Bluehenge

Ricordando il mio articolo su STONEHENGE

PARLIAMO DI BLUEHENGE!

Bluehenge, la piccola Stonehenge blu

Gli scavi di Bluehenge

Gli scavi di Bluehenge

 

Gli scavi che si sono svolti in questi anni nella zona di Stonehenge hanno portato alla luce a soli tre chilometri dal grande sito megalitico un altro complesso simile, ma più piccolo, chiamato Bluehenge per il colore delle pietre. (F.D. 14 ottobre 2009)

Stonehenge non è più solo. I ricercatori dell’università della Sheffield University hanno scoperto i resti di un “fratello” più piccolo a circa tre chilometri di distanza dall’imponente sito megalitico inglese, sul sentiero per il fiume Avon. 
Il nuovo sito è stato ribattezzato Bluehenge per il colore delle pietre di dolorite con cui fu costruito ma, sebbene il ritrovamento abbia un importantissimo valore scientifico, poco rimane da vedere sul posto. 
Un cerchio blu. Gli scavi che sono stati condotti la scorsa estate, hanno portato alla luce 27 buchi posti in forma circolare, a formare un cerchio di una ventina di metri, buchi nei quali sono stati rinvenuti frammenti di pietre blu, le stesse usate a Stonehenge. 
Bluehenge fu eretto circa 5.000 anni fa contemporaneamente a Stonehenge e si pensa faccia parte dello stesso complesso. Il “fratello maggiore” però ebbe vita più lunga e fu più volte ampliato nel corso di un migliaio di anni, mentre Bluehenge fu smantellato. 
Costruito e rimosso. Sembra proprio che durante il Neolitico da queste parti gli uomini non se ne stessero con le mani in mano: prima le pesanti pietre di dolorite furono trasportate per 300 chilometri dalle Preseli Mountains del Galles per costruire Bluehenge e dopo un po’ parte di queste pietre furono rimosse e usate per ingrandire Stonehenge. 
Per i ricercatori della Sheffield University il complesso fu utilizzato per le cerimonie funebri e l’intera area sarebbe stata un enorme cimitero preistorico, ma altri studiosi reputano impossibile stabilire con certezza le finalità di entrambi i circoli blu. Sulla funzione di Stonehenge sono state avanzate numerose ipotesi, dai riti legati alla morte e alla vita, all’osservatorio astronomico alle più fantasiose rampe d’atterraggio per gli Ufo.

ADORO *_*
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Un colpo al cuore!

Un colpo al cuore leggendo questo articolo che riguarda il mio amato THE SHARD

«The Shard » non è un’icona: è un flop

Doveva diventare il simbolo della nuova architettura londinese
La «scheggia» di Piano è rimasta una torre di 72 piani bui e vuoti

 

«The Shard», la torre inaugurata nel luglio 2012«The Shard», la torre inaugurata nel luglio 2012

Quando lo scorso luglio fu inaugurato in pompa magna, la maggior parte degli osservatori la salutò come la nuova icona architettonica londinese e tanti scommisero in un suo immediato successo. Ma a quasi un anno di distanza, The Shard (La Scheggia), l’edificio più alto d’Europa, progettato da Renzo Piano e che offre al pubblico una vista panoramica a 360 gradi sulla capitale britannica, si sta rivelando un flop. Come racconta un reportage del Daily Mailquesta piramide di cristallo a forma di albero alta 310 metri e costata circa 500 milioni di sterline, fatica a trovare nuovi inquilini ed è perennemente vuota.

 

DISABITATO – A rendere chiare le difficoltà dell’avveniristica torre di proprietà dello sceicco Hamad Bin Jassim Bin Jabor Al Thani, sono le foto scattate di sera all’edificio. A differenza dei grattacieli circostanti, perennemente illuminati al loro interno, la maggior parte dei 72 piani dell’ambizioso grattacielo sono bui e vuoti. Le luci sono accese solo al trentaduesimo piano occupato da un ristorante e nella parte superiore dell’edificio dove è presente una galleria panoramica che offre una vista mozzafiato sulla capitale britannica. Il resto della struttura resta completamente disabitata. Non un solo ufficio nei 26 piani destinati a uso aziendale è stato affittato e quasi tutti gli appartamenti di lusso, tra il cinquantatreesimo e il sessantacinquesimo piano, proposti alla cifra record di 50 milioni di sterline, non hanno ancora trovato acquirenti

POSIZIONE SBAGLIATA – Naturalmente la crisi economica e gli esagerati affitti sono le cause principali di quest’incredibile flop. Ma molti osservatori britannici puntano il dito contro la posizione dell’avveniristico edificio, situato a sud del Tamigi e troppo lontano dal cuore finanziario della città dove lavorano i suoi potenziali inquilini: «È stata presentata come la Torre icona della nuova Londra e i prezzi sono simili a quelli della City – dichiara al tabloid britannico Julian Hind, dell’agenzia immobiliare Farebrother – Ma per persone che dovrebbero vivere a sud del Tamigi i proprietari chiedono cifre esagerate». Proprio nella City sono in costruzione altri due nuovi grandi grattacieli, ribattezzati “Cheesegrater” e “Walkie Talky” che sebbene non siano del tutto completati, hanno già più della metà dei locali affittati. Anche Sir Simon Jenkins, Presidente del National Trust, critica la posizione della struttura e definisce «troppo egocentrica»l’architettura della torre: «Gli uffici hanno forme sbagliate. Spero che un giorno riusciranno a riempirli».

Francesco Tortora

P.S. IO HO PRENOTATO ORA ORA LA VISITA PER AGOSTO 😉

Folletto!

Lo riconoscete no!??!

Grazie ad un amica che ha sollevato la questione mi sono chiesta da dove provenisse questo nome….FOLLETTO….

Essendo un genio ho subito indovinato aahhahaha 😀

Verde…. folletto irlandese!No?

Il Folletto (Kobold in tedesco indica un tipo di folletto) è un aspirapolvere prodotto dalla azienda tedesca Vorwerk a Wuppertal.

Nel folklore tedesco, il coboldo è un folletto poco socievole. La parola deriva dal tedesco kobalt o kobold che significa appunto “coboldo”. Nelle traduzioni, spesso il termine coboldo viene tradotto (o viene usato per tradurre) nomi di altre creature grosso modo equivalenti tratti da altre tradizioni folkloristiche, per esempio elfogoblin o leprechaun.

La versione più comune del coboldo, nota in tedesco come Heinzelmännchen, appare tra l’altro nelle fiabe dei fratelli Grimm. Si tratta di una sorta di elfo domestico che si occupa delle faccende di casa ma spesso in modo dispettoso. Un esempio particolare di questo genere di coboldo è un personaggio noto con il nome di Hinzelmann, e che costituisce la versione tedesca dell’anglosassone Robin Goodfellow.

Un altro tipo di coboldo, più simile agli gnomi, infesta le miniere e altri luoghi sotterranei, spesso ostacolando il lavoro dei minatori. È dal riferimento a questo mito che prende nome il cobalto, un metallo noto per essere velenoso e per inquinare altri elementi (vedi nickel).

Ci avevate mai pensato?

Usa

Ogni volta (spesso)che un tornado devasta qualche parte dell’America,sempre la stessa cosa mi viene in mente….MA QUESTI SE FANNO LE CASE DE CARTONE…PERCHE’?!?!?

Ho trovato questo interessantissimo articolo qui

LE CASE AMERICANE (PREGI E DIFETTI)

 

Questa che vedete sopra e’ la classica casa che ogni americano medio sogna: immersa nel prato inglese ben curato (a proposito se vi comprate una casa cosi’ e non curate bene il prato i vicini chiamano la polizia e vi fanno fare la multa!!! Take care!!) con un garage per due macchine, un backyard (giardino che sta dietro la casa) minimo con barbecue e relativo steccato che separa la casa vostra da quella del vicino, un frigorifero se possibile con distributore di bevande ghiacciate e cubetti di ghiaccio e tanta tanta moquette o in alternativa parquet a profusione (le mattonelle ed il marmo sono un pio ricordo almeno per le case normali).

Le case generalmente sono ubicate in una subdivision (che sarebbero dei piccoli quartieri,  nei quali le case, tutte ad un piano massimo due, sono costruite tutte con lo stesso stile e sono gestite da una sola Societa’) che generalmente ha una piscina, una palestra e una open house (una casa aperta al pubblico, il quale puo’ vedere come sono fatte le case di quella subdivision per poi eventualmente comprarle!). Il traffico non esiste, infatti le subdivision sono costruite come “cul de sac”, cioe’ dalla strada principale si dirama una strada secondaria che gira dentro la subdivion, facendo un percorso piu’ o meno circolare e che torna per forza nella strada principale. Quindi non succede mai che una persona entri in quella strada se non per andare a casa sua o per andare a trovare amici che vivono nella subdivision. Questo riduce drasticamente il traffico i rumori e sopratutto si riesce ad individuare subito un estraneo od un malintenzionato, in quanto le persone si conoscono tutte, almeno di vista, e quando vedono degli sconosciuti li controllano da lontano e se vedono qualche cosa di strano chiamano la polizia immediatamente (loro chiamano queste comunita’ “neighborhood watching” comunita’ di persone che controlla il proprio quartiere).

Altra novita’ per noi italiani e’ che al momento dell’acquisto di una casa nella subdivision, bisogna firmare un atto denominato “covenant”. Il covenant e’ un accordo, un agreement,  tra neighbor (vicini di casa, propietari di case nella subdivision) che regola per filo e per segno quello che si puo’ fare e sopratutto quello che non si puo’ fare nella subdivision. Per esempio non si puo’ fare nessun cambiamento estetico alla casa nella parte anteriore (quella esposta sulla strada), non si possono parcheggiare le macchine per strada, non si possono mettere steccati se non in certi luoghi e di certi colori e forme….. Una sorta di regolamento di condominio esteso al piccolo quartiere. Inoltre se una persona fa dei miglioramenti estetici  o funzionali alla casa, questo e’ a proprio rischio e pericolo in quanto al momento della vendita arriva una persona incaricata di stimare la casa e lo fa in confronto a tre case che sono nella stessa subdivision. Se trova che la casa non e’ conforme alla situazione esistente al momento in cui si e’ acquistata la casa, ti valuta la casa meno di quanto realmente dovrebbe valere!! 

Le subdivision per noi italiani sono dal punto di vista estetico bellissime, infatti sono molto curate, assolutamente pulite (sembra di essere immersi in un plastico con qualche persona che si muove all’interno di esso!) e le persone sono educate e salutano sempre. Proprio il contrario dei nostri quartieri dove lo sporco regna sovrano, la maleducazione sembra avere il sopravvento sulle buone maniere ed il traffico e’ la cornice naturale in cui ci troviamo costreti a vivere (naturalmente non tutti i quartieri di Roma sono cosi’, ma molti si!). La sensazione che ho io ogni volta che entro in una subdivision e’ quella di entrare nel quartiere di Henry Potter (anche se e’ ambientato in Inghilterra) o di ET, cioe’ quella di essere dentro un film!!!

Passando all’interno delle case, la cosa che mi ha colpito e’ che le case siano tutte piu’ o meno uguali, anche se costruite in diverse subdivision ed in diverse aree della citta’. Tutte sono costruite con lo stesso criterio, con gli stessi materiali, l’unica cosa che cambia possono essere le rifiniture che possono essere piu’ o meno accurate in confronto con il prezzo delle case. Qui le case in vendita ed in affitto sono comunque dotate di cucina arredata, di armadi (walk in closet) e di bagno (dotato di servizi e mobili). Quindi si puo’ notare una certa differenza negli elettrodomestici, nella cucina, nei sanitari ma il resto della casa non differisce tra una casa ed un’altra. Sembrano costruite tutte da uno stesso costruttore e dagli stessi operai, le piu’ belle spendendo piu’ soldi le piu’ bruttine (che qui in realta’ sono veramente poche) spendendo di meno!

Andiamo ancora piu’ in dettaglio ed analizziamo come costruiscono le case guardando un po’ di fotografie. Per essere chiari qui le case sono fatte quasi esclusivamente di legno!!! Cosa per un verso a me sembra comprensibile dato che di legno ne esiste tanto ed a buon prezzo, ma nell’tro verso sembra NON COMPRENSIBILE, dato che ci sono aree come per esempio quella di Huntsville  soggette spesso a tornadi, per non parlare di zone tipo la Florida o Texas spesso soggette ad uragani!!! Infatti se le case fossero in muratura i danni degli uragani non sarebbero quelli che vediamo in televisione: distruzione di intere subdivisions!!!

Come da prassi si parte dal basamento della casa, che per fortuna e’ di cemento, nel quale si iniziano ad inserire i tubi, le canaline per le utenze domestiche (acqua, elettricita’, telefono ed aria condizionata):

Sul basamento poi si costruisce un massetto di cemento sopra il quale si inziano a montare assi e pareti di legno!!!

 

Poi su questo scheletro si inseriscono una marea di pali, assi e travi (che qui chiamano genericamente “stud”) che saranno la struttura portante della casa. Faccio notare che gli stud sono a distanza fissa (uno ogni 16 inches, 40 cm circa, per le pareti e piu’ fitti nel pavimento).

Il fatto che anche il pavimento sia di legno comporta due problemi:

– il primo e’ l’isolamento ternico dal terreno, infatti se il costruttore mette pochi fogli isolanti tra il pavimento ed il basamento il freddo e l’umidita’ penetrano profondamente nella casa;

– il secondo e’ quello dello scricchiolio durante la stagione invernale. Infatti dato che il legno e’ vivo (cioe’ si allarga e restringe in base alle temperature esterne), durante l’inverno manifesta questo scricchiolio sinistro, che ti accompagna in ogni movimento che fai nella tua casa. Questo fenomeno ricorda molto i migliori film dell’orrore!!!

 Ecco che arrivano le pareti!!

Le pareti sono fatte di legno piu’ duro (detto plywood), poi vengono ricoperte da plastic foils (teli di plastica) all’esterno  e tra le pareti viene messo dell’isolante (glassfyber). L’interno delle pareti viene poi coperto con del rocksheet (che sarebbe del cartongesso dello spessore di meno di due centimetri). 

Dopo le pareti si parte con il tetto, nauralmente di legno, e sua coibentazione!

 Dopo aver finito il tetto la casa si presenta in queste condizioni:

Ora non resta che, asfaltare un pezzetto di strada per arrivare al garage, metter due sedie a dondolo sul porch (entrata coperta della casa) ed  ”attaccare” dei finti mattoni sull’esterno, per dare la sensazione di maggiore resistenza e durabilita’ nel tempo ed il gioco e’ fatto!!

Finito il tutto quando si entra in una subdivision si potra’ ammirare questo panorama, standard, bello, pulito ma non originale:

 Questa procedura di costruzione vale sia per le case sigole che per i residences, l’unica differenza e’ che i residences hanno due o tre piani e la cura dei particolari e’ minore ,essendo la clientela piu’ di passaggio e meno esigente, rispetto a chi compra una casa, che si presuppone per sempre.

Il fatto che la casa che si comprano gli americani sia destinata ad essere la casa di tutta una vita NON E” ASSOLUTAMENTE VERA! Infatti per motivi di lavoro gli americani sono soggetti a movimenti periodici, dato che spesso vengono licenziati e/o rilocati. Cosi’ la casa, che per noi dovrebbe essere la nostra per tutta la vita ed anche per i nostri figli, per gli americani non lo e’ per tutta la vita, ma solo per un periodo di tempo. Loro sono un popolo in perenne movimento alla ricerca di qualche cosa (che secondo me neanche loro sanno!) e sopratutto cercano di avere qualcosa (che sia il lavoro, una macchina od una casa) che sia piu’ grande e bella rispetto agli altri, cosi’ come gli viene inculcato attraverso i mass media. Infatti spesso inziano a comprare una casa non molto grande, facendo un mutuo che probabilmente non si possono permettere con un solo stipendio. Quindi inzia a lavorare la moglie e poi il marito lavora anche il Sabato e la Domenica per avere piu’ soldi e permettersi di pagare il mutuo ed in seguito di comprare una casa piu’ grande, vendendo la vecchia ad un altro e facendo un altro mutuo ancora piu’ impegnativo rispetto al precedente. Questo ciclo e’ continuato fino a che le banche hanno retto, poi e’ scoppiato il caos nella economia americana e chi ha fatto il passo piu’ grande della sua gamba ora e’ nei guai: con una casa piu’ grande del necessario, con un mutuo da pagare, senza un adeguato stipendio e sopratutto senza nessuna banca che oggi ti possa prestare i soldi necessari ai tuoi bisogni, senza adeguate coperture!!!. Questa e’ in sintesi la fine del sogno americano: tutti possono avere tutto (macchine, case, donne e lavoro), basta volerlo!!!  NON E’ PIU’ COSI’.

A parte le mie elucubrazioni mentali sul sogno americano (che non so quanto siano giuste, ma parlando con i locali la sensazione che ho avuto e’ che quanto descrito non sia molto lontano dallla realta’) torniamo alle case americane.

I pregi, per me, sono i seguenti:

– si presentano tutte belle, pulite e funzionali;

– hanno la cucina arredata, gli armadi ed il bagno con i sanitari (e questo e’ un bel risparmio!)

– la subdivision sembra essere piu’ sicura rispetto ad i nostri quartieri (i vicini guardano cosa succede fuori e la polizia in un attimo arriva se c’e’ bisogno);

– il costo dell’acquisto o dell’affitto e’ decisamente piu’ basso rispetto ai prezzi dell’Italia (tenendo conto che questa potrebbe essere una citta’ paragonabile a Perugia, Macerata considerando il numero di abitanti. Una casa con tre camere da letto, cucina, salone, studio, backyard, garage per due macchine costa tra 200 e 300 mila dollari (in base alla zona in cui e’ ubicata la subdivision) mentre una casa analoga in affitto costa tra i 1000 dollari (in residence) ed i 1500 dollari (in single apartment);

– data l’abbondanza di case che c’e’, specialmente adesso dopo il crollo di Wall Street, e’ molto facile trovare case in affitto od in vendita al prezzo che uno desidera.

– non ci sono i termosifoni dato che il caldo ed il freddo sono generati dall’aria condizionata che e’ presente in ogni stanza con apposite bocchette (quindi non c’e’ la presenza in casa di antiestetici condizionatori).

I difetti, per me, sono i seguenti:

– L’isolamento acustico e’ penoso (infatti se io urlo di notte ed anche di giorno i vicini possono sentire perfettamente cio’ che dico, anche se dubito che possano pero’ capire!)

– l’isolamento termico e’ pessimo, infatti d’estate le case sono molto calde e d’inverno molto fredde. dato che non si investe molto sulla parte isolamento, pensando di risolvere tutto con i condizionatori;

– la casa essendo fatta in maggior parte di legno, non e’ fissa. Mi spiego meglio con un esempio: se fissate alla porta una catenaccio e fate tutto a regola d’arte esso per qualche tempo fara’ il catenaccio. Non appena il legno della porta si espande o si restringe il catenaccio non funzionera’ piu’ tanto bene perche’ le distanze tra i due pezzi che compongono il catenaccio sono cambiate!!! E questo stupido esempio vale per tutto quanto si fissa sui muri fatti di legno!!!

– altro problema e’ quello di fissare una mensola o qualsiasi altra cosa al muro. Dato che il muro e’ praticamente fatto di vuoto e qualche stud coperto da cartongesso, se non si azzecca bene lo stud sul quale fissare la vite o lo stop, esse vanno a vuoto nel cartongesso e non si puo’ fissare nulla pena la caduta in testa della mensola!!! Infatti si vendono degli studfinder, che, quando funzionano, ti dicono dove e’ lo stud dietro il cartongesso e quindi dove e’ il punto in cui infilare lo stop o la vite. Pero’ essendo le distanze tra stud e stud definite, non si possono mettere mensole e simili a distanze a tuo piacimento, ma solo a distanze in cui e’ presente uno stud!!! Questa e’ una forte limitazione a cui si puo’ sopperire facendo lavori di carpenteria, cioe’ mettendo un altro stud esterno che collega i due stud interni ed attaccando la mensola allo stud esterno!!! Una rottura di palle enorme, oltre ad essere antiestetico.

– altro problema e’ quello di non poter mettere dei mobili in piano. Infatti dato che la moquette regna sovrana, se metti un mobile sopra la moquette questo difficilmente sta in piano, nella maggiorparte dei casi e’ in bilico e rischia di caderti in testa non appena qualcuno lo tocca o ci si attacca, come che generalmente fanno i bambini. Per ovviare a cio’ bisogna fissare tutti i mobili al muro, ma si ricade poi nel problema di sopra: se non c’e’ lo stud dietro ti attacchi ed il mobile lo devi spostare la’ dove sta lo stud!!! Gli americani sono stud dipendenti!!!

– i motori dei condizionatori se la casa e’ progettata bene, di solito non si sentono o se si sentono non sono sopra la camera da letto. Ma dato che il progetto si fa al risparmio, capita sovente di dover dormire con i motori dell’AC sotto la propria camera da letto (specialmente nei residences!!!).

Assenza

Assente a causa dell’ennesima operazione agli occhi e dal restyling della mia camera

ahahhaha bella questa con il pezzo del telefono -_-

3 giorni no stop a verniciare (prima le pareti erano viola e verdi).

Io ed il mio povero ragazzo schiavizzato (senza mi sarei impiccata visto che qualche anno fa l’avevo gia fatto da sola ed era stato terribbbbbile).Vari giorni di mie rifiniture (anche con un occhio solo)eh vabbè…c’è ancora da fare ed è venuta una mezza ciofeca…però son soddisfazioni…amo fare le cose da sola.

P.s. sono depressa.