Spello-Perugia

Come ho già detto,per il week end prossimo sarò ad Assisi.L’albergo però lo abbiamo preso a Spello,cittadina dove vivono i miei zii,a me tanto cara ❤

Basta uno sguardo per capire come mai Spello, grazioso paese dell’Umbria, sia uno dei Borghi più Belli d’Italia e faccia parte dell’Associazione Nazionale Città dell’Olio: il cuore cittadino, diviso tra pianura, collina e montagna, è un mosaico di pietre antiche disposte con garbo, a formare una scultura di strade e piazzette magiche; tutt’intorno, come una corona preziosa, si dispongono le chiome argentee dei vecchi ulivi, generosi di frutti succosi da cui si ricava un ottimo olio. Sono queste le ricchezze di Spello, timido borgo in provincia di Perugia, popolato da circa 8600 abitanti e abbracciato da una campagna ridente. Agli ulivi si affiancano i filari, carichi di uva dolce, e le coltivazioni di cereali, che come pezze di un patchwork colorano il paesaggio di mille fantasie. 

Fondata dagli umbri e ribattezzata dai romani “Hispellum”, la cittadina fu dichiarata da Cesare “Splendidissima Colonia Julia”, grazie alla prosperità di cui godeva in passato: ancora oggi si possono ammirare le testimonianze del fasto antico, dall’imponente cinta muraria, un tempo ancor più imponente di adesso, ai resti archeologici che costellano la campagna. I tempi duri vennero con l’arrivo dei barbari, che ridussero Spello ad una misera borgata, e all’epoca dei ducati il paese venne incluso dal Ducato di Spoleto, ma la combattiva cittadina non dimenticò mai l’autonomia di cui godeva in età romana, e ben presto trovò il modo per tornare indipendente e darsi le proprie leggi.

Week-end ad Assisi

Avendo dei parenti ad Assisi e dintorni,è capitato spesso che mi sia fermata in queste splendide cittadine.

Forse replicherò per il prossimo week-end/ponte 😉

Assisi è una cittadina medievale che ha conservato la sua originaria struttura architettonica, regalando al turista uno spettacolo davevro suggestivo.

Dal 2000 il complesso monumentale della Basilica di San Francesco e gli altri siti francescani sono stati inseriti nella lista del Patrimonio Mondiale dell’Umanità dall’Unesco.

In città da non perdere è la Basilica, con la cripta di S. Francesco, la cappella di S. Caterina, la cappella di S. Martino, il tesoro della Basilica e i bellissimiaffreschi di numerosi artisti come Giotto, Cimabue, Torriti e altri.

Tra le chiese da vedere troviamo: S. Chiara, S. Maria Maggiore e il Duomo.

Tra gli edifici pubblici c’è la Rocca Maggiore, da cui si può ammirare Assisi dall’alto.

Nella Cattedrale di S. Ruffino si trova il Museo Capitolare. Nei dintorni da visitare c’è l’Eremo delle Carceri, l’Abbazia di S. Benedetto, Santa Maria degli Angeli e il convento di S. Damiano.

Chiese e non solo: i segreti di Assisi

Che cosa vedere a Assisi

All’interno delle mura esplode in tutta la bellezza la città di Assisi. Sono appunto le mura medievali il primo aspetto da ammirare di questo bellissimo centro umbro: si dividono in due parti, la cerchia muraria antica, realizzata prima del 1200 e quella esterna costruita dopo questa data. In alto, sopra le mura medioevali spiccano la Rocca Maggiore e quella minore. 

Ecco a seguire un breve excursus di tutti i tesori nascosti di Assisi: 

          Le porte 

L’ingresso della città circondata dalle mura non può che avvenire tramite alcune porte di accesso. Delle moltissime che c’erano in passato, ne sono rimaste solamente dieci, attraverso le quali potrete entrare nel centro storico di Assisi. E sono: quella di San Francesco, San Pietro, Porta del Moiano, Porta del Sementone, Porta San Giorgio, Porta Nuova, Porta Perlici, Porta Cappuccini, Porta San Giacomo e Porta Perugina. 

Le costruzioni religiose 

Una delle caratteristiche tipiche di Assisi è sicuramente il suo stretto legame con la chiesa, alimentato e nato intorno alla figura di San Francesco, patrono d’Italia, e Santa Chiara, che in questa città vissero e morirono. Non deve stupire dunque che le chiese siano considerate un qualcosa di più di semplici luoghi di culto o d’arte: sono infatti luoghi intimi e sacri dove respirare lo spirito e la natura religiosa più sublime.

La Basilica di San Francesco d’Assisi 

Come è facile da immaginare quella di San Francesco d’Assisi rappresenta senza ombra di dubbio la costruzione religiosa principale di tutta la città. Dichiarata patrimonio dell’Umanità questa chiesa è stata realizzata nel 1228, quando Francesco venne dichiarato Santo (a due anni di distanza dalla sua morte) dal papa Gregorio IX. La chiesa ospita le reliquie del santo e fu per molti anni sede dell’Ordine francescano. 

La Basilica presenta due edifici – uno superiore e l’altro inferiore – il primo ha un’mpronta gotica, slanciata e piena di luce. Tramite un portale si accede alla seconda chiesa, che, invece, è caratterizzata da un’atmosfera austera e da bassi soffitti.La basilica inferiore è una sorta di cripta per i tanti pellegrini che ogni anno vengono a venerare il santo. Affreschi sulle volte e sulle navate, opere – solo per citare qualche nome – di Cimabue e di Giotto (presenti anche nell’edificio superiore con un vero e proprio ciclo) completano poi il quadro di questo edificio dall’incredibile valore architettonico e artistico, oltre che religioso. Da ammirare il ciclo pittorico delle “Storie di San Francesco”, composto da 28 opere, e i cicli Nuovo e dell’Antico Testamento a firma di celebri artisti del tempo. Nel 1997 un forte terremoto ha messo a dura prova la basilica creando forti lesioni e mandando in frantumi molti affreschi. 

Basilica di Santa Chiara 

Anche l’altra Santa “famosa” di Assisi viene venerata nella sua omonima basilica: si tratta di una chiesa in stile gotico che richiama molto da vicino quella di San Francesco. All’interno si trova la cripta con le reliquie della santa. Nella chiesa è inoltre conservato il crocefisso che, si dice, parlò a San Francesco.

San Pietro 

Quella si San Pietro è una chiesa Benedettina risalente intorno all’anno mille e situata nell’omonima piazza. E’ conosciuta per la sua particolare facciata a forma rettangolare, con 3 portali d’ingresso e altrettanti rosoni. Da non perdere la cappella in stile gotico, il trittico di Matteo da Gualdo e i tanti affreschi. 

Santo Stefano 

La chiesa di Santo Stefano è una tra le più antiche di tutta Assisi, caratterizzata da una sola navata che termina su un abside a semicerchio. 

Santa Maria Maggiore 

Situata in piazza del Vescovado, la chiesa di Santa Maria Maggiore è stata realizzata sopra un antico tempio romano dedicato, si pensa a Giano: costruita in stile romano gotico ed era considerato il duomo della città fino a quando non fu realizzato il Duomo di San Rufino. 

Duomo di San Rufino 

Il Duomo di San Rufino conserva le spoglie di questo santo, considerato da tutti gli abitanti della città l’altro santo importante di Assisi, insieme per l’appunto a San Francesco. La chiesa a lui dedicata è una bellissima costruzione romanica progettata da Giovanni da Gubbio. 

Chiesa Nuova 

Laddove un tempo si trovava la chiesa natale di San Francesco fu realizzata nei primi decenni del 1600 una chiesa, conosciuta come Chiesa Nuova. E’ una tappa fondamentale per tutti i pellegrini che seguono le orme di San Francesco 

Vie e Piazze

Via San Francesco 

 Botteghe artigiane insieme ad alcuni importanti monumenti come il palazzo Giacobetti dove si trova la biblioteca civica, l’Oratorio dei Pellegrini e i musei civici, caratterizzano questa bella via dedicata al Santo per eccellenza di Assisi. Da percorrere a piedi, per ammirarla in tutto il suo splendore. 

Piazza del Vescovado 

Un tempo sede della curia Vescovile, in Piazza del Vescovado spicca la chiesa di Santa Maria Maggiore e moltissimi palazzi di stampo rinascimentale. E’ famosa perché in questa piazza San Francesco, di fronte al Vescovo Guido, rinunciò pubblicamente a tutti i beni paterni. Sempre qui, inoltre, San Francesco volle venire prima di morire. 

Piazza del Comune 

Quella del Comune è considerata la piazza laica della città. Da ammirare il Palazzo del Capitano del Popolo, il Municipio ospitato nel palazzo dei Priori, la torre del Popolo eretta nel 1200 e il tempio di Minerva (eficio di epoca romana del I secolo), trasformato poi in chiesa e di cui rimane unicamente la facciata con sei colonne corinzie e il timpano.

La Rocca maggiore spicca sulla cima della collina che domina l’intera valle. E’ stata costruita nel medioevo e distrutta prima del 1200, ricostruita poi nella seconda metà del 1300 e modificata nel corso degli anni. Si dice che in questa rocca abbiano soggiornato Federico Barbarossa e Federico II.

I can’t wait!

David Bowie,la mostra a Londra dal 23 marzo 2013

David Bowie apre il suo archivio (e anche il suo guardaroba) per la prima retrospettiva internazionale della sua carriera di eccezionale musicista e di icona culturale, capace di reinventarsi continuamente attraverso i decenni.

La grande esposizione ‘David Bowie is’ e’ in programma a Londra, al museo Victoria & Albert, dal 23 marzo.

Escono fuori appunti musicali, fotografie, film, video, strumenti, copertine di album e abiti, dai quali emerge come il musicista, pur nella sua originalita’, sia stato influenzato (e a sua volta abbia influenzato) arte, design e cultura contemporanea.

Lo amo ❤

Torino ed il triangolo del male

Come vi ho già detto sono appassionata di mistery place…

Oggi parleremo del triangolo del male di Torino

Forse sono leggende, ma più di qualcuno ci crede e sa che indirizzo dargli: Torino insieme a San Francisco e Londra formerebbero il famoso ‘triangolo della magia nera’, ma al  capoluogo piemontese non basterebbe, se ne parla infatti anche come della terza città del ‘triangolo bianco’, insieme con Lione e Praga.

Difficile pensare che sotto la Mole Antonelliana esista una specie di baricentro dell’occulto, tra male e bene, ma a quanto pare gli indizi non mancano, suffragati perfino dalle tradizioni: a Torino stazionerebbero niente meno che i discendenti deiTemplari, seppur in incognito, ancora oggi come un baluardo della Sacra Sindone.

Uno dei luoghi oscuri è senz’altro Piazza Statuto che con il suo obelisco segna l’allineamento della città sul quarantacinquesimo parallelo. In effetti, uno dei punti di incontro più noti per gli appassionati di esoterismo di tutto il mondo, anche per via della vicinanza con la casa di Nostradamus: chi se non lui?

Piazza Statuto sarebbe niente meno che un centro nevralgico di energie magiche, e già gli antichi romani la vedevano come portatrice di sventura in quanto posizionata ad Ovest e quindi ove calava il sole. Inoltre proprio nel suo cuore è nascosta la ‘citta dei morti’, una immensa necropoli sotterranea. In epoche successive la piazza fu anche usata come tribunale e luogo per le esecuzioni capitali. E niente alimenta le leggende come una forca affollata.

Ad aumentare i dubbi, o le certezze per alcuni, c’è anche la Torino sotterranea. Le Grotte Alchemiche, tra Palazzo Madama e Piazza Castello, alle quali si poteva accedere dalla Cripta di SS Annunziata e dai sotterranei di Palazzo Madama, sono stati per secoli assiduamente frequentate da alchimisti come Paracelso, e dagli stessi regnanti di Casa Savoia.

Perfino la geografia di Torino e del Piemonte non sono d’aiuto agli scettici. Collegando idealmente le cinque residenze dei Reali di Casa Savoia (Moncalieri, Rivoli, Stupinigi, Superga e Venaria) otterremmo una stella a cinque punte, uno dei simboli esoterici per eccellenza e che testimonia come ogni abitazione della città faccia parte di un disegno progettuale ben preciso.

Come per le contrade di Siena, o meglio come accade nel film Sliding Doors, a Torino è sufficiente entrare nella porta o nella strada ‘sbagliata’ per passare dalla zona dell’esoterismo oscuro a quella della luce, anch’essa con dei punti di riferimento conosciuti da tutti, ma compresi da pochi.

Opposta a piazza Statuto troviamo Piazza Castello, che è considerata questa volta il simbolo della magia bianca torinese. L’essenza delle forze del bene caddrebbero proprio in questa area e secondo la tradizione troverebbero il proprio fulcro sul cancello del Palazzo Reale. A poca distanza c’è il Duomo che custodisce la Sacra Sindone, un oggetto che una serie di coincidenze incredibili ha  quantomeno ‘protetto’ per secoli da calamità naturali e incidenti: ancora inspiegabile come sia stato possibile sottrarla all’incendio  all’interno nel Duomo del 11 aprile 1997. Una qualità che la reliquia più preziosa al mondo divide con altri luoghi ‘positivi’ come il Museo Egizio o la Chiesa della Gran Madre di Dio
Tutto merito dell’acqua provvidenziale e santa di Torino? Potreste cambire idea visitando la Fontana Angelica, nella piazza travia Cernaia e via Pietro Micca: è costruita e decorata facendo riferimento a tutti i simboli della tradizione millenaria della Massoneria.

Gli itinerari alla ricerca dell’imponderabile, possono riservare sorprese anche agli intenditori. Nel sottosuolo esistono le tre Grotte Alchemiche, luoghi di potere in cui è possibile intervenire sulla materia, sul tempo e sulle coincidenze. Secondo la Tradizione Occulta, si tratterebbe di un punto di contatto tra la dimensione corporea conosciuta e quella dello Spirito, tra il nostra mondo di Esseri pensanti e mondi “paralleli”, dove l’esistenza scorre su piani diversi ma contemporanei ai nostri. Grotte in cui è possibile compiere la Grande Opera degli Alchimisti,La Trasmutazione della vile materia e della propria anima.

Nella prima si dominano le leggi normalmente attribuite alla fisica. Nella seconda si è in grado di contattare Forme di Esistenza più evolute. Dalla terza non si ritorna più, una volta varcata la soglia, l’esistenza normale diventa priva d’interesse, si penetra nel cuore del mistero…

Dove siano esattamente le Grotte, rimane un segreto, ma, i dintorni di Piazza Castello, della Piazzetta e dei Giardini Reali, sono beneficiati dalle potenti emanazioni di questi luoghi. E proprio qui, su questa Piazza, la cupola del Guarini racchiude la Sindone, il talismano più potente della magia Bianca, la reliquia più preziosa della Cristianità. E sempre qui, immanifesto ma quasi tangibile, il Graal aleggia accanto al Sacro Lino.

A questa presenza alludono simbolicamente le statue dell’ottocentesca chiesa della Gran Madre, la mitica coppa levata sulla città. Nel gioco degli sguardi e delle mani dovrebbe esserci la chiave d’interpretazione. Ovviamente non troverete il Graal, ma tutta la chiesa è colma di suggestione, non tanto per l’architettura, molto discussa dai torinesi, ma per la leggenda che sia stata costruita sui resti di un antico tempio egizio dedicato al culto di Iside e del dio Toro Api.

Nelle acque del Po prospicienti al tempio, precipitò Fetonte, alla guida del cocchio infuocato del Dio-Sole. Giove tramutò in pioppi le Elidi, le sorelle piangenti del maldestro auriga, ed in cigno il suo devoto amico Cicno.

Forze contrastanti si fronteggiano ogni giorno in una lotta senza requie fra il Bene ed il Male. Fra il Piccolo Sole della Sindone e la Torre della Tenebra, dove officiava (oggi non più) il Vescovo Nero della Chiesa Satanica.

Dal suo attico sul Valentino, Gustavo Adolfo Rol, Creatura della Luce, creava per una piccola corte di amici, veri e propri prodigi… Oggi il Grande Vecchio non c’è più, ma il suo magnetismo impregna ancora fortemente l’aura di Torino

Attraverso cantine “aldisopra di ogni sospetto” è possibile accedere a tempietti segreti dove si celebrano rituali antichi e improvvisati. L’itinerario magico passa anche per il piazzale di monte Cappuccini, dove avvenne il più terrificante caso di possessione diabolica dell’ultimo millennio: una intera legione di demoni entrò nel corpo di un infelice mortale, ma in contrapposizione, poiché a Torino tutto e chiaroscuro, luce ed ombra, sul medesimo piazzale avvenne un grande miracolo che mise in fuga ladri sacrileghi.

E se vogliamo insistere ad assaporare la contraddizione, spostiamoci al Museo Egizio, dove il Bene ed il Male si accentrano in modo quasi visibile. Qui i maghetti neri vengono a cercar di tradurre le formule davanti ai reperti del malvagio Seth (l’equivalente del nostro Lucifero). Sempre qui, ma per fortuna in una sala separata, i maghi bianchi, attingono energie dinanzi ai reperti di Iside ed Horus.

La fontana Angelica, in Piazza Solferino, custodisce nel linguaggio allegorico dei costruttori di Cattedrali, un messaggio imperituro:”ricercate la verità senza fermarvi. Compite la Grande Opera che, dalla Pietra Grezza del vostro ignorare vi porterà alla Pietra Squadrata della Conoscenza, il limite della Sacra Soglia”.  Tutto questo è raccontato attraverso simboli, dal ceppo di quercia alla rosa nascosta nel pugno del Gigante, al nido da cui si dipartono i rondinotti (i neofiti che hanno appreso la Parola).

A Torino può accadere di tutto… Che il mite pensionato seduto sulla panchina sia in grado di comunicare con fate e folletti, o che un giornalista molto noto sia stato portato a visitare una base di extraterrestri appena fuori città, o che una montagna perennemente brulla (il Musinè) sia in effetti un potente generatore di energia.Può accadere, sintonizzandosi sui 92,700, di sentirmi parlare di argomenti fantastici e meravigliosi, come ad esempio di Tauriel, l’angelo che custodisce Torino (perché tutte le città grandi o piccole hanno il loro…) 

Non è che “può accadere”… In effetti accade realmente! I torinesi a queste cose sono abituati! Forse non proprio tutti ne sono al corrente… forse coloro che alle sei del mattino devono già essere alla catena di montaggio o davanti all’altoforno hanno altri pensieri e livelli di conoscenza… Forse per loro l’Arcangelo bianco o nero della città regnava dall’ultimo piano di Corso Marconi, e forse non  avevano neppure tutti i torti…

Si, è vero, a Torino si celebrano centinaia di rituali satanici. Il Comune è stato costretto a ripristinare, con cancellate invalicabili, il vecchio cimitero sconsacrato di San Pietro in Vincoli e poi a ripristinare (e sorvegliare) il Pantheon della “Bella Rosin” perché gli altari di entrambi i luoghi erano mete predilette per le Messe Nere. Ma è anche vero che in quelle notti designate, gli adepti della Loggia Bianca si riuniscono in meditazione per proteggere gli inermi cittadini dalle forze del Male. Da qui, da Torino, le nuove correnti New Age, di cui ho l’onore di far parte, hanno rilanciato l’era degli angeli (vi raccomando il mio libro “Gli Angeli fra noi” ormai un best seller).

Mai come in questi ultimi anni le gerarchie Angeliche sono state così coinvolte. In città ad ogni Plenilunio, molti gruppi s’incontrano per rinnovare il proprio impegno, e da Torino è partito il Wesak esteriorizzato, una cerimonia semplificata per il pubblico occidentale. E’ una grande meditazione collettiva: ogni anno circa cinquemila persone s’incontrano per portare ciascuna il proprio contributo in questa lotta senza quartiere che tenta di dividere l’umanità.

 Siate bene attenti quando si parla di “diavolo”, non cercatelo lontanissimo e non aspettatevi corna e zoccoli! Il significato esatto della parola “diavolo” (dal greco “diaboloi”) è: “colui che separa”, o “il separatore”. E noi conoscendo il trucco, dobbiamo fare l’esatto contrario: vedere  la sua opera e contrastarla. Come? Unificando, riappacificando, mettendo insieme i cocci.

Possiamo impegnarci in una incruenta, importantissima crociata anti-diavolo (e dunque, anti-separazione) è facile: riuniamoci in fraternità e spirito di collaborazione, cerchiamo di riconciliare, di vivere con serenità, sorridenti e pacifici, di stringere mani, vite, catene di amicizia i e d’amore… E in questo lavoro, troveremo gli Angeli al nostro fianco, coinvolti e consultati come Fratelli Maggiori, schierati fra noi come guerrieri fiammeggianti, portatori di Pace, Luce e bellezza…

Torino è la somma di tutto questo e molto altro ancora… Vale la pena di scoprirlo di persona! Realtà e ipotesi, bianco e nero, angeli, arcangeli, leggende eroi e fantasmi s’incontrano e si scontrano in questo magico crocevia dove l’imponderabile ed il meraviglioso possono attraversarvi la strada in qualunque momento….

PPPPPPPPaura?!?

Yatego

Mi permetto di condividere con voi uno dei siti dove spesso faccio shopping.

Yatego

Cos’è Yatego? Se ancora non conosci Yatego, tieniti forte, perché da oggi le tue giornate potrebbero cambiare in meglio: difatti, Yatego.it è un portale nato come e-commerce per soddisfare le esigenze di coloro che amano effettuare acquisti direttamente su internet,è praticamente un grande centro commerciale dove potrai trovare veramente qualunque cosa, grazie alla suddivisione in categorie realizzata da Yatego. Tra le sezioni proposte per l’appunto per lo shopping online, ci sono quelle dell’abbigliamento e accessori per adulti, abbigliamento ed oggettistica, per i bebè ed i bambini, oggetti di elettronica, giocattoli e giochi, libri, bricolage, orologi, gioielli,alimenti ed altro ancora.

Yatego ha origini tedesche e, proprio in Germania, ha trovato un altissimo riscontro, arrivando a mettere in difficoltà siti come ebay ed amazon. In questo modo, il vasto assortimento permette non solo di acquistare oggetti non reperibili nella propria città, bensì, di usufruire di prezzi vantaggiosi e offerte irrepetibili. Anche in Italia, il portale di Yatego sta suscitando interesse.Su Yatego non potrai mai trovare OGGETTI USATI e sopratutto potrai comprare esclusivamente da AZIENDE e non anche da privati come su ebay. Yatego è un mondo ricco di tentazioni cui non potrai certamente resistere,milioni di opportunità sia per te che compri,sia per te AZIENDA che vuoi mettere online i tuoi prodotti.

Ho selezionato per voi un papabile regalo natalizio per i vostri bambini,che personalmente ADORO

Trasformer 2 ruote Baby Moto, bici senza pedali

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Fateci un salto,sono tante le promozioni 😉

Enjoy!

We LOVE French fries

Per i grandi amanti,come me,delle patatine fritte…a Bruges il museo,’Frietmuseum’.

Il ‘Frietmuseum’, il museo delle patate fritte, situato a Bruges, nella parte fiamminga del Belgio, fa parte dei dieci “musei alimentari più strani al mondo”, segnalati dalla guida “Best in Travel 2013” della Lonely Planet. Lo riporta l’agenzia stampa Belga.

La guida stabilisce che tutti quelli che dubitano dell’origine belga delle ‘frites’ troveranno a Bruges le loro risposte, anche se le patate fritte nei paesi anglosassoni sono meglio conosciute come ‘French Fries’. Lo scorso anno il museo ha registrato 70 mila visitatori, un terzo dei quali vi ha anche mangiato.

Beh un giretto a Bruges me lo farei molto volentieri…