L’albero della vita – Bahrain

Tanto per rimanere in tema Expò (ah proposito…ci siete stati?Io si e spero di riuscire a pubblicare le mie impressioni entro la settimana),sapete dove si trova il vero albero della vita? (da non confodersi con quello di Piazza Italia appunto)?!?

In Bahrain.

Si trova nel deserto del Bahrein un’acacia di ben 400 anni, maestosa ed unica per splendore e rigoglio. Un esemplare che non ha eguali in tutta la zona ritenuta, secondo le leggende, il luogo dove un tempo sorgeva il mitico giardino dell’Eden.

È conosciuto con il nome di Shajarat-al-Hayat, l’albero della vita e si trova a sud – est del deserto del Bahrein, ad una distanza di circa 2 km dal Djebel Dukhan (la Montagna del Fumo) e a 40 km da Manama.

Appartenente alla specie “Prosopis cineraria“, questa maestosa acacia ha una storia leggendaria e mistica le cui radici affondano nella tradizione cattolica ed ebraica. Nella Bibbia, infatti, si racconta di un albero della vita collocato da Dio nell’Eden, insieme a quello della conoscenza del Bene e del Male.  Nell’esegesi ebraica viene detto che questi due esemplari, uniti all’inizio, furono in seguito separati da Adamo.
Se si pensa che l’intera zona del Bahrein è ritenuta la sede del mitico giardino si comprende a pieno la ragione per la quale l’albero è immerso in un alone di mistero e stimoli, di conseguenza, le fantasie degli abitanti del posto.

L’acacia sembra sia stata piantata nel lontano 1583 e da quel giorno non ha mai smesso di essere rigogliosa. Le sue foglie hanno splendidi colori, sfumature dal verde al marrone, e il tronco maestoso presenta un groviglio di rami così fitto e, per certi versi, talmente caotico da sembrare irreale. Una pianta creata dalla fantasia di qualche scrittore o dalle mani di un dio.

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Nel momento in cui si approda nel deserto, a poca distanza dall’esemplare, si viene accolti da un curioso cartello nel quale è spiegato come raggiungerlo. Shajarat-al-Hayat è, nella fattispecie, una vera e propria attrazione turistica.
Sono, ogni anno, moltissimi i visitatori del sito (se ne contano intorno ai 50.000) attirati dalle credenze popolari nate intorno ad esso. Ad alimentarle, oltre alla convinzione che nel Bahrein sorgesse l’Eden, di cui l’acacia sarebbe l’ultima testimonianza, intervengono anche le difficili e, se vogliamo, impossibili condizioni climatiche e territoriali dove è cresciuta.

Il deserto del Bahrein è una distesa di dune e sabbia, privo di dirette fonti d’acqua.
L’albero della vita emerge solo nella zona e sebbene appartenga ad una tipologia di pianta in grado di sopravvivere in ambienti aridi e con pochissime precipitazioni annuali (appena 150 millimetri all’anno), stupisce per la sua incredibile longevità.

La gente del luogo non riesce a spiegarsi come un simile esemplare riesca a sopravvivere, mantenendo intatta la sua robustezza. In realtà, però, se si decide di dare spazio alla scienza, un motivo si riesce a trovarlo ed è legato sempre alla specie a cui appartiene.
La Prosopis cineraria, infatti, ha radici molto profonde in grado di raggiungere fonti d’acqua sotterranee, site anche a 50 metri nel sottosuolo. Inoltre, sono collocate al di sopra del livello del mare, come lo stesso terreno. Ciò favorisce l’approvvigionamento idrico dell’albero.
A questo si deve aggiungere la predisposizione dell’acacia ad assorbire l’acqua che gli occorre direttamente dall’aria grazie ad un ambiente umido, nonostante gli scarsi fenomeni piovosi.
Infine, ad un’analisi più attenta dell’intera zona si possono notare, a qualche chilometro di distanza, dei laghetti e degli alberi di più modeste dimensioni.

Di sicuro, quindi, non sarà il clima a decretare l’eventuale morte di questa splendida Prosopis cineraria. La sua esistenza, piuttosto, è messa a rischio dai turisti e dal loro comportamento irrispettoso.
Nel corso degli anni si sono contate decine di episodi vandalici. Alcune persone hanno strappato foglie e rametti per portarseli via, come se fossero una sorta di portafortuna o di souvenir “dell’albero leggendario”. Altri hanno addirittura scritto sul tronco, deturpandolo impunemente.

Per questa ragione le autorità locali si sono mosse allo scopo di proteggere Shajarat-al-Hayat. Ed oggi un recinto in ferro ne circonda la base, impedendo così ai visitatori di avvicinarsi troppo. Tuttavia, è ancora possibile sedersi sotto la sua ombra (data la notevole estensione dei rami) e godere della sua frescura, magari organizzando un picnic per trascorrere qualche ora in compagnia, lontani dalla città.

L’aria che si respira intorno a quest’acacia, al di là di ogni spiegazione, continua ad avere in sé la magia delle storie immortali.

Fonte : http://www.fotovoltaicosulweb.it/

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Como

Domenica sarò per la prima volta a Como (solo 3 ore,sigh)…cercherò di fare almeno qualcosina ispirandomi a questo Itinerario!

Qualcuno c’è mai stato?!!

Il centro più importante è Como, la città che dà il nome al lago, con i suoi pregevoli monumenti, il grazioso centro storico e gli scorci suggestivi. Se battelli e aliscafi sono un’ ottima occasione per ammirare la città e godere appieno della bellezza del paesaggio, per godere di un panorama più ampio non c’è mezzo più adatto della funicolare che collega Como a Brunate. La seconda città per importanza è Lecco, famosa soprattutto per essere la cittadina dei Promessi Sposi.  Altrettanto suggestivi sono i paesi del lungolago come Cernobbio, sede di grandi ville signorili come Villa d’Este e Villa Erba, e Bellagio, nota come la “perla del lago” per il suo scenario attraente. Semi sconosciuta ma molto affascinante l’isola Comacina, un piccolo gioiello verdeggiante circondato dalle acque del Lago, nella quale sono stati trovati insediamenti risalenti all’epoca romana, ragion per cui gli studiosi amano definirla la “Pompei Lariana”.

Duomo di Como

Considerato uno dei monumenti più belli dell’Italia del nord, il Duomo di Como è un edificio complesso e articolato, iniziato nel 1396 e completato nel 1740 con l’elevazione della cupola di Filippo Juvara, architetto del re di Sardegna. La costruzione comasca, eretta in sostituzione della cattedrale romanica di Santa Maria (1015), pur presentando diversi stili (facciata gotica, fiancate e portali laterali rinascimentali), conserva un insieme armonioso e grandiosamente unitario. L’imponente facciata con guglie e pinnacoli è ricca di decorazioni scultore, in gran parte opera della bottega di Giovanni Rodari alla quale si devono in particolare, le due edicole dedicate agli scrittori latini Plinio il Vecchio e Plinio il Giovane, e le decorazioni dei tre portali, il sinistro dei quali viene detto “della Rana” per via di una rana raffigurata sulla lesena della porta che saltando fuori da uno stagno si arrampica sul fogliame in atto di sorprendere una farfalla. L’interno di stile gotico è diviso in tre navate divise da 10 pilastri e conserva numerose opere di notevole importanza. Tra queste: tele di Bernardino Luini (Adorazione dei Magi) e Gaudenzio Ferrari (Sposalizio della Vergine e Fuga in Egitto), arazzi rinascimentali (alcuni su disegni di Giuseppe Arcimboldi), la pala cinquecentesca di Sant’Abbondio, protettore della città, il tempietto battesimale del 1590 e i due leoni stilofori romanici provenienti dall’antica chiesa di Santa Maria.

Dove: Piazza del Duomo.
Quando: tutti i giorni dalle 8 alle 18:30.

Chiesa Sant’Abbondio a Como

Edificata alla fine dell’ XI sec. sull’area della chiesa paleocristiana dedicata ai Santi Apostoli Pietro e Paolo, la basilica di Sant’Abbondio è un magnifico esempio dell’architettura romanica lombarda nonché un capolavoro dei maestri comacini, ovvero di quei muratori – architetti – scultori che diffusero lo stile longobardo, non solo in Italia ma anche in tutta Europa. Costruita dai monaci benedettini, la chiesa intitolata al quarto vescovo di Como subì a partire dal ‘500 notevoli rimaneggiamenti che ne alterarono l’aspetto originario, fortunatamente recuperato grazie al restauro compiuto nell’800. La facciata in pietra di Moltrasio è segnata da possenti lesene che la dividono in 5 sezioni in corrispondenza delle navate interne, e da un bellissimo portale fregiato da sculture a bassorilievo. Interessante il doppio campanile di ispirazione nordica. L’interno, a cinque navate suddivise da alte colonne ornate da preziosi capitelli, custodisce nella parte absidale lo splendido ciclo di affreschi del 1300, opera del Maestro di S. Abbondio, che raccontano in venti scene la storia di Cristo.

Dove: Via Regina Teodolinda.
Quando: tutti i giorni 8.00-18.00; nei mesi invernali 8.00-16.30.

Palazzo Broletto a Como

Antico palazzo comunale, il Broletto (dal termine latino “brolo”, ossia campo, spazio all’aperto in cui si riunivano i cittadini e quindi per estensione il luogo preposto allo svolgimento delle assemblee cittadine) fu costruito nel 1215 per volontà del podestà Bonardo da Cadazzo accanto alla Cattedrale, quasi a voler simboleggiare la continuità tra autorità civile del vescovo e il nuovo potere comunale che estendeva il proprio controllo sul territorio diocesano. Il Broletto si compone di un corpo a due livelli (pianterreno ad arcate e primo piano ornato da trifore) a fasce marmoree bianche, grigie e rosse da una torre eretta secondo la tecnica del bugnato. Nel corso del tempo il palazzo in cui vi si tenevano le assemblee dei cittadini e vi si amministrava la giustizia, ha subito molte modifiche e rimaneggiamenti. Nella seconda metà del ‘400 una buona parte dell’edificio venne demolita per lasciare più spazio al Duomo in rifacimento; nel 1764 fu trasformato in teatro; in seguito fu utilizzato come archivio notarile fino alla fine dell’800. Restaurato più volte a partire dal 1899, solo nel 1972 è stato riportato alle sue forme originarie. Attualmente il palazzo del Broletto, di proprietà comunale, è sede di mostre d’arte e congressi.

Dove: Piazza Duomo.

Tempio Voltiano a Como

L’edificio dalla forma di un tempio neoclassico eretto sul Lungolago celebra la figura e l’opera del grande fisico comasco Alessandro Volta. Il museo, ideato e finanziato dall’industriale e mecenate Francesco Somaini, fu eretto in occasione del primo centenario della morte dell’inventore della pila (1927) per ospitare gli strumenti scientifici a lui appartenuti. Molti di questi sono originali, altri sono ricostruzioni di quelli che l’incendio del 1899 distrusse durante l’Esposizione Internazionale di Elettricità. Il corpo principale del mausoleo sormontato da una cupola emisferica è preceduto da un ampio pronao con le statue della Fede e della Scienza a cui si accede a mezzo di due rampe di scale simmetriche. L’interno si sviluppa su due piani. Nella sala centrale del piano terra sono messi in mostra gli apparecchi, le macchine e i dispositivi utilizzati dall’illustre scienziato per gli esperimenti di fisica e di elettrologia, e per lo studio dei gas e delle loro proprietà. La loggia al primo piano espone invece, cimeli, lettere, pubblicazioni, ritratti dello scienziato, uomo politico e professore Alessandro Volta, ed i riconoscimenti tributatigli durante la vita e dopo la morte.

Dove: Viale Marconi.
Quando: da mar. a dom. dalle 10 alle 12 e dalle 14 alle 16 (da Ottobre a Marzo); da mar. a dom. dalle 10 alle 12 e dalle 15 alle 18 (da Aprile a Settembre).
Come: intero 3 €; anziani 1, 30 €; ingresso gratuito per ragazzi fino a 15 anni accompagnati.

Inaugurata nel 1894, la funicolare Como – Brunate collega il capoluogo al “balcone” lariano, ovvero il lago e la montagna, e regala un bellissimo colpo d’occhio su Como ed il suo lago dall’alto. Il “viaggio” infatti, comincia in una galleria e prosegue poi all’esterno dove le due piccole carrozze si arrampicano su una ripida pendice collinare permettendo di vedere lo splendido panorama. La funicolare è su un unico binario che raddoppia solo a metà tragitto dove le due vetture si incrociano. Il percorso, lungo 1084 metri che con la massima pendenza del 55%  supera un dislivello di circa 500 metri, consente di raggiungere in poco meno di 7 minuti il piccolo paesino di Brunate. Piacevole luogo di villeggiatura, frequentato soprattutto da comaschi e milanesi, Brunate è anche chiamato il “balcone” delle Alpi per i suoi incantevoli punti panoramici su Como, tutto il ramo del lago, la pianura lombarda, le Alpi con il Monviso e il Monte Rosa. Unica nel suo genere in Europa, l’ardita costruzione è tra le attrazioni più famose di Como. Anche se breve, il viaggio in funicolare è entusiasmante ed emozionante. Da provare.

Info: stazioni di partenza/arrivo: Piazza A. De Gasperi a Como, Piazza A. Buonacossa a Brunate.
La funicolare è in servizio dalle ore 6.00. alle ore 22.30, il sabato dalle ore 6.00. alle ore 24.00. Durante il periodo estivo, il servizio è prolungato fino alle ore 24.00.

Costo biglietto: ordinario € 2,90; andata e ritorno € 5,25.

Lecco

Lecco è la città che dà il nome al ramo orientale del lago di Como. La fama di Lecco è legata indissolubilmente ad Alessandro Manzoni che da questi luoghi trasse ispirazione per le vicende dei “Promessi Sposi”. Qui un po’ tutto ricorda il celebre romanzo e il suo autore: Pescarenico, il borgo lecchese esplicitamente citato da Manzoni, dove si rinvengono le tracce del convento di fra’ Cristoforo, i rioni cittadini di Acquate e Olate, identificati come i paeselli di Renzo e Lucia, la presunta casa di Lucia ad Olate e la chiesa dei Ss. Vitale e Valeria, considerata la parrocchia di don Abbondio, il promontorio dello Zucco su cui fino al 1938 si poteva ammirare il palazzo cinquecentesco di don Rodrigo, oggi completamente trasformato. Non manca poi il monumento a Manzoni eretto nell’omonima piazza e il museo Manzoniano ospitato nella villa in cui lo scrittore trascorse l’infanzia e l’adolescenza, dove sono esposti cimeli, manoscritti ed edizioni rare della famosa opera letteraria.

Meritano una visita anche Piazza XX Settembre, l’antica Piazza del Mercato, con la Torre Viscontea (XVI sec.), la Basilica di San Nicolò, ora Duomo cittadino, il Municipio ottocentesco (Palazzo Bovara) e il Ponte Azzone Visconti con le sue arcate. Costruito in epoca rinascimentale, il ponte serviva a collegare Lecco al Ducato di Milano ed ancora oggi rappresenta l’accesso alla città per chi arriva da Milano o Como.

Bellagio sul Lago di Como

Affascinante cittadina, nota per la sua posizione incantevole e il caratteristico centro storico, Bellagio è una località turistica d’eccezione. La cosiddetta “perla del Lago di Como” sorge romanticamente sulla punta del promontorio che divide il lago nei due rami di Como e di Lecco, in un suggestivo contesto paesaggistico. Abitazioni colorate, vicoli pittoreschi, caratteristiche scalinate, chiese antiche fanno del vecchio Borgo un luogo di grande fascino. Tra il ‘700 e l‘800, nobili e ricchi borghesi lombardi vi fecero costruire lussuose ville in cui trovavano ospitalità personaggi illustri, sia italiani che stranieri. Napoleone Bonaparte fu ospite del conte Melzi d’Eril a Villa Melzi, bellissima villa realizzata in stile neoclassico circondata da uno splendido giardino all’inglese puntellato da statue in cui amava sostare il pianista e compositore Franz Liszt. L’imperatore Francesco I, il kaiser Guglielmo, Alessandro Manzoni invece, soggiornarono nell’antica Villa Serbelloni, un complesso bellissimo immerso in uno spettacolare parco terrazzato fatto di sentieri, radure, piante esotiche e tanti roseti. Oggi la Villa appartiene alla fondazione Rockefeller di New York che ne ha fatto un centro di studi e convegni.

Giardini di Villa Melzi sono aperti da fine Marzo a inizio Novembre tutti i giorni, dalle 09:30 alle 18:30. Costo biglietto 6 €.

Il Parco di Villa Serbelloni si può visitare dal 22 Marzo al 3 Novembre tutti i giorni tranne il lunedì ed in caso di cattivo tempo solo con visite guidate per un minimo di 6 persone ed un massimo di 30 della durata di circa 1h30 con partenza alle 11.00 ed alle 15.30 dall’Ufficio della Promobellagio (P.zza della Chiesa di S. Giacomo – Torre medioevale).
Costo biglietto 9 €.
Attenzione
: durante il periodo in cui è in vigore l’orario solare, la visita pomeridiana è spostata alle ore 14.30.

Cernobbio sul Lago di Como

Elegante località turistica sulle rive del lago di Como e ai piedi del Monte Bisbino, Cernobbio deve il suo nome alla presenza di un antico convento cluniacense (Coenobium) edificato intorno all’anno mille. Cuore del paese è Piazza Risorgimento, anche conosciuta come la “Riva”, che si affaccia direttamente sul lago. Oltre che per i panorami incantevoli, Cernobbio è nota per la presenza di tante prestigiose ville. L’imponente Villa Erba costruita nel 1898, è un esteso complesso formato da casa padronale, foresteria, serre, darsena, scuderie, abitazioni di servizio, circondato da un ampio parco. Residenza nobiliare della famiglia di Luchino Visconti (il grande regista amava trascorrere qui le vacanze estive), la villa è oggi un importante polo congressuale che ospita manifestazioni ed eventi. Il tesoro più prezioso di Cernobbio è però la cinquecentesca Villa d’Este (così ribattezzata dalla principessa del Galles, Carolina di Brunswick, in onore delle sue presunte origini estensi), trasformata nel 1873 in un lussuoso albergo con arredi principeschi e un bellissimo giardino all’italiana con vista lago. Passeggiando lungo il lago si possono ammirare ancora, Villa Bernasconi in stile liberty, Villa Pizzo formata da due edifici, di cui uno sorge (Pizzo inferiore) sul lago, e la settecentesca Villa Fontanelle immersa in uno splendido parco.

Isola Comacina sul lago di Como

Unica isola del Lago di Como, l’isola Comacina è un luogo di grande fascino dove storia, natura e arte e archeologia si intrecciano in questo piccolo frammento di terra quasi disabitato. Una natura lussureggiante e un ameno paesaggio fanno da cornice ai resti del suo illustre passato di cittadella fortificata (prima romana poi bizantina), di importante centro religioso della diocesi di Como, di potente Comune del Lario fino al XII secolo quando i Comaschi, per punirne la fedeltà a Milano, la rasero al suolo (1169). Il Cavalier Caprani, ultimo proprietario dell’isola, ne fece dono al re Alberto I del Belgio il quale, mosso dal desiderio di farne la sede di una colonia di artisti, la donò allo Stato Italiano che la affidò all’Accademia di Belle Arti di Brera (1920). Tra i “tesori” dell’isolotto spiccano i ruderi della grandiosa chiesa romanica di Sant’Eufemia di cui sono visibili la divisione a tre navate e tre absidi, la bellissima cripta e il portico ad ali antistante, i resti di un colonnato marmoreo di epoca romana conservato sotto la chiesa di S. Giovanni, e le tre Case per Artisti realizzate tra gli anni 1936-40 dall’architetto Pietro Lingeri in stile Razionalista su esempio di Le Corbusier, destinate ad ospitare per brevi periodi artisti di fama internazionale in cerca di ispirazione.

Quando: dal 15 Marzo al 31 Ottobre, tutti i giorni dalle 10 alle 17; Luglio ed Agosto fino alle 18:30.
Come: per visitare l’isola è previsto il pagamento di un biglietto di 6 €; ridotto 5 €; bambini fino a 5 anni ingresso gratuito, da 6 a 14 anni 3,50 €. La biglietteria presso l’Antiquarium di Ossuccio è aperta tutti i giorni nei seguenti orari: 10.00–13.00 / 14.00–17.00.
Accesso all’isola: imbarco ad Ossuccio con Taxi-boat o Navigazione Lago di Como.


George i’m coming ❤

Il Ponte della Musica… Suona!

Finalmente il ponte della musica di Roma da un senso al suo nome!

Per tutto il mese di luglio potremmo partecipare gratuitamente agli eventi musicali che ci proporrà questa nuova iniziativa tutta Romana!

L’iniziativa si chiama “Il Ponte della Musica… Suona!” e si esibiranno le bande di polizia locale e delle forze armate (lato del piazzale Gentile da Fabriano).

Finora si sono esibite la Banda dell’Esercito & la Banda della Polizia Locale di Roma.Il 14 Luglio sarà il turno della Fanfara a Cavallo della Polizia di Stato,della Banda dell’Aeronautica Militare il 16 Lulio,della Banda della Marina Militare il 23 Luglio ed si esibirà  una Banda a sorpresa (anche se sul sito leggo Guardia di Finanza) mercoledì 15 luglio.

https://www.comune.roma.it/PCR/resources/cms/images/20150702_Esercito_1_d0.jpg

L’orario della manifestazione è : 19-20.30.

Per maggiori informazioni potete visitare il sito del Municipio

Food Truck Festival Roma

Domenica sono stata alla seconda edizione dello Food Truck Festival  di Roma.

Inparagonabile con la prima edizione a mio parere : la location questa volta era “meno ostile” ovvero gli spazi erano più verdi ed aperti,era all’interno di una pineta quindi l’aria era piacevole,l’area era ben illuminata & pulita,e sopratutto erano presenti molte sedute per gustare in santa pace quello che si comprava nei trucks (cosa che l’altra volta mancava).

Noi abbiamo mangiato :

Rustico Pugliese (A D O R O!!!)

Mix di Polpette divine (degne di nota quelle carciofi,cacio e pepe)

Hot dog twister (wurstel con intorno sfoglie di patate)

A mio parere mancavano trucks con Dolci  & Frutta (mi pare ci fossero solo i waffles).

Ecco qualche foto aspettando la prossima edizione!!

Pasta,carne,fritti…anche questa volta la manifestazione non ha deluso i miei gusti 😀  (griciaroad sarai presto mia <3)