORNI INDEFINITI per riaverli indietro -_-

-Entro su booking e trovo in 5 minuti una camera molto più economica,prenotabile all’istante e per la quale non devo pregare nessuno per averla.

LA STORIA

Airbnb è un portale online che mette in contatto persone che cercano un alloggio a breve termine con altre persone che hanno uno spazio extra da affittare, generalmente privati. Il sito è stato aperto nell’ottobre del 2007 da Brian Chesky, Joe Gebbia e Nathan Blecharczyk. A giugno del 2012 conta oltre 26.000 città in 192 paesi e ha festeggiato 10 milioni di notti prenotate in tutto il mondo. Gli annunci includono stanze private, interi appartamenti, castelli, ville, barche, baite, case sugli alberi, igloo, isole private e qualsiasi altro alloggio.

CHI ABBANDONA LA STRADA VECCHIA PER QUELLA NUOVA……….

sa quel che lascia non sa quel che trova!

😉

L’instagram hotel!

A Sidney nasce il primo albergo che mette in palio una notte al mese a chi arriva ad avere più di 10.000  follower su instagram,rigorosamente con l’ hashtag #1888hotel.  Tra l’altro il 1888 è l’anno in cui la Kodak commercializzò la prima macchina fotografica con rullino per non professionisti. In linea con la visione soggettiva dell’instagramer, qui ogni camera ha un angolo particolare e curioso da riprendere, alla reception una cornice attende chi vuole scattarsi un “selfie” e le mappe della città indicano i posti più “instagrammabili”. Ogni schermo fa scorrere tutte le foto condivise dei clienti dell’hotel e delle loro vacanze mentre in camera un iPad permette di fare tutto, da accendere l’aria condizionata fino a ordinare la colazione in camera. 

Pronti?

Strasburgo-Baden Baden

Sono di ritorno da un bellissimo week-end a Strasburgo/Baden Baden,come già preannunciato.

Avevo prenotato un volo per la cittadina tedesca per soli 16 euro a/r con ryanair.

Per la prima volta sono arrivata all’aereoporto di Roma ciampino con i mezzi,utilizzando la navetta che parte dall’Anagnina,uno dei due capolinea della metro A.

Stranamente la navetta offre un servizio puntuale ed efficiente e per il costo di 1,20 euro.

Dopo un ora e 50 di volo siamo arrivati nell’aereoporto deserto di Baden Baden…mai visto un aereoporto del genere.Negozi e centro informazioni già chiusi alle ore 17 di venerdì.Si,ok,,,la vita in Germania è diversa dalla nostra,ha ritmi differenti però mi sembra un po’ esagerato così.

Oltretutto il bus per la città di Strasburgo segnalato sul web era inesistente.Ne troviamo un altro che però passa in orari distanti tra loro quindi perdiamo un ora e mezza in attesa.

Il bus in realtà è un mini transit e costa la bellezza di 18 euro per un ora scarsa di viaggio (eravamo gli unici passeggeri-ne entravano al massimo 8 di persone)ma prenotando sul web il costo si riduceva a 16 euro a persona.

Il “bus” ,dopo aver attraversato il ponte che passando sul Reno divide la Germania dalla Francia,ci lascia in una piazza abbastanza centrale (giusto perchè la città è piccolina :D) Place de l’Etoile.

Cartina alla mano,e dopo esserci fermati a mangiare,arriviamo facilmente al nostro hotel/appartamento.

L’hotel praticamente era una stanza con angolo cottura,tavolo,frigo e stoviglie varie.La camera era pulita,abbastanza spaziosa e lo staff dell ‘albergo molto cordiale,disponibile e sempre sorridente (requisito per me essenziale nella valutazione finale di un albergo).

Abbiamo pagato 2 notti solo 72 euro totali.

Dopo taaaaaaaante ninne la mattina dopo usciamo alle ore 9.30 per perlustrare la città……..sotto la neve!!!

Fortunatamente non era una neve-disagio e non faceva troppissimo freddo.

Abbiamo visitato due musei (il museo delle belle arti e quello di arte moderna),la fantastica cattedrale,il quartiere petit france,il parlamento europeo e mangiato come facoceri indiani tra una patisserie e l’altra. (poi metterò qualche foto of course!).

Verso sera siamo poi andati in stazione centrale (che distava 5 minuti dal nostro hotel ma nonostante ciò la nostra era una zona tranquilla e sicura)a prendere i biglietti per la mattina dopo (dove ho litigato con il signore del centro informazioni <3)ed al supermercato perchè volevamo prepararci la cena in camera.
Io entro sempre nei supermercati di ogni città che visito…è una cosa che adoro!
Per cena ci siamo preparati così una fonduta di formaggio con crostini e wurstel (io ed il mio ragazzo amiamo il formaggio sopra ogni cosa).
L’indomani abbiamo lasciato l’hotel alle 8.45 e siamo andati a prendere il treno per Baden Baden che partiva alle ore 9.22.
Il biglietto è costato parecchio secondo me ovvero 15 euro.Mentre se percorrevamo la stessa tratta partendo da quello che invece era il nostro arrivo avremmo speso 5 euro di meno perchè la Germania è meno costosa della Francia -_-
In circa mezzora siamo arrivati nella stazione di snodo dove avremmo dovuto prendere un treno diverso e dove abbiamo percorso mille km per cambiare binario causa GHIACCIO che aveva inesorabilmente sostituito la soffice neve del giorno prima 😦
Abbiamo rischiato mille volte la morte e visto cadere tanta gente ma fortunatamente noi non siamo andati col culo per terra!
Arrivati alla stazione di Baden Baden città prendiamo un bus per il centro,il 201 (senza  fare il biglietto)
Baden Baden è una cittadina molto carina,termale ricordiamo,simile ad una stazione sciistica oserei dire,una mini Cortina!Tant’è che era quasi totalmente deserta,piena di neve e ghiaccio e visibilmente extraluxury!Sopratutto nella zona del casinò.
 
Its décor, which seeks to emulate – indeed, outdo – the splendour of France’s famed chateaux, such as Versailles, led Marlene Dietrich to call it ‘the most beautiful casino in the world’. After observing the action here, Dostoevsky was inspired to write The Gambler
 
Dopo un veloce giro,presi dall’ansia di non arrivare in aereoporto in tempo,andiamo a cercare un bus che ci porti lì.
Per SOLI 3 euro prendiamo un bus dal percorso molto strano -__-
In pratica il 205 ci portava alla stazione da dove eravamo arrivati due ore prima e da lì dovevamo prendere un ALTRO 205 che però era quello che portava dalla stazione all’aereoporto.Chiamarlo in un altro modo no!??!
Anyway il bus non passa all’orario scritto e ne prendiamo uno che ci porta pelo pelo per la chiusura del gate.ANSIA.
(Avevamo anche chiesto il costo del taxi,erano 30 euro per 20 minuti di percorso)
Ma arrivando là scopriamo che il nostro volo (l’unico del mini aereoporto praticamente),causa ghiaccio ritarderà due ore.
Due ore di noia assoluta visto che il bar era inesistente e il duty free ANCHE.
Dopo due ore finalmente ci fanno salire sull’aereo dove aspettiamo UN ALTRA ora fermi prima di decollare.
Tornata stanca ma molto felice di aver visto l’ennesimo posto che non conoscevo!
A domani con le foto!
xx
Martina
 

Ostelli a Londra

Questi sono alcuni degli ostelli che ho girato a Londra!

Premetto che prima d’ora non ero MAI stata in un ostello.

Fonti : booking.com

Smart Hyde Park Inn

Ottima posizione nelle vicinanze di Notting Hill,la fermata Bayswater della metro a pochi passi e l’entrata del meraviglio Hyde Park a 150 mt.

L’edificio è molto grande ed ospita molte persone (che ritroverete la sera nella sala hobby/cucina).

Non è facile dormire in dormitori da 25 persone perchè ovviamente ognuno ha i suoi orari…

Wi-fi assente,postazione pc a pagamento,custodia bagagli a pagamento.

Cucina a disposizione.

Central Hostel

In questo ci sono stata addirittura due volte.Le camere sono più piccole,da sei persone e quindi il posto è più intimo e raccolto.Bagni sempre puliti,custodia oggetti GRATUITA così come il wi-fi.

E’ decisamente il mio preferito 😉

La posizione è la stessa di quello precedente,distano pochi metri l’uno dall’altro.

Quindi ottima locazione ed ottimo rapporto qualità/prezzo.

Hostel 639

Questo ostello ha una posizione decisamente diversa.Si trova vicino la stazione della metro Kensal Green (linea marrone)e si raggiunge anche con il bus da marble arch.E’ un po’ isolato rispetto agli altri MA ha un personale molto cordiale ed amichevole e sopratutto LA COLAZIONE compresa nel prezzo.Tra l’altro anche una bella colazione!

L’unica pecca per me è stata avere la doccia in camera.

Ricordiamoci che in un ostello si divide la camera con persone sconosciute e quindi non è il massimo trovarsi a fare la doccia davanti agli altri!Ovviamente non era con il vetro trasparente però un po’ di privacy almeno durante la doccia non sarebbe male 😉

Non so se tutte le stanze avessero tale opzione!

A differenza degl ialtri due ostelli questo aveva i bagni “camerateschi”,ovvero un bagno diviso in tanti scompartimenti ed anche questo lo trovo un po’ “antiprivacy”.

La mia camera era esattamente questa 🙂

My ‘Dam!

L’ultimo capodanno l’ho passato ad Amsterdam.

Non è una festa che mi entusiasma  particolarmente e proprio per questo di solito,se posso,parto per evitare di festeggiarla e passare quindi una serata “normale”.

Gli ultimi due capodanni li ho passati a Londra e vi assicuro che non c’è niente di cosi bello oltre i 10 minuti di fuochi d’artificio sulla London Eye e i rintocchi del big ben…L’anno scorso con una mia amica abbiamo scelto Amsterdam!

Partiamo dal presupposto che ci siamo ridotte ALL’ULTIMO a cercare un albergo…ragione per la quale i prezzi erano alle stelle..Fortunatamente la mia amica conosceva un ragazzo che abitava proprio nel centro della città e ci ha gentilmente ospitato lui.

Il volo come al solito con Ryanair non è costato molto ma ho trovato l’Olanda un paese molto costoso (alla faccia di chi dice che Londra è cara!).La Ryanair ti lascia ad Eindhoven e da lì devi prendere un 40 minuti di treno a quasi 15 euro solo andata.Mi sembra abbastanza diciamo…treni bellissimi e funzionali ma anche parecchio costosi (non ho apprezzato la scelta di dare i biglietti dalle macchinette self service solo pagando con la carta di credito -_-).

Comunque ora passiamo alle cose che ho visitato in quei giorni!

Oude Kerk

La Oude Kerk (“chiesa vecchia” in olandese) è la più vecchia chiesa parrocchiale di Amsterdam. Consacrata nel 1306 dal vescovo di Utrecht. Le fondamenta vennero gettate su un cumulo artificiale, ritenuto il terreno più solido dell’insediamento in questa provincia paludosa. Oggi la chiesa si trova nel cuore del quartiere a luci rosse di Amsterdam.

Il disegno originale dell’edificio era audace e la chiesa ha visto un numero di restauri eseguiti da 15 generazioni di cittadini di Amsterdam. La chiesa era in piedi da solo mezzo secolo quando vennero fatte le prime modifiche, le navate laterali vennero allungate e avvolte attorno al coro a semicerchio, per sostenere la struttura. Non molto dopo l’inizio del XV secolo alla chiesa vennero aggiunti i transetti nord e sud, creando la pianta a croce. Il lavoro su questi rinnovamenti venne completato nel 1460, anche se è probabile che l’avanzamento venne interrotto dai grandi incendi che colpirono la città nel 1421 e nel 1452.

Il tetto della Oude Kerk è la più grande volta medioevale in legno strutturale in Europa Le assi estoni risalgono al 1390 e vantano una delle migliori acustiche in Europa[senza fonte]. Nella chiesa si svolgono molti concerti, tra cui quelli dei BBC Singers e dell’Academy of St Martin in the Fields.

La chiesa venne costruita su un cimitero e occupa una superficie di 3.300 metri quadrati. I cittadini locali continuarono ad essere sepolti nel sito che confina con la chiesa fino al 1865. Ci sono 2.500 tombe nella Oude Kerk, sotto la quale sono sepolti 10.000 cittadini di Amsterdam, tra cui importanti figure olandesi come l’eroe navale Jacob van Heemskerck e il consigliere della Compagnia Olandese delle Indie OccidentaliCornelis de Graeff – reggente e sindaco di Amsterdam, Kiliaen van Rensselaer, uno dei fondatori di Nuova Amsterdam su Manhattan, nota oggi come New York.

Prima dell’Alteratie, la riforma del 1578, la Oude Kerk era principalmente cattolica. A seguito della sconfitta spagnola da parte di Guglielmo di Orange e con l’influenza calvinista, la chiesa venne adottata dai protestanti. Durante tutte le battaglie del XVI secolo la chiesa venne saccheggiata e sfigurata in diverse occasioni. Tutto ciò che venne risparmiato furono i dipinti sul soffitto, che non potevano essere raggiunti.

I locali si riunivano in chiesa per spettegolare, i venditori ambulanti vi vendevano i loro beni e i mendicanti vi cercavano rifugio. Questo comunque non veniva tollerato dai calvinisti, e i senzatetto vennero espulsi. Nel 1681 il coro venne chiuso da uno schermo di ottone. Sopra lo schermo campeggiava la scritta, “Le false pratiche gradualmente introdotte nella chiesa di Dio, sono state nuovamente eliminate nell’anno settantotto”, con riferimento alla riforma del 1578.

Nello stesso anno la Oude Kerk divenne sede del registro dei matrimoni. Venne usata anche come archivio cittadino, i documenti più importanti erano chiusi in un cassettone ricoperto di piastre di metallo e dipinto con lo stemma della città. Il cassettone veniva tenuto al sicuro nella cappella di ferro.

Rembrandt fu un frequente visitatore della Oude Kerk e qui vi vennero battezzati tutti i suoi figli. Si tratta dell’unico edificio di Amsterdam ad essere nel suo stato originale fin dai tempi in cui Rembrandt vi mise piede. Nel Santo Sepolcro si trova una piccola esposizione di Rembrandt, un sacrario per la moglie Saskia van Uylenburgh che venne qui seppellita nel 1642.

Ci sono quattro organi nella Oude Kerk, fra i quali il vecchio organo costruito nel 1658 e quello costruito nel 1767. Il terzo venne costruito dal tedesco Christian Vater nel 1724 e viene considerato come uno dei migliori organi barocchi d’Europa. Venne riconosciuto come “perfetto” dai commissari della chiesa. L’organo venne smontato durante dei lavori di restauro al campanile nel 1738, e nel riassemblarlo, Casper Müller fece delle modifiche per dare all’organo più forza. Divenne noto come l’organo Vater-Müller, come riconoscimento per i miglioramenti del suono. Il quarto organo è opera di Nicola Puccini di Migliarino Pisano. È uno strumento, recentemente terminato, costruito interamente a mano in stile italiano del ‘600. Per la sua costruzione l’organaro italiano ha preso ispirazione da tre importantissimi strumenti toscani: Giovanni Piffero (Organo di Palazzo Pubblico di Siena 1519-1524), Cesare Romani (Organo di San Quirico D’Orcia 1606) e Domenico Francesco Cacioli (Organo di Santo Stefano di Siena 1720). L’organo verrà inaugurato sabato 4 settembre 2010 da Gustav Leonhardt e Matteo Imbruno in occasione del concerto di apertura del “Third International Sweelinck Festival”.

Il busto del famoso organista e compositore Jan Pieterszoon Sweelinck celebra la vita che egli spese a suonare nella Oude Kerk. Iniziò la sua carriera all’età di quindici anni, quando successe al padre deceduto, Pieter Swybertszoon, come organista della Oude Kerk. Sweelinck compose 150 salmi e si assicurò una reputazione internazionale come principale compositore olandese. La sua musica verrà suonata sulla città dalle campane della chiesa.

Oggi la Oude Kerk è un centro per attività sia religiose che culturali, e può essere noleggiata per presentazioni, ricevimenti e cene.Tra gli eventi ospitati c’è la prestigiosa cerimonia di premiazione della World Press Photo.

Il miracolo eucaristico di Amsterdam 

Ogni anno a metà marzo, i cattolici arrivano alla Oude Kerk per celebrare il “Miracolo eucaristico di Amsterdam“, che avvenne nel 1345. Dopo aver preso la comunione, un uomo morente, Ysbrand Dommer, vomitò l’ostia in un catino, il cui contenuto fu gettato nel fuoco di un camino. Ma l’ostia non bruciò, e il fatto venne dichiarato miracoloso[1]. Sul luogo dove avvenne il prodigio fu costruita una cappella.

Piazza Dam

Piazza Dam o semplicemente “il Dam” è la più famosa piazza di Amsterdam.

Situata nella Nieuwe Zijde (la “zona nuova”), sorta intorno al 1270 e un tempo piazza del mercato, ospita uno dei monumenti principali della città, ilPalazzo Reale (Koninklijk Paleis) oltre ad altri monumenti ed edifici d’interesse, quali il Nationaal Monument, la Nieuwe Kerk e il celebre museodelle cere Madame Tussauds Scenerama.

Piazza Dam occupa il primo posto nel cosiddetto Canon van Amsterdam.

Nemo

NEMO è il più grande centro scientifico dei Paesi Bassi. Si trova ad Amsterdam. Il palazzo che lo ospita è stato progettato dall’architetto italiano Renzo Piano. NEMO si trova vicino alla Stazione Centrale di Amsterdam e al Nederlands Scheepvaartmuseum (Museo Marittimo dei Paesi Bassi)

Van Gogh museum

Il Van Gogh Museum di Amsterdam

Il Van Gogh Museum è un museo statale (Rijksmuseum) situato ad Amsterdam nei Paesi Bassi, in Paulus Potterstraat, 7. Possiede la più grande collezione di opere del pittore olandese Vincent van Gogh.

(Questo lo adoro!E non sapevo neanche che fosse suo!)

Di questo c’era anche la camera “reale”

Vondelpark

Vondelpark On A Sunny Day.jpg

Vondelpark è un parco all’inglese di circa 47 – 48 ha. nel centro di Amsterdam (nella zona dei musei), realizzato su progetto degli architetti Jan David Zocher (1791 – 1870) e Louis Paul Zocher (1820 – 1915) ed aperto al pubblico nel giugno del 1865.
Il parco, definito il “Bois de Boulogne” di Amsterdam ed utilizzato non solo per passeggiate, jogging o picnic, ma anche per concerti ed altre manifestazioni (come tornei di golf), prende il nome – a partire dal 1867 (e ufficialmente dal 1880) dal poeta e drammaturgo olandese Joost van den Vondel (1587 – 1679), del quale è stata eretta una statua in loco. In precedenza, il parco si chiamava Nieuwe Park

Si tratta del secondo progetto di un’area verde nel centro di Amsterdam dopo Artis il più antico complesso zoologico dei Paesi Bassi, sorto nel 1838.

Leidseplein

Leidseplein (“Piazza di Leida“) è – insieme a Piazza Dam, a Rembrandtplein e a Waterlooplein – una delle più famose piazze diAmsterdam, nota come luogo dei divertimenti e fulcro della vita notturna della capitale olandese e per questo soprannominata da molti – con un termine un po’ dispregiativo – “piazza del guazzabuglio”

La piazza, situata nella zona sud-occidentale del centro cittadino, deve il proprio nome alla Leidsepoort, l’enorme porta cittadina, demolita nel 1862, che si trovava lungo la strada che collegava la capitale a Leida (Leiden).

Mercato dei fiori

DEGNI DI NOTA I NEGOZI DI FORMAGGI TIPICI LOCALI…………..per un amante dei formaggi come me,vero paradiso.

E’ inutile secondo me parlare delle solite cose…coffeeshop,red lights line…si ok tappe quasi obbligatorie per il turista medio ma che secondo me TOLGONO VALORE a questa splendida città.

Come non menzionare le FANTASTICHE case/barche!?!?!

Volevo dormire con il mio ragazzo (andremo per il nostro anniversario ad Amsterdam) su uno degli alberghi/boat ma non mi piaceva molto l’idea di dormire su un letto a castello divisi!

Precisamente QUI.

Quartiere cinese con tempio 

Caffetterie so sweety

L’entrata al fantastico quartiere chiuso dal portone ❤

Palazzetti storti 😀

Come a Venezia…casa con accesso dal fiume

Fuochi d’artificio a capodanno