We LOVE French fries

Per i grandi amanti,come me,delle patatine fritte…a Bruges il museo,’Frietmuseum’.

Il ‘Frietmuseum’, il museo delle patate fritte, situato a Bruges, nella parte fiamminga del Belgio, fa parte dei dieci “musei alimentari più strani al mondo”, segnalati dalla guida “Best in Travel 2013” della Lonely Planet. Lo riporta l’agenzia stampa Belga.

La guida stabilisce che tutti quelli che dubitano dell’origine belga delle ‘frites’ troveranno a Bruges le loro risposte, anche se le patate fritte nei paesi anglosassoni sono meglio conosciute come ‘French Fries’. Lo scorso anno il museo ha registrato 70 mila visitatori, un terzo dei quali vi ha anche mangiato.

Beh un giretto a Bruges me lo farei molto volentieri…

Ostelli a Londra

Questi sono alcuni degli ostelli che ho girato a Londra!

Premetto che prima d’ora non ero MAI stata in un ostello.

Fonti : booking.com

Smart Hyde Park Inn

Ottima posizione nelle vicinanze di Notting Hill,la fermata Bayswater della metro a pochi passi e l’entrata del meraviglio Hyde Park a 150 mt.

L’edificio è molto grande ed ospita molte persone (che ritroverete la sera nella sala hobby/cucina).

Non è facile dormire in dormitori da 25 persone perchè ovviamente ognuno ha i suoi orari…

Wi-fi assente,postazione pc a pagamento,custodia bagagli a pagamento.

Cucina a disposizione.

Central Hostel

In questo ci sono stata addirittura due volte.Le camere sono più piccole,da sei persone e quindi il posto è più intimo e raccolto.Bagni sempre puliti,custodia oggetti GRATUITA così come il wi-fi.

E’ decisamente il mio preferito 😉

La posizione è la stessa di quello precedente,distano pochi metri l’uno dall’altro.

Quindi ottima locazione ed ottimo rapporto qualità/prezzo.

Hostel 639

Questo ostello ha una posizione decisamente diversa.Si trova vicino la stazione della metro Kensal Green (linea marrone)e si raggiunge anche con il bus da marble arch.E’ un po’ isolato rispetto agli altri MA ha un personale molto cordiale ed amichevole e sopratutto LA COLAZIONE compresa nel prezzo.Tra l’altro anche una bella colazione!

L’unica pecca per me è stata avere la doccia in camera.

Ricordiamoci che in un ostello si divide la camera con persone sconosciute e quindi non è il massimo trovarsi a fare la doccia davanti agli altri!Ovviamente non era con il vetro trasparente però un po’ di privacy almeno durante la doccia non sarebbe male 😉

Non so se tutte le stanze avessero tale opzione!

A differenza degl ialtri due ostelli questo aveva i bagni “camerateschi”,ovvero un bagno diviso in tanti scompartimenti ed anche questo lo trovo un po’ “antiprivacy”.

La mia camera era esattamente questa 🙂

La foresta di Sherwood

La foresta di Sherwood (in inglese Sherwood Forest) è una foresta nella Contea di Nottinghamshire, in Inghilterra, famosa per la sua associazione storica con la leggenda di Robin Hood!

 L’area boschiva risale alla fine dell’ultima era glaciale, Sherwood è oggi ridotta ai 423 ettari (4,23 chilometri quadrati) che circondano il villaggio di Edwinstowe. La foresta di oggi è un residuo della foresta Reale di caccia, chiamata “shire wood” del Nottinghamshire che di fatto era estesa in diverse contee limitrofe (comarche), delimitata a ovest dal fiume Erewash e dalla Foresta di East Derbyshire.

La Commissione forestale gestisce la maggior parte della foresta e controlla le escursioni e una serie di altre attività. Parte della foresta è stata aperta come un country park al pubblico nel 1969 dal consiglio della contea di Nottinghamshire, che gestisce una piccola parte della foresta. Nel 2002, una parte della foresta di Sherwood è stato proclamata Riserva Naturale Nazionale dall’agenzia English Nature. Alcune parti della foresta conservano ancora numerose querce molto vecchie, in particolare nella parte nota come Dukeries, a sud della città di Worksop.

La foresta di Sherwood attira 500.000 turisti da tutto il mondo ogni anno. Il numero di visitatori sono aumentati significativamente dopo il lancio da parte della BBC della serie Robin Hood.

Il parco ospita l’annuale Robin Hood Festival per una settimana ogni estate. Questo evento ricrea una atmosfera medievale e le caratteristiche dei personaggi principali della leggenda di Robin Hood. La settimana di intrattenimento include attori girovaghi, vestiti in abiti medievali, oltre ad un accampamento medievale con giullari, musici, alchimisti e mangiatori di fuoco.

La foresta di Sherwood è sede del famoso Major Oak, (in italiano Quercia Maggiore), che, secondo il folclore locale, è stato il covo principale di Robin Hood. La quercia ha tra gli 800 e i 1.000 anni e, dall’epoca vittoriana, le sue membra massicce sono state in parte sostenute da un elaborato sistema di ponteggi. Nel febbraio del 1998, una società locale tagliò parti dalla Major Oak e cominciò a coltivare cloni del famoso albero con l’intenzione di inviare alberelli da piantare nelle principali città del mondo.

Quanto mi piacerebbe andare ❤

Templari

Amo follemente i Templari e tutto ciò che li riguarda…non smetterò mai di amarli e di leggere il più possibile libri e documentazioni su di loro.

La mia prossima meta sarà questa

Chiesa di Santa Maria del Priorato (X sec.)Roma

Le origini di questa chiesa, che in origine era chiamata Sancta Maria de Aventino risalgono all’anno 939, quando il principe Alberico II convertì il suo palazzo sull’Aventino in un monastero benedettino, affidandolo ad Oddone da Cluny. Alla metà del XII sec. il complesso divenne proprietà dei Cavalieri Templari, che lo mantennero fino al 1312. In questa data, a seguito della condanna dell’Ordine da parte della Chiesa nella persona di papa Clemente V, l’ordine passò ai Cavalieri Ospitalieri. Divenuti successivamente Cavalieri di Malta, a partire dalla fine del XIV sec. stabilirono in questo luogo il loro Priorato, da cui la cui la chiesa prese il nuovo nome. Nel 1764 il Cardinale Rezzonico, appena divenuto Gran Maestro dell’Ordine, affidò a Giovan Battista Piranesi il compito di ristrutturare l’intera chiesa, incarico che porterà a termine realizzando così l’unica opera architettonica completa che si conosce, vero testamento spirituale dell’artista nel quale infuse tutta la conoscenza esoterica e il simbolismo che la sua appartenenza alle logge della Massoneria gli avevano conferito.

L’artista in due anni trasforma letteralmente l’antica chiesa medievale e gli edifici adiacenti, realizzando anche la suggestiva visione prospettica del giardino antistante la Villa Magistrale, che ogni giorno molti turisti sbirciano incantati dal famoso buco della serratura in Piazza dei Cavalieri di Malta.

La facciata della chiesa venne completamente rifatta dall’artista, che la ricoprì di elaborati stucchi, che mescolano insieme elementi cristiani e pagani, e si ispirano alla mitologia classica così come al simbolismo esoterico. Con questa mistione, l’autore ha donato alla sua opera diverse chiavi di lettura, stratificate in livelli sovrapposti di comprensione, da quello puramente figurativo, per i profani, fino a livelli simbolici via via più complessi, per quei pochi intenditori capaci di fruire appieno di ogni sfaccettatura.

Vediamo ora più in dettaglio la facciata della chiesa. Dalla base dell’edificio, alle due estremità, s’innalzano due coppie di lesene scanalate. Verso la sommità, ognuna di esse reca un pannello in bassorilievo con una spada corta, sul modello del gladio romano, ornata di immagini simboliche. Ciascuna lesena termina infine con un capitello, costituito da una coppia di sfingi alate contrapposte, fra le quali si interpone una torre quadrata.

Tra le lesene ed il portale d’ingresso s’inseriscono due fasce verticali in bassorilievo che riproducono una serie di elementi impilati. Alla base della pila troviamo uno strigile, lo strumento anticamente utilizzato dagli atleti per tergersi. Sopra abbiamo un disco solare, sormontato da una specie di doppia pigna legata al centro. Segue un cartiglio, che riporta l’iscrizione “FERT”: questa sigla, adottata dai Savoia come motto di famiglia, costituisce tuttora una curiosità, giacché sul suo reale significato esistono molte ipotesi ma nessuna certezza. Il motto è sovrastato da una figura femminile alata, recante nella mano sinistra una fronda di palma, e reggente con la destra una catena. Agganciata al suo fianco, e passandole sul petto, questa catena va a congiungersi ad un globo retto sulla sua testa, sul quale è inciso il Labaro di Costantino. La catena, sdoppiata, prosegue anche oltre il globo, andando ad incatenare tra loro una coppia di falci di luna, opposte, sulle quali poggia una torre. Conclude la pila un’insegna romana sormontata da una corona e da unacroce greca.

Particolare del timpano con l'oculo

Particolare del timpano con l’oculo

Sopra il timpano di ingresso, si evidenzia un oculo circolare, incorniciato da un serto dialloro. Il Piranesi lo inserisce al centro di un’originale struttura che richiama un sarcofago egizio: questa trovata gli permette così di evidenziare in facciata il significato della chiesa come luogo di sepoltura dei priori dell’Ordine di Malta. Ai due lati, come mensole, si addossano due giganteschi serpenti, con il capo posto in corrispondenza di occhielli forati di forma floreale. C’è una sottile differenza tra i due rettili: mentre quello di sinistra volge il capo all’esterno del foro centrale, quasi allontanandosene, il serpente di destra vi penetra e sparisce al suo interno. L’iconografia rimanda all’antico nome del colle Aventino, cioè “Mons Serpentarius”, il Monte dei Serpenti, epiteto che si dice fosse stato affibbiato dalla dea Giunone in persona.

La fascia superiore è decorata a greche con motivo a svastica, e si può notare, curiosamente, che le svastiche sono ovunque sinistrorse, eccetto in un punto, nella parte sinistra, tra le lesene e l’oculo, dove sono destrorse. Il motivo s’interrompe nella parte centrale, quella sopra l’oculo, che è liscia ed è invece sormontata da una fascia decorativa che riprende il motivo classico dell’alternanza di uovo e punta di lancia (simboli, rispettivamente, degli elementi fecondanti femminile e maschile). Poco più sotto, corre lungo tutta la facciata un altro motivo non meno interessante, a dentelli cubici, dove ciascun cubetto in posizione angolare viene sostituito da una pigna. All’interno del timpano, invece, tra scudi, insegne e fasce si trova la Croce di Malta, emblema dell’Ordine, sormontata da una croce greca posta all’interno di una conchiglia. La croce posta in cima al timpano, infine, è ancora una Croce delle Beatitudini. Per una descrizione più dettagliata del simbolismo presente su questa facciata, segui il link sottostante.

 Non meno ricco e sfolgorante è l’interno, impreziosito da stucchi ed intonaci. Esso si sviluppa in un’unica navata, provvista di cappelle laterali, e culmina nella nicchia absidale, dove un’enorme conchiglia racchiude un elaborato scudo sul quale sono poste le armi ed il blasone dell’Ordine.

Altare barocco con la statua di San Basilio

Altare barocco con la statua di San Basilio

Completa l’impatto scenografico della chiesa l’elaborato altare barocco, realizzato da Tommaso Righi, allievo del Piranesi, su disegno del maestro. La composizione presenta tre sarcofagi, dei quali il primo costituisce la mensa, sopra il quale s’innalza la statua di San Basilio in gloria, circondato dagli angeli. Accanto all’altare si trova il trono del Gran Maestro, mentre le nicchie laterali accolgono i sepolcri di alcuni importanti personaggi legati all’Ordine.

Il cenotafio di G.B. Piranesi

Il cenotafio di G.B. Piranesi

Nella seconda cappella della navata destra si trova il cenotafio dell’architetto, realizzato da Giuseppe Angelini nel 1779, un anno dopo la sua scomparsa. L’artista vi viene rappresentato intento a progettare la sua chiesa, appoggiato ad un’erma sulla quale sono raffigurati degli attrezzi da incisore. Egli è vestito di una imponente toga romana ed il suo volto è stato reso vagamente assomigliante a quello del famoso filosofo ed oratore romano Cicerone.

Il reliquiario del XIII sec.

In quella sinistra, invece, si conserva l’unico reperto di origine medievale, uno splendidoreliquiario in pietra, scolpito in forma di tempio, che reca nell’incorniciatura del timpano un’iscrizione che riporta la descrizione delle reliquie che vi erano contenute.

Un'immagine dalla Villa del Priorato

La chiesa del Priorato è inserita in un complesso più vasto che comprende anche la Villa e i Giardini, al quale si accede dal famoso portale di Piazza dei Cavalieri di Malta. Accanto alla Villa si trova una vera da pozzo originale, unica testimonianza rimasta dell’epoca templare, sulla quale è posta un’iscrizione, datata del 1244, che dice: “In nomine Christi, Anno eiusdem MCCXLIIII, fr[ater] Petrus Ianue[n]sis, Magister Domor[um] Militie Te[m]pli Rome et Tuscie fec…”.

Particolare del Giardino
Una nicchia del Giardino
La Croce di Malta nelle siepi

Alcune vedute del Giardino nella Villa del Priorato dell’Ordine di Malta

Anche i Giardini del Priorato sono un capolavoro di maestria. Nella selva di siepi conformate a labirinto (un noto simbolo del cammino iniziatico interiore), troviamo ancora una volta l’emblema della Croce di Malta, “scolpita” nella forma dei cespugli. Ma la parte più mirabile è senza dubbio il viale alberato prospiciente il portale d’ingresso, nel quale gli alberi sono sapientemente tagliati a formare una galleria va restringendosi mano a mano che si procede dall’ingresso verso l’interno. Questo gioco prospettico fa sì che chi entra veda immediatamente alla fine della galleria l’inconfondibile cupola della Cattedrale di San Pietro, in Vaticano, come se fosse molto più vicina. L’effetto è amplificato se si osserva il viale alberato dal buco della serratura del portone, all’esterno del complesso: un “rituale” ben noto ai Romani e segnalato da molte guide turistiche, che dà al luogo, già di per sé molto affascinante, quel tocco di magia in più…

My ‘Dam!

L’ultimo capodanno l’ho passato ad Amsterdam.

Non è una festa che mi entusiasma  particolarmente e proprio per questo di solito,se posso,parto per evitare di festeggiarla e passare quindi una serata “normale”.

Gli ultimi due capodanni li ho passati a Londra e vi assicuro che non c’è niente di cosi bello oltre i 10 minuti di fuochi d’artificio sulla London Eye e i rintocchi del big ben…L’anno scorso con una mia amica abbiamo scelto Amsterdam!

Partiamo dal presupposto che ci siamo ridotte ALL’ULTIMO a cercare un albergo…ragione per la quale i prezzi erano alle stelle..Fortunatamente la mia amica conosceva un ragazzo che abitava proprio nel centro della città e ci ha gentilmente ospitato lui.

Il volo come al solito con Ryanair non è costato molto ma ho trovato l’Olanda un paese molto costoso (alla faccia di chi dice che Londra è cara!).La Ryanair ti lascia ad Eindhoven e da lì devi prendere un 40 minuti di treno a quasi 15 euro solo andata.Mi sembra abbastanza diciamo…treni bellissimi e funzionali ma anche parecchio costosi (non ho apprezzato la scelta di dare i biglietti dalle macchinette self service solo pagando con la carta di credito -_-).

Comunque ora passiamo alle cose che ho visitato in quei giorni!

Oude Kerk

La Oude Kerk (“chiesa vecchia” in olandese) è la più vecchia chiesa parrocchiale di Amsterdam. Consacrata nel 1306 dal vescovo di Utrecht. Le fondamenta vennero gettate su un cumulo artificiale, ritenuto il terreno più solido dell’insediamento in questa provincia paludosa. Oggi la chiesa si trova nel cuore del quartiere a luci rosse di Amsterdam.

Il disegno originale dell’edificio era audace e la chiesa ha visto un numero di restauri eseguiti da 15 generazioni di cittadini di Amsterdam. La chiesa era in piedi da solo mezzo secolo quando vennero fatte le prime modifiche, le navate laterali vennero allungate e avvolte attorno al coro a semicerchio, per sostenere la struttura. Non molto dopo l’inizio del XV secolo alla chiesa vennero aggiunti i transetti nord e sud, creando la pianta a croce. Il lavoro su questi rinnovamenti venne completato nel 1460, anche se è probabile che l’avanzamento venne interrotto dai grandi incendi che colpirono la città nel 1421 e nel 1452.

Il tetto della Oude Kerk è la più grande volta medioevale in legno strutturale in Europa Le assi estoni risalgono al 1390 e vantano una delle migliori acustiche in Europa[senza fonte]. Nella chiesa si svolgono molti concerti, tra cui quelli dei BBC Singers e dell’Academy of St Martin in the Fields.

La chiesa venne costruita su un cimitero e occupa una superficie di 3.300 metri quadrati. I cittadini locali continuarono ad essere sepolti nel sito che confina con la chiesa fino al 1865. Ci sono 2.500 tombe nella Oude Kerk, sotto la quale sono sepolti 10.000 cittadini di Amsterdam, tra cui importanti figure olandesi come l’eroe navale Jacob van Heemskerck e il consigliere della Compagnia Olandese delle Indie OccidentaliCornelis de Graeff – reggente e sindaco di Amsterdam, Kiliaen van Rensselaer, uno dei fondatori di Nuova Amsterdam su Manhattan, nota oggi come New York.

Prima dell’Alteratie, la riforma del 1578, la Oude Kerk era principalmente cattolica. A seguito della sconfitta spagnola da parte di Guglielmo di Orange e con l’influenza calvinista, la chiesa venne adottata dai protestanti. Durante tutte le battaglie del XVI secolo la chiesa venne saccheggiata e sfigurata in diverse occasioni. Tutto ciò che venne risparmiato furono i dipinti sul soffitto, che non potevano essere raggiunti.

I locali si riunivano in chiesa per spettegolare, i venditori ambulanti vi vendevano i loro beni e i mendicanti vi cercavano rifugio. Questo comunque non veniva tollerato dai calvinisti, e i senzatetto vennero espulsi. Nel 1681 il coro venne chiuso da uno schermo di ottone. Sopra lo schermo campeggiava la scritta, “Le false pratiche gradualmente introdotte nella chiesa di Dio, sono state nuovamente eliminate nell’anno settantotto”, con riferimento alla riforma del 1578.

Nello stesso anno la Oude Kerk divenne sede del registro dei matrimoni. Venne usata anche come archivio cittadino, i documenti più importanti erano chiusi in un cassettone ricoperto di piastre di metallo e dipinto con lo stemma della città. Il cassettone veniva tenuto al sicuro nella cappella di ferro.

Rembrandt fu un frequente visitatore della Oude Kerk e qui vi vennero battezzati tutti i suoi figli. Si tratta dell’unico edificio di Amsterdam ad essere nel suo stato originale fin dai tempi in cui Rembrandt vi mise piede. Nel Santo Sepolcro si trova una piccola esposizione di Rembrandt, un sacrario per la moglie Saskia van Uylenburgh che venne qui seppellita nel 1642.

Ci sono quattro organi nella Oude Kerk, fra i quali il vecchio organo costruito nel 1658 e quello costruito nel 1767. Il terzo venne costruito dal tedesco Christian Vater nel 1724 e viene considerato come uno dei migliori organi barocchi d’Europa. Venne riconosciuto come “perfetto” dai commissari della chiesa. L’organo venne smontato durante dei lavori di restauro al campanile nel 1738, e nel riassemblarlo, Casper Müller fece delle modifiche per dare all’organo più forza. Divenne noto come l’organo Vater-Müller, come riconoscimento per i miglioramenti del suono. Il quarto organo è opera di Nicola Puccini di Migliarino Pisano. È uno strumento, recentemente terminato, costruito interamente a mano in stile italiano del ‘600. Per la sua costruzione l’organaro italiano ha preso ispirazione da tre importantissimi strumenti toscani: Giovanni Piffero (Organo di Palazzo Pubblico di Siena 1519-1524), Cesare Romani (Organo di San Quirico D’Orcia 1606) e Domenico Francesco Cacioli (Organo di Santo Stefano di Siena 1720). L’organo verrà inaugurato sabato 4 settembre 2010 da Gustav Leonhardt e Matteo Imbruno in occasione del concerto di apertura del “Third International Sweelinck Festival”.

Il busto del famoso organista e compositore Jan Pieterszoon Sweelinck celebra la vita che egli spese a suonare nella Oude Kerk. Iniziò la sua carriera all’età di quindici anni, quando successe al padre deceduto, Pieter Swybertszoon, come organista della Oude Kerk. Sweelinck compose 150 salmi e si assicurò una reputazione internazionale come principale compositore olandese. La sua musica verrà suonata sulla città dalle campane della chiesa.

Oggi la Oude Kerk è un centro per attività sia religiose che culturali, e può essere noleggiata per presentazioni, ricevimenti e cene.Tra gli eventi ospitati c’è la prestigiosa cerimonia di premiazione della World Press Photo.

Il miracolo eucaristico di Amsterdam 

Ogni anno a metà marzo, i cattolici arrivano alla Oude Kerk per celebrare il “Miracolo eucaristico di Amsterdam“, che avvenne nel 1345. Dopo aver preso la comunione, un uomo morente, Ysbrand Dommer, vomitò l’ostia in un catino, il cui contenuto fu gettato nel fuoco di un camino. Ma l’ostia non bruciò, e il fatto venne dichiarato miracoloso[1]. Sul luogo dove avvenne il prodigio fu costruita una cappella.

Piazza Dam

Piazza Dam o semplicemente “il Dam” è la più famosa piazza di Amsterdam.

Situata nella Nieuwe Zijde (la “zona nuova”), sorta intorno al 1270 e un tempo piazza del mercato, ospita uno dei monumenti principali della città, ilPalazzo Reale (Koninklijk Paleis) oltre ad altri monumenti ed edifici d’interesse, quali il Nationaal Monument, la Nieuwe Kerk e il celebre museodelle cere Madame Tussauds Scenerama.

Piazza Dam occupa il primo posto nel cosiddetto Canon van Amsterdam.

Nemo

NEMO è il più grande centro scientifico dei Paesi Bassi. Si trova ad Amsterdam. Il palazzo che lo ospita è stato progettato dall’architetto italiano Renzo Piano. NEMO si trova vicino alla Stazione Centrale di Amsterdam e al Nederlands Scheepvaartmuseum (Museo Marittimo dei Paesi Bassi)

Van Gogh museum

Il Van Gogh Museum di Amsterdam

Il Van Gogh Museum è un museo statale (Rijksmuseum) situato ad Amsterdam nei Paesi Bassi, in Paulus Potterstraat, 7. Possiede la più grande collezione di opere del pittore olandese Vincent van Gogh.

(Questo lo adoro!E non sapevo neanche che fosse suo!)

Di questo c’era anche la camera “reale”

Vondelpark

Vondelpark On A Sunny Day.jpg

Vondelpark è un parco all’inglese di circa 47 – 48 ha. nel centro di Amsterdam (nella zona dei musei), realizzato su progetto degli architetti Jan David Zocher (1791 – 1870) e Louis Paul Zocher (1820 – 1915) ed aperto al pubblico nel giugno del 1865.
Il parco, definito il “Bois de Boulogne” di Amsterdam ed utilizzato non solo per passeggiate, jogging o picnic, ma anche per concerti ed altre manifestazioni (come tornei di golf), prende il nome – a partire dal 1867 (e ufficialmente dal 1880) dal poeta e drammaturgo olandese Joost van den Vondel (1587 – 1679), del quale è stata eretta una statua in loco. In precedenza, il parco si chiamava Nieuwe Park

Si tratta del secondo progetto di un’area verde nel centro di Amsterdam dopo Artis il più antico complesso zoologico dei Paesi Bassi, sorto nel 1838.

Leidseplein

Leidseplein (“Piazza di Leida“) è – insieme a Piazza Dam, a Rembrandtplein e a Waterlooplein – una delle più famose piazze diAmsterdam, nota come luogo dei divertimenti e fulcro della vita notturna della capitale olandese e per questo soprannominata da molti – con un termine un po’ dispregiativo – “piazza del guazzabuglio”

La piazza, situata nella zona sud-occidentale del centro cittadino, deve il proprio nome alla Leidsepoort, l’enorme porta cittadina, demolita nel 1862, che si trovava lungo la strada che collegava la capitale a Leida (Leiden).

Mercato dei fiori

DEGNI DI NOTA I NEGOZI DI FORMAGGI TIPICI LOCALI…………..per un amante dei formaggi come me,vero paradiso.

E’ inutile secondo me parlare delle solite cose…coffeeshop,red lights line…si ok tappe quasi obbligatorie per il turista medio ma che secondo me TOLGONO VALORE a questa splendida città.

Come non menzionare le FANTASTICHE case/barche!?!?!

Volevo dormire con il mio ragazzo (andremo per il nostro anniversario ad Amsterdam) su uno degli alberghi/boat ma non mi piaceva molto l’idea di dormire su un letto a castello divisi!

Precisamente QUI.

Quartiere cinese con tempio 

Caffetterie so sweety

L’entrata al fantastico quartiere chiuso dal portone ❤

Palazzetti storti 😀

Come a Venezia…casa con accesso dal fiume

Fuochi d’artificio a capodanno