Stadio di Domiziano

Lo Stadio di Domiziano (Circus Agonalis) è il primo esempio di stadio in muratura dell’antichità greco-romana, riservato a competizioni atletiche (corsa, lotta, pugilato).

Fu fatto costruire nel Campo Marzio tra l’85-86 d.C. da Domiziano, sia per offrire al popolo un’ulteriore sede di festa (e di lode dell’imperatore), sia per soddisfare l’imperiale passione per l’atletica.

La localizzazione presso il Tevere ripete quella di uno stadio di legno, provvisorio, fatto costruire da Augusto negli ultimi anni del I secolo a.C. e ricordato da Dione Cassio.

Lo stadio aveva una capienza di circa 30.000 spettatori. Fu restaurato nel III secolo da Alessandro Severo – e da questo gli derivò il nome di Circus Alexandrinus, che mantenne per tutto il medioevo – e restò in uso fino al V secolo.

Durante il medioevo sulle strutture del circo crebbero prima costruzioni povere e successivamente palazzi e chiese che ne utilizzarono i materiali e ne seguirono il perimetro; lo spazio dell’arena tuttavia, benché si andasse lentamente interrando per effetto dei crolli ma anche delle alluvioni del Tevere, non fu mai occupato stabilmente, ed è oggi Piazza Navona. Il piano di calpestìo antico, come si vede dall’affaccio alle arcate su Tor Sanguigna, è più basso di circa 5 metri rispetto a quello moderno, e tuttavia le murature imperiali rimasero sempre parzialmente note, seppur considerate grotte, e con esse la memoria del circo: la chiesa di Sant’Agnese in Agone, ad esempio, era denominata S. Agnese de cryptis Agonis.

Dopo i primi scavi delle cripte nel 1511, che produssero basi e fregi scolpiti, anche il Circo agonale divenne una cava di materiali edili di pregio: Pio IV fece demolire un settore della fiancata su Corso Rinascimento verso Palazzo Madama per costruire il suo casino nei giardini vaticani; materiali dell’altra fiancata servirono man mano per la costruzione di S. Nicola dei Lorenesi, del Palazzo Pamphilj di piazza Navona, del Palazzo Braschi.

Nel 1936, demolendo le costruzioni sul lato nord della piazza, fu infine riportato alla luce un ampio spicchio della curva nord al piano terreno dello stadio, comprendente murature, pilastri, scale alle gradinate superiori. Sopra lo spazio liberato fu costruito un unico ampio immobile dell’INA, ma le murature antiche vennero salvate e rimasero parzialmente visibili dall’esterno e accessibili alle visite. Dal 2014 la valorizzazione e l’uso dello spazio archeologico sono stati affidati a privati; il sito è normalmente visitabile e sede di mostre.

Il resto dell’impianto imperiale giace ancora nelle cantine dei palazzi sovrastanti.

Qui il sito ufficiale con sempre nuovi eventi & tariffario 😉

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Panda Mob – Roma- Torino – Milano

CHI VIENE CON MEEEE?

PandaMob è un FlashMob che si terrà a Roma, Milano e Torino il 26/09/2015 in occasione del Festival Internazionale del Panda***.

Più nello specifico consisterà in un Silent Rave:

nei Silent Rave i partecipanti si radunano sul posto stabilito dotati di lettori musicali e cuffiette ballando nel più completo silenzio.

-Abbiamo pubblicato su questa pagina un VIDEO che vi mostrerà il BALLETTO da imparare.
-Dovrete venire dotati di un LETTORE MUSICALE e CUFFIETTE (auricolari) (lettore mp3, cellullare con cuffiette).

MUSICA DEL BALLETTO:
Alvaro Soler – El Mismo Sol

ABBIGLIAMENTO:
-maglietta bianca e jeans
(se preferite potete vestirvi da panda :D)

LUOGHI E ORARI DEL PandaMob | Roma – Milano -Torino
ROMA:
Luogo: Piazza del Popolo
Orario: 18.00
MILANO:
Luogo: Piazza Sempione – Arco della Pace.
Orario: 18.00
TORINO:
Luogo: Piazza Castello
Orario: 18.00

IMPORTANTE:
Rispondi alle domande che verranno poste! Sono fondamentali per l’organizzazione e per la buona riuscita dell’evento. Grazie per la collaborazione.

Per info:

pandamobflash@gmail.com

Tel. 085 906 81 87 Cell. 327 136 6598

***Maggior informazioni sul Festival Internazionale del panda:
è un evento mondiale per festeggiare il Panda Gigante, scelto come logo anche dal WWF, in quanto simbolo della lotta contro l’estinzione degli animali, della lotta per la conservazione della natura, ma anche di integrazione e di unione tra i popoli.

In particolare durante i giorni dal 24 al 28 Settembre nella città cinese di Chengdu, conosciuta per il Centro di Ricerca e Allevamento dei Panda Giganti, si organizzano attività quali: seminari accademici internazionali del Panda, escursioni a carattere turistico e investigativo nella patria del panda e altri eventi culturali economici e commerciali.

Con un piccolo pizzico di divertimento, possiamo mantenere alta la sensibilizzazione verso il rispetto della natura per non dimenticarci che ” La natura non è un posto da visitare. E’ casa nostra ”
(Gary Snyder).

Tutte le spese di progettazione, programmazione e logistiche del gruppo di giovani organizzatori sono state finanziate da www.convieneonline.it

Sulla pagina FB  troverete il balletto da fare durante il Panda Mob 😀

Roma Maker Faire – 16/18 Ottobre

Dal 16 al 18 Ottobre arriva a Roma Maker Faire,la fiera dell’innovazione più grande al mondo che ospiterà oltre 600 invenzioni da 65 nazioni e si svolgerà all’interno della città universitaria La Sapienza.

Maker Faire ha vantato 131 eventi nel solo 2014, ed ha raggiunto oltre 1.5 milioni di visitatori complessivamente, sin dal suo lancio a San Mateo, in California nel 2006, neanche un anno dopo la pubblicazione del primo numero di “Make: Magazine“, la rivista di riferimento per tutti i #makers, nel 2005.

La 9° edizione della Maker Faire Bay Area ha accolto oltre 110 makers ed oltre 130.000 visitatori .World Maker Faire New York, l’altro evento chiave, è cresciuto in quattro anni fino ad ospitare oltre 600 maker e ad accogliere oltre 75,000 visitatori.

Detroit, Kansas City, Atlanta, Milwaukee, Orlando, Rome, Paris, Hannover, Berlin, Trondheim, Oslo, Newcastle (UK), Tokyo Singapore, Taipei, e Shenzhen ospitano altri gli altri eventi di alto profilo, mentre oltre 120 Mini Maker Faire – eventi indipendenti – sono curate da community locali in tutto il mondo, e ispirano e motivano ad innovare le comunità che aggregano intorno a se’.

MAKER FAIRE ROME – The European Edition

Maker Faire Rome è l’edizione europea di Maker Faire. Con oltre 600 invenzioni in mostra nel 2014 e 90 mila visitatori, la Maker Faire Rome è la più grande esposizione al mondo dopo le americane “Area Bay” e “New York”. Quest’anno, dopo il successo delle edizioni 2013 e 2014, sono attese centinaia di invenzioni e attrazioni da 65 nazioni. In programma: live performance, panel, workshop, seminari, conferenze e molte sorprese soprattutto per i più  piccini ai quali sarà riservata una speciale Area Kids ancora più grande e ricca di attività rispetto alle precedenti edizioni.

Maker Faire Rome – The European Edition è organizzata da Asset Camera,  Azienda Speciale della Camera di Commercio di Roma la cui la mission è mettere la città di Roma al centro del dibattito sull’innovazione, attraverso la diffusione della cultura digitale e lo sviluppo dell’imprenditorialità individuale e collettiva, propria del DNA del movimento dei Makers.

È una fiera che unisce scienza, fantascienza, tecnologia divertimento e business e dà vita a qualcosa di completamente nuovo. Maker Faire è una manifestazione nata per soddisfare un pubblico di curiosi di tutte le età che vuole conoscere da vicino e sperimentare le invenzioni create dai makers, invenzioni che nascono dalla voglia di risolvere piccoli e grandi problemi della vita di tutti i giorni.

Maker Faire è un evento pensato per accendere i riflettori su centinaia di progetti provenienti da tutto il mondo in grado di catapultare i visitatori nel futuro.

Non solo una fiera per addetti ai lavori. Alla  Maker Faire, infatti, si possono trovare invenzioni in campo scientifico e tecnologico (dalle stampanti 3D ai wearables, passando per droni, robot e il digital manifacturing) ma anche nuove forme di arte, spettacolo, artigianato, sperimentazioni sul cibo e attrazioni mai viste prima.

Le parole d’ordine della Maker Faire sono: incontro, confronto, formazione, divertimento e interazione.
Il pubblico può sperimentare e provare a giocare con queste nuove invenzioni e l’innovazione diventa alla portata di tutti attraverso percorsi esperienziali in cui i visitatori sono parte integrante della fiera stessa.

È un evento per famiglie in cui sia i bambini che gli adulti vengono coinvolti in centinaia di divertenti attività educative e dimostrative. Un modo per imparare a costruire il proprio smartphone, i propri giocattoli, “stampare in 3d” scarpe, gioielli, borse e perfino ravioli commestibili o anche scoprire come rendere domotica la propria casa con pochi e semplici accorgimenti.

Sono attesi oltre 600 espositori maker insieme a PMI innovative, scuole e  Fab Labs che presenteranno progetti nei seguenti settori:

  • 3D printing
  • 3D scanning
  • Arduino
  • Art
  • Artisans & New Craft
  • Biology
  • Cultural Heritage
  • Drones
  • Education
  • Energy & Sustainability
  • Fabrication
  • Fashion & Wearables
  • Food & Agriculture
  • Games
  • Hacks
  • Home Automation
  • Internet of Things
  • Kids & Education
  • Music & Sound
  • Open Source
  • Recycling  & Upcycling
  • Robotics
  • Science
  • Steam Punk
  • Wellness & Healthcare

Inoltre:

  • Educational
  • Workshops
  • Hackathon
  • Live Talk
  • Attrazioni Spettacolari

Confermata per l’edizione 2015 una speciale Area espositiva dedicata ai progetti dei ragazzi degli Istituti Tecnici e Professionali provenienti da tutta Italia.

I numeri di Maker Faire Rome 2014

La seconda edizione  di Maker Faire Rome (2014) si è conclusa con l’eco di 90.000 persone che hanno guardato e toccato con mano più di 600 invenzioni.

Ben 360 i workshop realizzati per i più piccoli in un’area di 2000mq, popolata da 15.000 kids.

Nel 2014 alla Call4Makers sono arrivati progetti, talk e workshop da 33 nazioni: Italia, Francia, Portogallo, Regno Unito, Germania, India, Belgio, Giappone, Cina, Svizzera, Svezia, Paesi Bassi, Canada, Taiwan, Colombia, Stati Uniti, Irlanda, Spagna, Serbia, Brasile, Bielorussia, Danimarca, Croazia, Polonia, Egitto, Messico, Singapore, Turchia, Marocco, Guatemala, Repubblica Ceca, Australia e Grecia.

Credits: Antonio Amendola/Shoot4Change

Ecco il programma dell’edizione di quest’anno :

Educational day

Venerdì 16 ottobre

Mattina 9.00/13.00Educational Day
Ingresso in fiera gratuito riservato esclusivamente alle scuole (solo su prenotazione)
Per prenotazioni: vai al  Modulo di prenotazione
Per info:  scuole@makerfairerome.eu

Venerdì 16 ottobre

Pomeriggio 14.00/19.00 – Maker Faire Rome.
Acquista i biglietti

Sabato 17 ottobre

h. 10.00/19.00 – Maker Faire Rome
Acquista i biglietti

Domenica 18 ottobre

h. 10.00/19.00 – Maker Faire Rome
Acquista i biglietti

Maker Faire sarà preceduta da importanti eventi

The big hack – Internet of Things

Nel week end dal 9 all’11 Ottobre si terrà THE BIG HACK, una grande maratona di programmazione nella quale i partecipanti sono chiamati a sviluppare applicazioni e progetti su 3 aree quali sicurezza sul lavoro, mobilità e open data.

http://thebighack.makerfairerome.eu/

Qui invece troverete gli espositori 2015.

Che ne dite? 😉

Ottobre Africano – Sapori & Saperi

Nel Mese di Ottobre in molte città italiane (Roma, Torino, Napoli, Milano, Palermo, Reggio Emilia, Bologna, Parma e Varese),Si terranno svariati eventi legati alla cultura, alla tradizione, all’arte e, specialmente, all’identità culinaria di paesi a noi lontani, tra cui il concorso dal titolo Incontro Cucina, realizzato in collaborazione con Slow Food e il Genovino d’oro, in cui i partecipanti dovranno proporre un piatto tipico del loro paese d’origine, e l’iniziativa, che si terrà nelle serate finali del 30 e 31 ottobre, ideata dalla cantante italiana Fiorella Mannoia, madrina di Ottobre Africano, Se solo mi guardassi (che prende il titolo dalla sua prima canzone), con la finalità di favorire la conoscenza di colori, sapori e tradizioni di terre remote. “Ottobre Africano” ha un’enorme importanza; in un periodo in cui si sente parlare in continuazione d’immigrazione, l’evento vuole dimostrare che l’incontro e la comprensione fra persone di diversa provenienza geografica non è un utopia, ma è assolutamente possibile e, soprattutto, necessario: un invito alla tolleranza e alla conoscenza dunque, a cui tutti noi non possiamo che rispondere.

Proprio a questo è finalizzata la 13esima edizione di Ottobre africano, il Festival nato nel 2002 e dedicato alle culture e alle voci più rappresentative dei paesi dell’Africa.

Questo il sito ufficiale : http://www.ottobreafricano.org/

Ecco il programma per la città di Roma :

Domenica 4 Ottobre 2015 – Conferenza e Musica
Ore 18.00 – Conferenza “Società civile e democrazia in Africa” con Dj Awadi (Senegal), Smokey (Burkina Faso), Samsk Le Jah (Burkina Faso)
Ore 21.00 – Dj Set
Circolo Culturale Monk, Via Giuseppe Mirri, 35

Mercoledì 14 Ottobre 2015 – Conferenza e cinema
Ore 17.30 – Attraverso le metropoli: per un’altra idea delle migrazioni
con Mokodu Fall (pittore – Senegal) e Cleophas Adrien Dioma (Dir. Ott. Africano)
Modera Aissata Camara
A cura di Roma-Dakar e Progetto Diritti
Casa del cinema di Roma, Largo Marcello Mastroianni, 1

Ore 18.30 – film DES ÉTOILES di Dyana Gaye (Senegal)
Casa del cinema di Roma, Largo Marcello Mastroianni, 1

Giovedì 15 Ottobre 2015 – Cinema
Ore 16.30 – Film LE FRANC di Djibril Diop Mambéty (Senegal)
Ore 18.00 – Film SAINT LOUIS BLUES, UN TRANSPORT EN COMMUN di Dyana Gaye (Senegal)
A cura di Roma-Dakar e Progetto Diritti
Casa del cinema di Roma, Largo Marcello Mastroianni, 1 

Giovedì 15 Ottobre 2015 – Conferenza e musica
Ore 18.00 – Conferenza: “Sankara e il sogno africano”
Ore 21.00 – Concerto con il gruppo Baba Commandant (Burkina Faso)
Circolo Culturale Monk, Via Giuseppe Mirri, 35

Giovedì 22 Ottobre 2015 – Letteratura
Ore 18.30 – Tavola Rotonda: Essere Africano, pensare in francese, scrivere in Italiano
Institut Français Centre Saint-Louis, Largo Giuseppe Toniolo, 22

Giovedì 22 Ottobre 2015 – Musica
Ore 21.00 – Concerto “Ensemble Couleurs du monde” (Cameroun/R.D.Congo)
Institut Français Centre Saint-Louis, Largo Giuseppe Toniolo, 22

Mercoledì 28 Ottobre 2015 – Libri
Ore 17.30 – Presentazione del libro “In cerca di Transwonderland” di Noo Saro Wiwa (Nigeria) (ed. 66thand2nd)
Casa delle letterature, Piazza dell’Orologio, 3  

Mercoledì 28 Ottobre 2015 – Libri
Ore 21.00 – Presentazione del libro “Tram 83” di Fiston Mwanza Mujila (R.D.Congo),  (ed. Nottetempo)
Nell’ambito del Festival de la fiction française organizzato dall’Institut français Italia/Ambasciata di Francia in Italia.
Bibliocaffè Letterario, Via Ostiense, 95

Giovedì 29 Ottobre 2015 – Libri
Ore 18.30 – Presentazione del libro “Matematica congolese” di In Koli Jean Bofane (R.D.Congo) (ed. 66thand2nd)
Bibliocaffè Letterario, Via Ostiense, 95

NB. Il programma è ancora in via di definizione e si possono essere dei piccoli cambiamenti……

SpeakEasy Roma – The Jerry Thomas

Uno speakeasy, (letteralmente: “parlar piano, con tranquillità, senza tensione”) chiamato anche blind pig o blind tiger, è un esercizio commerciale che vende illegalmente bevande alcoliche. Tali esercizi furono in auge negli Stati Uniti durante il periodo conosciuto come proibizionismo (1920–1933, più a lungo in alcuni Stati). Durante questo periodo, la vendita, la produzione e il trasporto di bevande alcoliche erano illegali in tutti gli Stati Uniti d’America.

Il termine speakeasy sembra essersi originato in Pennsylvania nel 1888, quando la legge Brooks High sulle licenze commerciali aumentò la tassa statale per una licenza di saloon da 50 a 500 dollari. Il numero di bar legali crollò drasticamente, ma alcuni bar continuarono ad operare illegalmente. Kate Hester aveva in gestione un saloon a McKeesport, appena fuori Pittsburgh. Si rifiutò di pagare la nuova tassa e continuò la propria attività. Per evitare che il suo business illegale potesse attirare l’attenzione delle autorità, quando i suoi clienti erano troppo turbolenti, lei li avrebbe zittiti sussurrando “Speak easy, boys!” “Parlate piano, ragazzi!”. Questa espressione divenne comune a McKeesport e si diffuse poi a Pittsburgh.

Una teoria alternativa è che il termine sia semplicemente derivato da un modo di ordinare una bevanda alcolica senza sollevare sospetti — i baristi avrebbero detto ai clienti di stare tranquilli e di “parlare senza tensione”.

Gli speakeasy erano numerosi e popolari durante gli anni del proibizionismo. Alcuni di loro erano gestiti da membri della criminalità organizzata. Nonostante polizia e agenti del Bureau of Prohibition compissero frequenti irruzioni e arresti di proprietari e clienti, erano così redditizi che continuarono a prosperare.

Gli speakeasy contribuirono al cosiddetto Rinascimento di Harlem perché consentirono alla gente di colore di bere e divertirsi al riparo dalla discriminazione razziale.

L’era del proibizionismo ha visto la crescita della criminalità organizzata negli Stati Uniti.

Gangster come Dutch SchultzAl Capone e Lucky Luciano fecero fortuna fornendo illegalmente birra e liquori agli speakeasy di tutto il paese.

Alcuni speakeasy furono utilizzati come abitazioni e uffici dai gangster, che adottarono uno stravagante e facilmente identificabile stile di vita. I gangster di successo venivano identificati dai loro abiti di seta alla moda, dai gioielli costosi e dalle pistole.

A Roma ne troviamo molti (io ne ho provati solo due  ma a Londra).Nascosti in una paninoteca e mimetizzati tra i portoni o all’interno degli stessi bar, questi angoli appartati dove si inneggia al buon bere miscelano cocktail decisamente sopra le righe, previa parola d’ordine.

Il più famoso è senza dubbio il  Jerry Thomas.

Il Jerry Thomas, mecca dei cocktail, vanta il 19° posto nella lista dei 50 migliori bar al mondo. È il capostipite degli speakeasy con tanto di regole: pagamento cash, prenotazione e tesseramento obbligatori, password per accedere (che cambia frequentemente) e infine “il Bartender ha sempre ragione”. Questo locale riunisce quattro mixologist di grande esperienza, Roberto Artusio, Leonardo Leuci, Antonio Parlapiano e Alessandro Procoli, in un progetto che prende il nome dal bartender newyorkese Jerry “the Professor” Thomas. Il menu prevede cocktail sapientemente elaborati, a base di gin, rum, barbon, assenzio, cognac, maraschino, vermouth italiano, barolo chinato e bitter aromatizzati preparati in casa. Preparatevi bene all’esperienza del cocktail d’autore e non dimenticatevi la parola d’ordine per entrare (basta rispondere a una domanda, che trovate sul sito).

The Jerry Thomas, Vicolo Cellini 30, Roma. Sito. Tel. 06 9684 5937

Per vedere tutti gli speakeasy della capitale non dovete far altro che cliccare qui.

Enjoy!

Covent Garden – Londra – Heartbeat

Fino al 27 Settembre (rimangono pochi giorni!), se vi capita di passare per la city,a Covent Garden potrete ammirare la fantastica installazione dell’artista Francese Charles Pétillon (questa è la sua prima installazione pubblica e la sua prima installazione fuori dalla Francia!).Di cosa si tratta?100,000 palloncini bianchi all’interno del “Vecchio mercato del 19esimo secolo”che ci faranno tornare alla nostra infanzia,childhood a Londra ❤

Non perdetevi questa esperienza emozionante che tanto collima con il fascino di questa zona.

Charles Pétillon in Covent Garden

L’artista :

Weaving its way through the South Hall of the Grade II listed Market Building, Heartbeat stretches 54 metres in length and 12 metres in width, and incorporates gentle pulsating white light to symbolise the beating of a heart and reflect the history, energy and dynamism of the district.

Charles Pétillon said: “The balloon invasions I create are metaphors. Their goal is to change the way in which we see the things we live alongside each day without really noticing them. With Heartbeat I wanted to represent the Market Building as the beating heart of this area – connecting its past with the present day to allow visitors to re-examine its role at the heart of London’s life.

“Each balloon has its own dimensions and yet is part of a giant but fragile composition that creates a floating cloud above the energy of the market below. This fragility is represented by contrasting materials and also the whiteness of the balloons that move and pulse appearing as alive and vibrant as the area itself.”

A pop-up gallery on the Piazza at Unit 5, Royal Opera House Arcade, will showcase Charles’ series of Invasions photographs as well as some of his other work.

The complex yet fragile composition represents Charles’ largest and most ambitious project to date and will run from 27th August until 27th September. 

Charles is best known for Invasions, a series of arresting sculptures which challenge perceptions of everyday scenes by filling the likes of derelict houses, basketball courts and even cars with hundreds of white balloons. 

Bar Particolari a Roma

Ho trovato questo articolo su 2night.it ed ho deciso di ripostarlo.

Alcuni posti li ho visitati,altri non mi interessano mentre alcuni sono nella mia top list!

locali strani a romaSempre di più i “book bar” stanno prendendo piede nella Capitale: benissimo, dico io! Tra i locali dove sfogliare un buon libro, comprarlo, sorseggiare un caffè o far l’aperitivo, ecco il Biblì a Trastevere che nel fine settimana organizza anche il brunch: letterario!

Con l’angolo cinema

locali particolari a romaVoglia di un film in bianco e nero durante l’aperitivo e la cena? Qui a La Moderna di Testaccio allestito anche un piccolo “angolo cinema” con tanto di maxischermo e vecchie poltroncine in legno. In linea con l’atmosfera vintage del locale, i film scelti sono grandi classici in bianco e nero.

Servizio…glaciale!

iceclbrosNo, non sono i camerieri ad esser freddi e distaccati: qui siamo all’Ice Club in zona Monti, cocktail bar tutto fatto di ghiaccio. Temperatura stabile sotto zero e mantellina anticongelamento in dotazione. Dedicato alla vodka da bere in bicchieri ovviamenete ghiacciati.

Nel porto di Marsiglia

portofishLeggenda narra che durante un viaggio a Marsiglia, il gestore sia rimasto talmente colpito dalle suggestive osterie del porto marsigliese da volerle portare a Roma: et voilà, nel cuore di Prati ecco il Porto Fish and Chips un il portone di conteniner navale, le finestre ad oblò, giornali appesi al muro, disegni alla pareti e tavolacci di legno. Suggestivo locale dalla particolare proposta gastronomica: street food marinaresco e cucina romana.

Un intero borgo a disposizione

tragliataTra le colline tra Roma e Fiumicino, il Borgo di Tragliata è “borgo” nel vero senso della parola: albergo distribuito in tre strutture; ristorante; fattoria e orto; piscina, campo da calcio, giostre e percorsi naturalistici; spazio per meeting e grandi ricevimenti; infine, location per matrimoni che si possono celebrare anche nella piccola cappella del borgo. Praticamente tutto come in un piccolo villaggio di un tempo.

Pronti per il decollo

aereoA due passi dall’Aereoporto di Fiumino, il Ristoaereo è un singolare locale dove è possibile cena anche all’interno della fusoliera del vecchio aereo presidenziale italiano del 1957. Con tanto di scalette per salire a bordo e personale vestito da hostess e stewart: consigliato per le cene a due romantiche.

Prossima corsa?

tramSe ti vedi passare davanti un tram con dentro gente che mangia, balla e suona jazz, tranquillo: è tutto normale. Eccoci a bordo di un RistoTram tra le vie del centro storico per una cena romantica – info: 3491216921 – o per un concerto jazz con TramJazz – info: 3396334700 – 3381147876.

Parola d’ordine?

jerrytomasSi, per entrare serve saperla! Anche a Roma la strana moda dei locali speak-easy, revival localistico che rieccheggia i fasti degli anni del Proibizionismo americano. Il più famoso a Roma è di sicuro il Jerry Thomas dietro piazza Navona dove, appunto, per entrare devi sapere la parola d’ordine che cambia spesso!


pignetoDoppia vita per questo localino nato da una costola del Bar Necci: di giorno la Premiata Panineria al Pigneto è panineria gourmet, hamburger e patatine fritte; la sera, è Spirito, il locale speakeasy da cui si accede da una piccola porticina seminascosta. Altra regola fondamentale, una volta ammessi, si parla sotto voce!

Caffè artistico

colonnaEsula un po’ dagli “insoliti”, ma l’Open Colonna è sicuramente tra i locali più belli ed affascinanti di tutta Roma. Maestosa la serra tra accaio, pietra e vetro per il ristorante del Palazzo delle Esposizioni: una stella michelin e due forchette Gambero Rosso sotto la guida dello chef Antonello Colonna. Una pazzia nella vita si può fare: almeno un caffè, dai, nell’altrettanto affiscinate bookstore e caffetteria della galleria di via Nazionale.

Con l’orto sul tetto

lanifitcioArcheologia industriale restituita alla collettiva: questo il progetto dei 3500 mq del Lanificio di via Pietralata, ormai uno dei centri creativi più vivaci in città. Oltre allo spazio per laboratori creativi, l’anima dancing con il Lanificio 159, spazio espositivo aperto ai giovani artisti, palco per danza e teatro, caffetteria e ristorantino, al Lanificio c’è anche l’orto…sul tetto! Tra i primi esempi in città di agricoltura sociale urbana.

Caffè dopo lo yoga nel parco

vivibistrotDopo una lezione di yoga o una corsetta tra il verde, cosa c’è di meglio di un buon caffè e di un dolcetto? Vivi Bistrot è un accogliente bistrot dallo stile provenzale immerso nel parco di Villa Doria Pamphili, cuore verde di Roma. A richiesta il locale prepara anche i gestini per pic nic come si deve nel parco. I due ampi giardini ospitano oltre un centinaio di persone.

Mostre, tea e sushi

doozoIl Doozo è uno di quei posti che non ti aspetti dove il Giappone è presentato sotto tutte le sue forme. Cinque anime in un solo locale dall’originale desing nipponico: galleria d’arte con temporanee di pittura e fotografia; ristorante di sushi; sala da te nel pomeriggio; libreria d’arte durante il giorno; secondo calendario, anche spazio per corsi dedicati alle fini arti decorative giapponesi, danza e anche cucina.

Qui il tempo ha un prezzo

anticafPer finire la carrellata dei locali tra i più insoliti di Roma eccomi in zona San Giovanni all’Anticafè: qui a costare è solo il tempo, tutto il resto è a disposizione. Un’ora, la prima, costa 4 euro, mentro l’intera giornata 14 € e caffè, stuzzichini, succhi e frutta di stagione, non si pagano: nel locale anche wifi gratuita, stampante e scanner per studiare e lavorare in tranquillità – e ti puoi portare da casa anche cibo e beveraggio. Più che un locale, un nuovo modo di concepire gli spazi pubblici all’insegna della condivisione.