Pompei – Le ville segrete

Direttamente dal sito dell’ ANSA , le foto delle ville mai viste di Pompei *_*

I rossi cinabro e gli ocra intensi delle pareti, le figure raffinate dei quadretti con gli amori di Marte e Venere nella sontuosa casa di Marco Lucrezio Frontone, il fascino dei grandi animali nel lussureggiante giardino della casa di Romolo e Remo, i monumentali spazi della dimora di Trittolemo. Non solo crolli e degrado per Pompei, che con 2 milioni e mezzo di visitatori (2.457.051) in crescita rispetto all’anno precedente, si conferma anche nel 2013 il tesoro italiano più gettonato dopo il Colosseo. Lo anticipa all’ANSA il ministro della cultura Dario Franceschini, che assicura una svolta di accelerazione per il Grande Progetto di restauri e riqualificazione cofinanziato con i 105 milioni Ue.

   ”Stiamo lavorando, in sinergia con tutte le parti coinvolte, per superare le emergenze e rispettare la scadenza dei tempi richiesti dall’Unione Europea”, spiega il ministro. E intanto il sito archeologico campano, annuncia Franceschini, si prepara ad incantare il suo pubblico con la riapertura, per Pasqua, di tre delle sue dimore piu’ fastose, scrigni di meraviglie straordinarie e delicatissime, che accoglieranno i visitatori già dall’ingresso principale di Porta Marina.

   Mentre il soprintendente Massimo Osanna spiega che si stanno studiando itinerari ‘on demand’ per ogni categoria di turista, dai croceristi mordi e fuggi ai più esigenti in cerca di approfondimenti ed esclusive. E anticipa altre nuove aperture per l’estate, con il restauro del Cave Canem, mosaico icona del sito e la possibilità per i visitatori di riscoprire alcuni ambienti della meravigliosa Casa dei Vettii, da tempo chiusa al pubblico e il cui restauro è previsto dal Grande Progetto Pompei.

   In esclusiva per l’ANSA , con le foto della Soprintentendenza Speciale per i Beni Archeologici di Pompei, Ercolano e Stabia, un tour virtuale nelle tre Domus di Marco Lucrezio Frontone, di Romolo e Remo e di Trittolemo che apriranno le porte a Pasqua. (ANSA).

Dog’s dinner

Ecco i principali posti dove mangiare con il tuo cane a Londra 😀

Andrew Edmunds

Aperto nel 1986, e’ considerato uno degli ultimi locali facenti parte della vecchia Soho. Si tratta di un’edificio del XVII secolo, che regala un’atmosfera rilassante, menu stagionali e prezzi contenuti, oltre ad accogliere e prevedere menu a base di carne, pensati e realizzati esclusivamente per la cena dei vostri cani.

E5 Bakerhouse

Spostandoci dal centro verso est, ci si imbatte in un panificio caffetteria che utilizza ingredienti biologici di provenienza locale. Qui i cani sono accolti sia all’esterno che all’interno, dove troveranno lettini per potersi accucciare vicino al proprio padrone, e assaggiare torte fatte in casa.

Riccardo’s

Non poteva mancare la partecipazione italiana, o meglio di un ristorante toscano situato nella meravigliosa zona di Chelsea, nella parte ovest della città. In questo ristorante, oltre a poter “ordinare” ciotole d’acqua e snack, i cani avranno la possibilità di scegliere tra diverse pietanze presenti sul loro menu, tra cui risotto di pollo, ragu’ di cervo e ossa fresche. Che dire, non si fanno mancare proprio niente.

Conoscete altri posti dog friendly in london city?

A me viene in mente il bar a Camden o il reparto so cool da harrods!!!

let me know!

 

Roma – San Clemente e le parolacce in chiesa

Conoscete la Chiesa di San Clemente con i suoi “racconti a fumetti” ? Certo, chiamarli così suona strano, ma nel medioevo, quando coloro che sapevano leggere e scrivere erano una privilegiata minoranza, nelle chiese erano raffigurate le sequenza delle storie memorabili di santi oppure fatti tratti dal Vangelo. Una di queste storie, tratta da un affresco risalente all’XI secolo, racconta la storia di Sant’Alessio e Sisinnio: in questa prima “striscia” della storia si narra infatti che il prefetto di Roma Sisinnio, pagano e per ciò stesso ignorante e malvagio, avesse dato ordine di arrestare il Papa. Ma per un caso miracoloso, i soldati non avevano legato il Santo Padre, ma una colonna e, per quanto tirassero, non riuscivano ovviamente a spostarsi di un centimetro. Da qui le ire del prefetto che, in perfetto italiano grida: “Fili de le pute, trahite!” (“Figli di puttana! Tirate!”). Anche in chiesa ha trovato posto una parolaccia!

La chiesa risale al XII secolo, quando papa Pasquale II (1050 – 1118) la ricostruì utilizzando molti materiali di un precedente edificio (la cosiddetta basilica inferiore) risalente al IV secolo e a sua volta impostato su costruzioni romane di I-II secolo e su un tempio del dio Mitra. Per rendersene conto, basta dare un’occhiata, per esempio, ai plutei marmorei della schola cantorum, databili al VI secolo. Ad epoche successive sono riferibili invece numerosi elementi dell’interno, nonché la facciata sobriamente barocca.
Indirizzo: via Labicana, 96
Sito ufficiale della Basilica di San Clemente: www.basilicasanclemente.com 

Info: +39 06 7740021   segreteria@basilicasanclemente.com 

Twitter: @Basilica_Roma

Christiania Copenaghen

Nel 1971 una zona militare abbandonata nel quartiere di Christianshavn è stata occupata dagli squatters che l’hanno proclamata città libera ossia un’area non soggetta alle tasse e guidata da una legislazione interna. In questo quartiere alternativo affluirono nuovi coloni e l’esperimento sociale di pochi liberi pensatori si trasformò in un tratto permanente della città. Christiania sopravvive, si adatta ed è ancora un centro alternativo nel bel mezzo della capitale, con circa 1000 persone che vi vivono stabilmente.

Christiania è davvero un’esperienza unica; un miscuglio di magazzini, baracche, case, murales colorati e sculture all’aperto. I turisti possono passeggiare per le sue strade liberi di fermarsi a mangiare e bere nei bar, ristoranti e caffetterie della zona. A Christiania puoi trovare musica dal vivo ed eventi all’aperto per tutta l’estate e anche alcuni night club. Puoi anche passeggiare attorno al lago che sorge alle sue spalle. Nei mesi estivi puoi partecipare ai tour organizzati dai suoi abitanti.

Christiania è sempre stata un’area controversa e discussa, anche per la questione dello spaccio di droghe leggere. La polizia ha dichiarato di non avere libero accesso a Christiania, cosa che può creare problemi ai visitatori. Alcuni visitatori potrebbero trovare Christiania, in particolare l’area intorno a Pusher Street, turbolenta.

Quando entri a Christiania è perció importante che tu segua le indicazioni dei cartelli Do’s and Don’t (cosa si può e cosa non si può fare) posti all’ingresso. Tra i divieti: correre, parlare al cellulare e in particolare non è consentito scattare fotografie all’interno del quartiere.

Raccomandiamo pertanto, per la tua sicurezza, di non portare con te la macchina fotografica quando visiti Christiania. Un turista è stato recentemente aggredito a Christiania semplicemente perché aveva su di sé una macchina fotografica, anche se non la stava utilizzando. Lo stesso vale per i cellulari dotati di macchina fotografica.

Qui un aticolo molto carino di una blogger.

Voi ci siete mai stati??

Io pur essendo stata da poco a Copenaghen me la sono persa 😦

Next time 😉

Dolmen e Menhir pugliesi

Altari, tombe, luoghi di cerimonie magiche, epicentri magicotellurici o soltanto simboli che propiziavano la fecondità?

Cosa sono, o sono stati, i dolmen e i menhir presenti in Europa, con una forte concentrazione in Puglia? Gli studiosi si sono a lungo interrogati in merito. Di certo, non si trattava di un “ornamento”, di un “abbellimento”.

In Puglia ne sono disseminati 102 (79 menhir e 23 dolmen). Cosa sono, quindi, queste pietrefitte (menhir, dal bretone men=pietra e hir=lunga) e chi le eresse?

Queste pietre sono alte da 80 centimetri a svariati metri (in Puglia i megaliti più alti raggiungono i cinque metri circa).

Conficcati nel terreno, seguirebbero un certo ordine prestabilito. Le teorie più accreditate fanno parlare di osservatori astronomici che avrebbero avuto lo scopo di fungere da aste delle meridiane, necessarie per registrare movimenti, tempi e fasi astrali e verificare cicli propizi per le varie iniziative degli uomini.

Per i dolmen, che forse furono realizzati in epoca successiva, si ritiene che ebbero due possibili funzioni: o di uso funerario o di altare sacrificale. Secondo un’altra teoria, i dolmen e i menhir avevano una funzione propiziatoria della fertilità. Del resto, non è da escludere che gli stessi monumenti megalitici, in tempi differenti, abbiano assolto le varie funzioni.

Le pietre seguivano un orientamento tale che gli spostamenti del Sole fossero seguiti passo passo, come se l’energia solare dovesse essere captata e catalizzata. Ma anche per scandire il tempo, per segnare i solstizi e gli equinozi.

I megaliti, quindi, erano come grandi monumenti sacri per le antiche popolazioni europee? Se i menhir sono pietre fitte, i dolmen sono vere e proprie camere realizzate con pietre verticali, piantate nel terreno, coperte da un lastrone di pietra.

Ci sono anche gallerie coperte, e i cromlech (pietre esposte circolarmente) che rappresentano veri e propri allineamenti (in merito vedi l’interessante opera di Castleden, Stonehenge, edizioni Ecig, Genova, ma anche di Centini, Guida ai luoghi insoliti, misteriosi e magici d’Europa, Newton Compton, Roma).

In Puglia, come anche in altre parti d’Europa, i dolmen e i menhir hanno subito una forzata “cristianizzazione” e, all’inizio del Novecento, metà dei menhir sono stati distrutti dall’incuria o dai contadini che li hanno utilizzati per le finalità più varie. Altri, semplicemente, sono stati spostati dalla loro sede originaria.

Ma menhir e dolmen interessanti ce ne sono ancora, come ha ben spiegato Paolo Malagrinò nel suo volume Dolmen e menhir di Puglia (edito da Schena, Fasano). Il dolmen di Giurdignano, in provincia di Lecce, che ha una scanalatura lungo il bordo del lastrone superiore che finisce in una specie di conca per la raccolta.

Questo ha accreditato la teoria dei dolmen come luogo sacrificale dove era fatto scolare il sangue della vittima. Ma anche il dolmen di Bisceglie, è un esempio notevole, particolarmente bello, forse il migliore.

Ma chi eresse questi megaliti? Certamente, le antiche popolazioni, ma secondo alcuni studiosi la derivazione potrebbe essere stata celtica, o egizia(dati i precedenti delle piramidi).

In ogni caso, pare, invece che i popoli europei avessero conoscenze matematiche molte avanzate e per questo erano in grado di erigere questi grandi monumenti.

Ma secondo alcune leggende, riportate anche da storici baresi come Sada, in Puglia potrebbero essere arrivati, nella notte dei tempi, discendenti del popolo di Atlantide (i Tuatha dé Danann, vedi di Evola, il mistero del Graal, edizioni Mediterranee) che erano emigrati in Europa e si erano fusi con i celti.

Altre leggende pugliesi fanno riferimento esplicito ai cicli cavallereschi della materia di Bretagna. Alcuni dolmen in provincia di Taranto, a Bisceglie e a Cisternino sono da secoli dedicati ai paladini della Tavola rotonda.

Nell’archivolto dei leoni, nella Basilica di San Nicola, a Bari, ci sono sculture di cavalieri che chiamano la materia di Bretagna. Nella cattedrale di Oria è raffigurato re Artù. Insomma i misteri sono scolpiti anche nelle pietre.