Le piazze più belle del Mondo

Tra le piazze più belle del mondo ce ne sono parecchie Italiane,ovviamente oserei dire.Troviamo :

Italia, Ascoli Piceno, Piazza del Popolo

Cominciamo con la piazza di Ascoli Piceno, un gioiello che non tutti conoscono, una perla preziosa. Pavimentata interamente con lastre di travertino, la piazza vi stupirà per la sua luminosità e la sua raffinatezza, che nasce da un ricercato intreccio di portici e logge, palazzi rinascimentali, edifici storici e chiese dai tratti gotici ed eleganti: sedetevi al Caffè Meletti e degustate l’Anisetta, magari a pancia piena dopo esservi rimpinzati di olive ascolane. Qui vi riconcilierete col mondo e sorriderete alla tranquillità della vita che scorre, tra bimbi che giocano e bici che solcano la piazza. L’atmosfera è da sogno. 

Italia, Roma, Piazza di Spagna
Roma di piazze spettacolari ne ha certamente più d’una. Abbiamo scelto per voi Piazza di Spagna perché, ne siamo certi, vi lascerà senza fiato: ammirate la celebre fontana barocca del Bernini, la Barcaccia, tornata alla ribalta delle cronache recenti, e se siete appassionati di poesia fate sosta nella casa del poeta inglese John Keats, ora trasformata in un museo. Non andate via senza essere saliti in cima all’elegante scalinata di Trinità dei Monti: ora spalancate gli occhi e i polmoni e respirate bellezza. Se ci andate in primavera troverete la scalinata piena di fiori che colorano l’atmosfera e la solleticano coi loro profumi. 
Italia, Venezia, Piazza San Marco
Il fascino intramontabile di Piazza San Marco intriga ogni viaggiatore: crocevia di popoli diversi, culla di interi secoli di arte e storia, questo è uno di quei posti che si fissa nel cuore e nella memoria. La Basilica di San Marco, altera e maestosa, cattura l’attenzione, ma gli occhi attingeranno meraviglie ovunque, dalla Torre dell’Orologio alle Procuratie Vecchie e Nuove, dall’Ala Napoleonica fino al Campanile. Sfruttate il volo dei piccioni per un tocco di romanticismo nelle vostro foto e se trovate l’acqua alta nessun problema, basta un paio di stivali e il gioco è fatto. Napoleone la definì “il salotto d’Europa”.
Italia, Napoli, Piazza del Plebiscito
Napoli intera è un patrimonio inestimabile di ricchezze e Piazza del Plebiscito, nella sua monumentale grandezza, vi conquisterà. Girate su voi stessi e ammirate il Palazzo Reale, il Palazzo Salerno, il Palazzo della Prefettura e la Basilica di San Francesco di Paola, con il suo coreografico portico a emiciclo. Se ci andate all’imbrunire, poi, lasciatevi conquistare dai giochi di luce del sole che scende che si mescolano con la luce artificiale e, per concludere, concedetevi un sogno ad occhi aperti davanti allo scorcio del Vesuvio, visibile dalla piazza. 
Italia, Siena, Piazza del Campo
Si caratterizza per la sua forma a conchiglia, Piazza del Campo, e stupisce chiunque vi si trovi per il bellissimo effetto che provoca nel turista: vi sembrerà di essere al centro del mondo. Intorno a voi, il Palazzo Comunale, in mattone e marmo, bellissimo e nobile; la Torre del Mangia, tra le più alte torri antiche d’Italia; la Cappella di Piazza, che è uno scenografico tabernacolo marmoreo ai piedi della torre, e la Fonte Gaia, prima fonte pubblica cittadina. Arte, storia e bellezza si intersecano e ne resterete ammaliati. È qui, inoltre, che si svolge lo storico Palio di Siena.
Repubblica Ceca, Praga, Piazza della Città Vecchia
Staromestské Namesti, Piazza della Città Vecchia, è il centro del quartiere Staré Mesto, la Città Vecchia, appunto, e gode di un fascino tutto particolare, con la sua aura romantica e seducente. Le belle decorazioni delle case romaniche e gotiche e la Casa alla Campana di pietra, in stile rococò ne fanno un luogo suggestivo come pochi altri al mondo. Sulla piazza si affacciano la Chiesa di San Nicola e quella di Santa Maria di Týn, il Palazzo Kinský e il Municipio della Città Vecchia, con il suo famoso orologio astronomico che tiene i turisti col naso all’insù nell’attesa dello spettacolo che si svolge allo scoccare di ogni ora. 
 
Cuba, La Habana, Plaza de la Revolución 
C’è un posto da visitare al più presto, prima che inevitabilmente gli eventi storici lo cambino. Quel posto è Cuba. E La Habana, di conseguenza. Una volta qui non potrete prescindere da Plaza de la Revolución, che colpisce per la sua vastità e che riporta alla mente la grande Storia, rievocando i tempi della Rivoluzione cubana e delle grandi folle che l’hanno riempita. Ammirate il memorial a José Martí e, di fronte, il Ministero degli Interni con la famosa immagine del Che realizzata da Enrique Ávila. Autentica e coinvolgente, questa è una terra che vi resterà nel cuore. Cuba è un tesoro, è un ritmo che travolge, è vita che scorre.
Belgio, Bruxelles, Grand-Place
Nucleo centrale della città, la Grand Place è d’estate un’incantevole cornice per concerti, rappresentazioni ed eventi vari, mentre in inverno, specie durante il periodo natalizio, diventa uno scenario quasi da favola grazie ai tipici mercatini, pieni di vita, luci, colori e…cioccolato! La fusione dei diversi stili architettonici tipici del nord Europa, ben visibile negli edifici che la circondano, come il Municipio, la Maison du Roi e le case delle Corporazioni, la rende una perla di rara bellezza, di un’eleganza indiscussa che unisce antico e moderno. 
Russia, Mosca, Piazza Rossa
Adiacente al Cremlino, questa è la piazza principale di Mosca: con una superficie di oltre 70.000 metri quadrati, deve il suo nome ad un aggettivo in lingua russa che significa sia “rossa” sia, in passato, “bella”. Sulla piazza sorge la splendida cattedrale di San Basilio, con le sue cupole luminose; il monumento agli eroi nazionali Kuz’ma Minin e Dmitrij Požarskij, che cacciarono da Mosca gli invasori polacchi; il mausoleo di Lenin e il Gum. Una piazza che affascina, tutta da scoprire. 
Argentina, Buenos Aires, Plaza de Mayo
Centro della vita politica di Buenos Aires, Plaza de Mayo ospita alcuni degli edifici più importanti della città, dalla Casa Rosada, sede del governo, fino al municipio di Buenos Aires, la Cattedrale Metropolitana di Buenos Aires e la Banca d’Argentina. Con questo nome si ricorda la rivoluzione di maggio del 1810 che diede inizio al processo d’indipendenza dalla Spagna, avvenuta poi nel 1816. Una piazza dai mille volti, un’architettura affascinante e un’atmosfera davvero unica al mondo.
Francia, Parigi, Place de la Concorde
L’obelisco egizio di Luxor, in granito rosso, domina Place de la Concorde, piazza più grande di Parigi e centro nevralgico della città: una volta qui, infatti, potrete decidere se spingervi verso gli Champs-Elysées o fare sosta ai magnifici giardini delle Tuileries, se scegliere di fare una passeggiata lungo la Senna o di entrare nella chiesa della Madeleine. Avrete l’impressione di avere il mondo in una mano. Sulla piazza, signorile ed elegante, statue e fontane si susseguono maestose, per un’atmosfera aristocratica e…francese. 
Inghilterra, Londra, Trafalgar Square
Costruita per ricordare la vittoria dell’Inghilterra nella battaglia di Trafalgar grazie all’ammiraglio Nelson, questa è una piazza importante per la città, nonché sede di molte ambasciate. La Nelson’s Column, con i quattro leoni di bronzo alla base, svetta sulle belle fontane e sugli edifici della piazza, tra cui spicca la National Gallery, maestosa e piena di tesori. Giovane, dinamica e spettacolare, Trafalgar Square è una tappa obbligatoria nel vostro soggiorno londinese. 
Marocco, Marrakech, Jamaa el Fna
Dichiarata Patrimonio Orale e Immateriale dell’Umanità, questa piazza marocchina è davvero un posto speciale, magico: c’è da rimanere stregati a guardare gli incantatori di serpenti o ad ascoltare i cantastorie, che vi faranno volare in alto con la fantasia. Cuore della città rossa, Jamaa el Fna vi regalerà emozioni che difficilmente ritroverete altrove: perdetevi, nel vero senso della parola, nelle viuzze strette dei souk, tra gioielli berberi e borse di pelle, e poi godetevi lo spettacolo del sole che tramonta da una delle terrazze dei numerosi caffè della piazza, magari sorseggiando un tè alla menta. 
Cina, Pechino, Piazza Tienanmen
La Tienanmen, da cui la piazza prende il nome, è il monumento che conduce alla Città Proibita, e cioè il palazzo imperiale delle dinastie Ming e Qing. Questo posto deve la sua fama in particolare alle proteste del 1989 e oggi è una delle piazze più ricche di personalità e carattere, dal notevole impatto visivo. Sulla piazza potrete ammirare il monumento agli eroi del popolo, la Grande Sala del Popolo, il Museo nazionale di storia cinese e il mausoleo di Mao Tse-tung. E ricordatevi, siete nel posto giusto se cercate un posto da guinness dei primati: questa è la piazza pubblica più grande del mondo!
Polonia, Cracovia, Piazza del Mercato
Vivace centro culturale e artistico, Cracovia è una città a dir poco meravigliosa, con un centro storico che fin dal 1978 è stato dichiarato, per intero, Patrimonio dell’Umanità Unesco. Ne fa parte anche la bellissima Piazza del Mercato, con il suo Sukiennice, lo storico Mercato dei Tessuti di Cracovia, che colora questo spazio e lo riempie di suoni e bancarelle di souvenirs e gioielli. Entrate nella Basilica di Santa Maria, che sorge sulla piazza e che vanta uno dei più antichi altari medioevali d’Europa, e poi godetevi la vita della piazza, piena di musicisti, artisti di strada e turisti che arrivano da ogni parte del mondo. 
Russia, San Pietroburgo, Palace Square
Passeggiare nel bel mezzo della Piazza del Palazzo, con al centro la Colonna di Alessandro, dedicata allo zar Alessandro I, costruita per commemorare la sua vittoria contro Napoleone, è come fare un salto indietro nel tempo: l’Ermitage, il Palazzo dello Stato Maggiore, la Prospettiva Nevskij e il complesso dell’Ammiragliato fanno di questo luogo uno dei più affascinanti al mondo, sicuramente uno dei più magnificenti e più carico di storia. 
Iran, Isfahan, Piazza dell’Imam
La Moschea dello Scià con le sue stupende decorazioni; il palazzo Ali Qapu, costruito all’inizio del XVII secolo come residenza degli Scià di Persia; la Moschea Sheikh Lotfallah e l’antico enorme Bazaar di Esfahan  creano un’atmosfera unica, incantata, per una delle piazze più grandi del mondo dichiarata dall’UNESCO Patrimonio dell’umanità nel 1979. 
Germania, Monaco di Baviera, Marienplatz
Sorseggiate una delle ottime birre tedesche nel pieno centro di Monaco e regalatevi la visuale su questa piazza splendida, dominata dall’imponente edificio in stile neogotico, il Neue Rathaus, il Nuovo Municipio e dalla torre che ospita il celebre Glockenspiel, il più grande carillon della Germania che per tre volte al giorno rievoca due grandi eventi della storia della città. 
Messico, Città del Messico, Plaza de la Constitucion
Plaza de la Constitución, meglio conosciuta come El Zócalo, nasce esattamente sopra ai resti di Tenochtitlan, capitale dell’impero Azteca, ed è il cuore pulsante di questa metropoli caliente e vivace: il Templo Mayor, il Palacio Nacional, la Cattedrale metropolitana della città e il tricolore messicano che sventola esprimono perfettamente l’essenza di questa terra incredibile. Artisti, danzatori in costume, lustrascarpe: la piazza pullula di vita.  
Spagna, Madrid, Plaza Mayor
Popolata di giorno e di notte, regale e maestosa, Plaza Mayor, con la sua pianta rettangolare completamente chiusa da edifici a tre piani, è accessibile attraverso nove porte, tra cui il famoso Arco de Cuchilleros. Al centro, la statura equestre di Felipe III; sotto i portici, bar e ristoranti per assaporare l’ottima cucina spagnola.
Siete daccordo?
Beh non basterebbero “100 posizioni” per stilare la mia di classifica…

Best bars in Paris

Ecco,in lingua inglese,i migliori bar di Parigi,dove passare una serata diversa dal solito:

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The typical French bar

Le Connétable is a bar next to Rambuteau on the 11th metro line. If you want to drink a glass of wine in a place that looks like an old and traditional tavern, you have found the right place. Located in Le Marais, it’s a restaurant during the day, transforming at 8 pm every day with a change in the atmosphere, where French bands play few songs while people have a drink, turning into one of the best bars in Paris. This bar is also famous because it closes its doors at 5 am in the morning. This is a bar where you can enjoy a very good night with friends, and easily meet people.

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The dancing one

If you want to dance and go to a bar during the evening, then get down to The Café Oz. These are actually bars with an Australian theme. There are three cafés Oz in Paris, but my favorite is at “Grands Boulevards” on the 8th and 9th metro lines. There, all the waiters at the bar speak English and can even serve you Australian beer. I love these bars simply because they are not expensive and you can meet interesting people there. But in a Café Oz, it’s not just about drinking. During the weekends, the café Oz invites a DJ, turning the whole café into a nightclub with loud music. It’s a medium way if you don’t want to go in a nightclub but you want to dance in the evening.

The funny bar

The Urgence Bar (which means “emergency bar”) is one of the most famous and best bars in Paris, with a very specific theme. Because the bar is about 5 minutes walk from the university of medicine of Paris, hence the theme. The whole bar is focused on medical stuff, that’s why all the names of the cocktails are inspired from illness and medicines. Some cocktails are served in feeding bottles; others are brought in false syringes and shots are served in phials just to make you feel in a medical universe. It’s a good way to have a drink in an original and diverting place in Paris. It’s a bit expensive because it’s famous and at the core of the left bank. After this bar, you can go to other bars on Boulevard Saint Germain, which is also a good place to have drinks in the evening. The bar is just behind Odeon metro station on the 4th line.

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The right place to have a discussion

The “Comptoir General” is a place where Parisians go to chill out. It is a really nice place next to the Canal Saint Martin, where youngsters love to go. This bar is perfect to spend the after work time with Parisians, and you can even go there at 7 pm and experience a real Parisian bar. Once there, you’ll see that the atmosphere is very different from what we are used to seeing in bars in Paris, as the decoration is done in a colonial style, which gives you the feeling of going back in time. The people going there are mainly Parisian hipsters and fashion lovers. I love being there because there is a lot of space, the ceiling is high and you can really rest in a peaceful and original atmosphere. It reminds me of the type of bars that one can find in Berlin, with a lot of space, but with the Parisian spirit.

The bar tour in Oberkampf

This bar is at the core of the bar district in Paris. To go there, you just have to join the ‘rue d’Oberkampf’ to the metro station Parmentier on the 3rd line. This bar is a special because you can only drink alcohol shots. You are not allowed to sit and talk as in the “comptoir general”, so you simply order your shot, drink it and then leave. But don’t think that checking into this bar is a short stop over because there are so many different shots that you can be served, you you might find yourself hesitating for at least 20 minutes before making up your mind, then, you’ll have to queue for your order. I have to admit though that this is the very downside of this bar; it is small and crowded. But, if you are at Oberkampf, the bar is a must- visit in the district.

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Next to this bar, you have the “Orange Mecanique”, a bar on the theme of Kubrick Movie “A Clockwork Orange” or the “UFO” in which you can have drinks at a cheaper rate. I really recommend that you to go to Oberkampf, especially on Saturday, just to see how dynamic the district is with all the students hanging out.

Ne conoscete qualcuno?

Io no…devo assolutamente rimediare durante la prossima visita Parigina!

Monte Bugarach

Ispirata ieri sera da mio suocero 😀

Monte Bugarach la montagna che ispirò Jules Verne

 
Trovato nel paese cataro una montagna strana nota come Bugarach che culmina a 1230 metri e si trova non lontano da Rennes-le-Château.
Il picco è considerato la mecca Bugarach di energia e vibrazioni, rendendola un corso ideale per qualsiasi tipo di iniziazione segreta nel regno della magia.
E ‘anche una ragione talvolta chiamata “Witch Mountain” o “le fate montagna”.
Per cominciare si sentono strane voci nella zona ed alcune notti si possono vedere apparizioni di oggetti volanti non identificati in volo sul picco e come me, molte associazioni studiano questo fenomeno e a volte mandano i loro membri a passare la notte.
Per esperienza, vi posso garantire che una notte stellata in una tenda o sotto le stelle in cima al picco Bugarach, non può essere che ricca di emozioni e sentimenti. Cosa sono quegli oggetti volanti? Ecco uno dei primi misteri da risolvere.
Secondo mistero, i satelliti spia francesi hanno rivelato al picco di Bugarach, grotte strane e una grande cupola e non è chiaro al momento che cosa sia e come accedervi.
Terzo mistero è che anche gli aerei che sorvolano questa regione sono hanno ricevuto istruzione di non passare su questa area, perché tutti gli strumenti vanno male, senza alcuna spiegazione.
La storia racconta che il famoso tesoro del Abbé Saunière sarebbe stato nascosto da qualche parte in una grotta del picco.
Ho avuto l’opportunità di salire, e sin dal primo passo, la sensazione di energia magica che emana la montagna è stata impressionante.
Chakra Mandala

“Nel sud-ovest della Francia, vicino al Mediterraneo, c’è Bugarach Peak, proprio nel paese cataro. Questa montagna sacra dei Pirenei, vicino a Carcassonne e Perpignan, la catalisi è attualmente il fervore spirituale degli europei.
Alcuni considerano Bugarach come l’equivalente europeo del Monte Shasta (California). Diverse montagne sacre in tutto il mondo, hanno un potente vortice ed hanno sempre svolto un ruolo spiritualeOggi, essi partecipano alla discesa spirituale della nuova coscienza dell’Era dell’AcquarioPer l’Europa, Bugarach è al centro di una ruota di medicina enorme.
Oltre ad essere un paradiso spirituale, la regione è di una bellezza mozzafiato e purezza. Vaste zone con un abbondanza di alberi da frutto, luoghi termali, ne fanno un luogo ideale per rilassarsi nella natura.
Peak Bugarach ispirò grandi scrittori come Jules Verne, per i suoi libri profetici e Victor Hugo, che ne conosceva il valore energetico. Anche Nostradamus, che viveva nella regione, predisse che sarebbe diventato un importante snodo della storia. Più recentemente, il mistico Omraam Mikhael Aivanhov, aveva una residenza lì e lo visitò spesso. Spielberg, regista statunitense, dopo un soggiorno in Bugarach, ha scritto la sua sceneggiatura “Incontro del terzo tipo”.http://bugarach.ifrance.com

Alcune leggende vogliono che l’interno della montagna fosse abitato da giganti e che Verne stesso fosse un membro del priorato di Sion, un’antica società segreta legata ai templari.
Volendo approfondire il discorso su queste cose ho trovato una testimonianza sconcertante segnalata sul sito del centro ufologico di Taranto:
buongiorno, sono Osvaldo, seguo il vostro sito e sono appassionato di archeologia e ”misteri” collegati,sono molto amico con Giorgio Baietti,scrittore e studioso della storia e della zona intorno a Rennes le Chateau, nel sud della Francia.Ci siamo chiesti molte volte e di recente ancora qualche giorno fa in viaggio in quella zona ,cosa ci sia di strano e particolare sul monte Bugarach in Francia.Questa montagna considerata sacra gia’ dai Catari, prima che venissero sterminati dalla Chiesa, e’ sempre stata oggetto di studio da molti ricercatori, addirittura Hitler con i suoi Nazisti fece studi e scavi su questa montagna . Anche la NASA alcuni anni fa condusse studi e rilevazioni, nonche’ scavi e pare questa zona sia controllata dai militari e servizi segreti.In un video reperibile su you tube c’e’ addirittura un filmatao di un ricercatore della zona di nome Jac de Rignies che e’ stato mandato in onda su una trasmissione francese che si occupava di studi su quella zona, e afferma che oltre ad aver registrato su nastro ( e si sente ) rumori provenienti da alcune gallerie sotterranee della montagna che ne e’ piena, ci sia una disco o cupola mettallica del quale ne da’ anche le dimensioni a circa 30 metri di profondita’.Ci stiamo chiedendo in molti : cosa nasconde quella montagna ? Tra l’altro dà anche delle ‘’sensazioni” strane tipo vibrazioni o fruscii captabili dall’uomo normale ed e’ capitato a molti frequentatori di quella zona

(di Sonia Pisani)

Rennes-le-Château

Rennes-le-Château (Rènnas del Castèl in occitano) è un comune francese di 87 abitanti situato nel dipartimento dell’Aude nella regione della Linguadoca-Rossiglione.

Pur contando solo una manciata di abitanti, questo piccolo paese dell’Aude ogni anno è meta di migliaia di amanti del mistero e cercatori di tesori, attirati sul luogo da un corpus leggendario creatosi nel corso di un secolo dal sovrapporsi di tematiche provenienti da ambienti culturali molto diversi. Centro delle ricerche è un presunto “tesoro” che sarebbe nascosto in paese o nei dintorni, presumibilmente ritrovato dal parroco che resse la locale chiesa di Santa Maddalena a cavallo del XIX e XX secoloBérenger Saunière (18521917).

Il nucleo da cui la leggenda ha preso spunto è un fatto documentato sul quale si è a lungo favoleggiato, arricchendolo di particolari del tutto inverosimili. Durante i lavori di ristrutturazione della parrocchia, infatti, eseguiti tra il 1887 e il 1897, l’abate Saunière si imbatté in una serie di reperti di cui è rimasta una debole traccia documentale e qualche testimonianza da parte di suoi contemporanei. Troppo poco per identificare con certezza la natura degli oggetti ritrovati. Uno dei diari del parroco parla infatti della scoperta di un sepolcro, che potrebbe aver trovato sotto il pavimento della chiesa, trattandosi dell’antico sepolcro dei Signori del paese il cui accesso era stato murato. Testimonianze oculari parlano del ritrovamento di un contenitore di oggetti preziosi, da Saunière sbrigativamente definite “medaglie di Lourdes“; forse qualche reperto lasciato sul posto da Antoine Bigou, parroco di Rennes durante la Rivoluzione Francese che fu costretto a fuggire in tutta fretta dal paese per rifugiarsi in Spagna; all’interno dell’altare o in una fialetta di vetro Saunière avrebbe trovato delle piccole pergamene, con ogni probabilità – e seguendo una consolidata tradizione cattolica – legate alla cerimonia di consacrazione della Chiesa.

Dopo i restauri della parrocchiale, Saunière spese enormi quantità di denaro per costruire una serie di eleganti costruzioni tra cui una villa (Villa Betania), dei giardini, una balconata panoramica, una torre-biblioteca e una serra per gli animali esotici. Il suo tenore di vita non passò inosservato al vescovo De Beauséjour che, dopo un lungo braccio di ferro per vie legali, sospese Saunière dalle funzioni sacerdotali.

Sin dagli anni quaranta del XX secolo Rennes fu visitata da un giovane esoterista francese chiamato Pierre Plantard (19202000), che fece amicizia con il curatore delle eredità lasciate da Saunière, Noel Corbu (19121968), e raccolse molte informazioni sulla vita del parroco. Corbu, che aveva fatto delle proprietà del parroco un ristorante, era solito favoleggiare sull’origine delle ricchezze di quello che – in seguito ad alcuni articoli sulla stampa locale – fu chiamato Le Curé aux milliards: nei racconti di Corbu, tra l’altro romanziere dilettante, Saunière aveva ritrovato, grazie alla decifrazione delle pergamene ritrovate nell’altare, il tesoro di Bianca di Castiglia.

Gli articoli usciti sull’argomento sul giornale La Dépêche du Midi fecero accorrere nella zona decine di cercatori di tesori, tra i quali Robert Charroux, che nel 1962 nel suo libro Trésors du mondeparlò del presunto ritrovamento di Saunière. Delle voci che iniziarono a circolare si occupò il custode della Biblioteca di Carcassonne, René Descadeillas: la sua posizione gli consentiva di accedere ai documenti originali intorno alle vicende descritte da Corbu. Nella sua Notice sur Rennes-le-Château et l’abbé Saunière lo studioso smontò gran parte delle “voci” diffuse da Corbu, pubblicando i documenti che dimostravano la vera origine delle ricchezze di Saunière: una monumentale impresa di vendita di messe per corrispondenza. Sebbene la Notice contenesse diverse imprecisioni (e più di recente si scoprirà che le ricchezze di Saunière non provenivano solo dalle messe ma anche da finanziamenti occulti da parte di filomonarchici che si opponevano alla Repubblica), il lavoro di Descadeillas poteva già fornire una prima ricostruzione corretta delle vicende.

Mentre i cercatori effettuavano i primi scavi nei dintorni del paese, rivelando molti reperti che testimoniano la secolare storia del paese, nel 1956 Pierre Plantard fondava in Svizzera, insieme a tre amici, un gruppo di ispirazione esoterica chiamato Priorato di Sion, il cui nome si ispirava ad un monte nei pressi della città di Annemasse, il monte Sion. Come molti altri gruppi esoterici, anche il Priorato di Sion – nella persona di Plantard – fece enormi sforzi per crearsi un passato glorioso e antico: falsificando una serie di documenti e collegando con personaggi fittizi moltissimi alberi genealogici separati, Plantard intendeva proporsi come discendente dai re Merovingi, e quindi possibile erede di un ormai anacronistico trono francese. Molto del materiale creato a tavolino da Plantard e soci venne depositato alla Biblioteca Nazionale di Parigi sotto molti pseudonimi, tra cui quello di Henri Lobineau, pseudo-autore dei Dossier Secrets che raccoglievano le su citate genealogie collegate ad arte.

Per supportare questa teoria, oltre a tenere una serie di conferenze nella Chiesa di Saint Sulpice a Parigi, Plantard contattò lo scrittore Gérard de Sède che, nel 1967, pubblicò L’or de Rennes. Nel libro veniva raccontato il ritrovamento da parte di Saunière di alcune pergamene, corredato da alcune testimonianze. Più di recente gli abitanti di Rennes si sono lamentati che le testimonianze fornite all’epoca erano state gravemente alterate; in particolare, gli scrittori implicati nella macchinazione, intendevano “provare” il ritrovamento di quattro pergamene che fornivano la base documentale dell’invenzione di Plantard. Una signora così si espresse: “Loro non riportavano mai sui loro giornali quel che avevo detto loro, citavano sempre delle pergamene trovate nel pilastro dell’altare sebbene io non avessi mai detto una cosa del genere!”. In realtà, le pergamene riprodotte nel libro di De Sède erano state disegnate da Philippe De Cherisey, amico di Plantard, che si ispirò alla letteratura di Maurice Leblanc e ai suoi romanzi su Arsène Lupin, colmi di codici segreti e giochi di parole. Il messaggio nascosto nelle pergamene faceva riferimento ad un tesoro che apparteneva a Sion (dunque al Priorato) e a Dagoberto II e a qualcuno che era “morto là” (a Rennes). Il personaggio che sarebbe morto a Rennes era, nella macchinazione di Plantard, Sigisberto IV. Presunto figlio di Dagoberto che storicamente si ritiene essere deceduto molto giovane e senza figli insieme al padre, nel racconto di Plantard divenne invece l’anello di congiunzione tra i Merovingi e i signori di Rennes, dai quali – a sua volta – lui affermava di discendere.

Il libro di De Sède fu letto alla fine degli anni sessanta del XX secolo da un giornalista della BBCHenry Lincoln, che – sconvolto dalle rivelazioni dello scrittore francese – ai misteri di Rennes-le-Chateau dedicò tra il 1972 e il 1981 tre documentari della serie “Chronicle”: The Lost Treasure of Jerusalem? (“Il tesoro perduto di Gerusalemme“), The Priest, the Painter and the Devil (“Il prete, il pittore e il diavolo”) e The Shadow of the Templars (“L’ombra dei Templari“). Per il terzo documentario, Lincoln si avvalse della collaborazione di Richard Leigh, romanziere appassionato di esoterismo, e di Michael Baigent, giornalista e psicologo; il successo della serie assicurò al libro che raccoglieva gli studi presentati vendite da capogiro. The Holy Blood and the Holy Grail (“Il Sacro Sangue e il Sacro Graal”) fu pubblicato anche in Italia, con il titolo di Il Santo Graal.

Nelle pagine del libro, le vicende raccontate da Plantard vennero ulteriormente distorte dai tre autori: attraverso i Merovingi, il fondatore del Priorato di Sion discendeva addirittura da Gesù Cristo, che non era affatto morto in croce, ma si era sposato con Maria Maddalena e aveva raggiunto Marsiglia per dar via a una discendenza che avrebbe poi conquistato il trono francese. Secondo la loro versione della storia, il tesoro che arricchì Bérenger Saunière non era di natura materiale ma documentale: i tre autori sostennero, infatti, che il parroco avesse trovato documenti che provavano la terribile verità della discendenza di Gesù, conosciuta storicamente come dinastia del Sang Real, il “Sangue Reale”, termine in seguito corrotto in San Greal o più precisamente Santo Graal.

Dietro le ricchezze di Saunière ci sarebbe dunque stata l’ombra del Vaticano, che stava comprando il silenzio del curato sulla scottante scoperta. Era proprio questa “conoscenza” il tesoro maledetto cui avrebbe fatto riferimento De Sède nel suo libro. Essa sarebbe giunta dall’oriente tramite i Catari che a loro volta l’avevano ricevuta dai Templari. Costoro sarebbero stati l’emanazione di un’ipotetica organizzazione segreta chiamata Priorato di Sion, fondata da Goffredo di Buglione nel 1099. Questo fantomatico gruppo avrebbe avuto a capo, nel corso dei secoli, personaggi sorprendenti: furono Gran Maestri di Sion tra gli altri Sandro BotticelliLeonardo da VinciRobert BoyleIsaac NewtonVictor Hugo e Jean Cocteau. Il Priorato avrebbe avuto come scopo quello di purificare e rinnovare il mondo intero, radunando tutte le nazioni sotto una monarchia illuminata retta da un sovrano merovingio dello stesso lignaggio di Cristo. I tre studiosi citarono a sostegno delle loro teorie l’indole bizzarra di Bérenger, singolarmente attenta alle allegorie e al simbolismo esoterico, ma – nonostante sulla scia di una tradizione locale dell’epoca, non parrebbe così strano ritrovarvi un modesto interesse per l’esoterismo – non esiste alcuna prova di suoi contatti con ambienti occultistici parigini, come da loro affermato. È sufficiente un’analisi sommaria del libro dei tre autori per riconoscere la firma di Plantard dietro la finta storia del Priorato di Sion.

Frontone della Chiesa della Santa Maddalena

Le conclusioni cui giunsero sono ormai oggetto di scherno da parte degli storici più seri. Perfino alcuni studiosi di esoterismo come Mariano Bizzarri e Francesco Scurria scrissero: “Dopo anni di ricerche sappiamo, ora, che la tesi di Lincoln e soci riposa su un cumulo di inesattezze, falsità e manomissioni. […] I pretesi manoscritti sono un falso palese e dichiarato. Non esiste discendenza di Dagoberto II, né tantomeno vivono Merovingi pretendenti a un trono che è caduto con Luigi XVI […] L’Ordine di Sion non è mai esistito; quanto al Priorato, le sue tracce nascono e muoiono con l’atto di registrazione depositato nel 1956. Né l’uno né l’altro sono stati fondati da Goffredo di Buglione, e con i Templari e la Massoneria esoterica hanno tanto a che vedere quanto un terrestre con un marziano”.

Nel 1989 Pierre Plantard, in seguito all’imprevista evoluzione della sua storia dovuta al best seller inglese, rinnegò tutto quanto aveva affermato in precedenza e propose una seconda versione della leggenda, sostenendo che il Priorato non era nato durante le Crociate ma nel 1781 a Rennes-le-Chateau. Finirà processato nel 1993 dal giudice Thierry Jean-Pierre per aver coinvolto un finanziere morto nel 1989 nelle sue fantasticherie sui Gran Maestri del Priorato di Sion. Durante il processo, di fronte a una quantità di materiale falsificato trovato nella sua abitazione, ammetterà di aver inventato tutto e chiuderà in questo modo una carriera costantemente in bilico tra la beffarda ironia e le anacronistiche aspirazioni monarchiche.

Il romanzo di Dan Brown Il codice da Vinci riporterà al centro della scena mondiale – diffondendone ulteriormente il mito – il Priorato di Sion, affermando – all’interno delle note storiche che precedono il romanzo – che la descrizione storica dell’organizzazione è vera. Sono tali e tanti i punti di contatto con Il Santo Graal che Michael Baigent e Richard Leigh denunciarono Brown per plagio, perdendo però la causa. Henry Lincoln, invece, dichiarerà di non credere più minimamente alle teorie proposte da lui stesso nel libro.

Più recenti studi hanno dimostrato connessioni del corpus leggendario di Rennes con i romanzi di Maurice Leblanc del ciclo di Lupin, aprendo nuovi orizzonti alle analisi storiche degli avvenimenti occorsi nell’Aude di fine Ottocento, che rappresentano il vero enigma di Rennes-le-Château.

La chiesa di Santa Maria Maddalena

All’ingresso della chiesa è situata l’acquasantiera, sotto la quale si trova un orrendo demone solitamente identificato con Asmodeo. Molti autori che si sono occupati di Rennes-le-Château, a partire dai soliti Baigent, Leigh e Lincoln, hanno scritto che si tratterebbe di una raffigurazione incongrua e misteriosa, così come la disposizione delle stazioni della Via Crucis in senso antiorario. Anche questi particolari però sono spiegabili nell’ambito dell’ortodossia cristiana: l’acquasantiera con il demone schiacciato e sconfitto dal battesimo si trova anche in altre chiese (S. Paolo fuori le Mura a Roma, Santa Lucia di Piave in Veneto, Saint Malo a Dinan in Bretagna, Montreal nell’Aude non molto lontano da Rennes-le-Château…) a ricordo della domanda alla quale devono rispondere i padrini: “Rinunci a Satana?”; così come in ogni città si trovano equamente distribuite Vie Crucis sia in senso orario che antiorario, non essendovi alcuna prescrizione liturgica in merito. Addirittura in Francia la maggioranza delle vie crucis risulta essere disposta in senso antiorario.Nel frontone della chiesa v’è scritto “Terribilis est locus iste” e ciò ha fatto pensare a significati arcani ed esoterici. La frase però è tutt’altro che incongrua in una chiesa, è presente infatti nell’Antico Testamento nella scena della visione di Giacobbe (Genesi, 28; 17) ed il termine latino “terribilis”, comunemente tradotto nell’italiano “terribile”, ha anche il significato di “cosa che incute rispetto”, concetto che richiama il “timore di Dio“. Pertanto, si può benissimo tradurre la frase nella seguente maniera: “Questo luogo incute rispetto”, cioè quello che si deve normalmente portare per un luogo religioso, e infatti la stessa frase si trova all’ingresso di molte altre chiese (ad esempio quella di San Michele a Monte Sant’Angelo e quella dei Santi Stefano e Margherita ad Arcola).. La stessa frase è anche l’incipit della preghiera di dedicazione delle chiese (In dedicatione ecclesiae) e molti sono i canti liturgici intitolati Terribilis est.

Il 17 gennaio di ogni anno la chiesa di Santa Maria Maddalena è meta di pellegrinaggio da parte di molti studiosi e curiosi per assistere al fenomeno delle “mele blu”, un albero di luci creato dai raggi del sole attraversando le vetrate della chiesa. Un fenomeno simile è stato rinvenuto lo stesso giorno in una chiesa poco distante da quella di Santa Maria Maddalena nel paesino di Brenac. Fenomeni luminosi di rifrazione e trasparenza di quel tipo, con colori e disegni variabili a seconda dei soggetti delle vetrate, sono però molto comuni e osservabili in moltissimi altri edifici che presentano vetrate rivolte verso il sole.

Dreaming….