CapaToast

Diciamo che la rinascita della zona di Piazza Cavour la sto apprezzando molto.

Togliendo il fatto che la Piazza è STUPENDA,piena di Verde e illuminata da una luca che puoi trovare solo a Roma…

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in Via Cicerone sono stuntati tantissimi posti dove mangiare,oltre alla solita Trattoria Cicerone.

Di BOX vi avevo già parlato Qui , oggi parliamo di Capatoast !

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Capatoast è la prima Toasteria Take Away in Italia.
Un luogo in cui il Toast è assoluto protagonista e può essere gustato in moltissime deliziose varianti rigorosamente farcito con ingredienti di eccellenza assoluta e certificata.

Sul sito si descrivono cosi :

Siamo un gruppo di giovani appassionati di food e comunicazione, da sempre amanti del Toast tanto da pensare di dedicargli uno street food store. Per realizzare questa idea abbiamo dovuto superare moltissimi ostacoli e vincere lo scettiscismo di chi voleva costringerci a lasciar perdere. Ma noi abbiamo la “capatosta” e siamo andati avanti per la nostra strada; il nome, la filosofia e la comunicazione del nostro progetto sono un inno all’ottimismo, alla caparbietà e al coraggio di non arrendersi mai di fronte alle difficoltà della vita.

Ma parliamo degli ingredienti di questi buonissimi Toast :

PANE

Il pane innanzitutto: i nostri esperti maestri fornai preparano ogni giorno pane dalle forme e dai gusti unici, vere opere d’arte artigianali come il pane bianco, integrale o alle noci da gustare abbinato ai migliori salumi e latticini o a golose creme, marmellate e confetture di frutta. La particolare ricetta garantisce al pane un gusto unico e inimitabile e quella leggerezza che fa del nostro Toast un pasto da consumare in qualsiasi ora della giornata. La vera innovazione è nella forma di ogni fetta di 15×19 cm, molto più grande di quella che siamo abituati a immaginare per un semplice Toast.

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FARCITURA

Tutti gli ingredienti utilizzati nei nostri Toast (salumi, latticini, verdure, creme, condimenti) sono rigorosamente scelti tra i migliori prodotti presenti sul mercato.

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Il menù è ricco e vario e potete consultarlo qua

Capatoast si trova a Roma,Napoli,Bergamo,Caserta,Castellammare di Stabia,Gallipoli,Gela,Milano,Milazzo,Padova,Palermo,Pavia,Pozzuoli e Torino.

A Roma si trova,oltre a Via Cicerone,a Trastevere ed a Piazza Re Di Roma.

Enjoy!

 

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BOX Roma

Sicuramente questo post vi metterà fame come ha fatto con me (E sono le dieci di mattina).

Giovedì sera proverò questa simpatica novità nel quartiere Prati (più precisamente ci troviamo a Via Cicerone 29,quindi a Piazza Cavour).

Parliamo di Box,il primo food truck indoor,ovvero parliamo di un locale di 120 mq circa con all’interno uno di quei camioncini che siamo soliti vedere nelle fiere di Street Food!

Cosa si mangia?

Da Box si mangia innanzitutto in pratiche scatolette di cartone (Si,proprio quelle dei Noodles o che abbiamo visto migliaia di volte nei frigoriferi di Gilmore Girls),comodissime per mangiare in piedi o per Take Away.

Per quanto riguarda il cibo sarà cibo di ottima qualità,con carne proveniente da allevamenti di famiglia Marchigiani, troverete un grande girarrosto con circa 90 polli Campese preparati in tre diversi modi: classico, al pepe rosa e limone e zenzero.

Una delle particolarità più importanti di Box sarà la churrascaria. Il piatto tipico del sud del Brasile, ovvero una grigliata mista di vari tipi di carne, sarà servito nei box a portar via. E ancora: in menu polpette, alette di pollo e tramezzini di carne fritti.

Cartocci di pesce fritti con calamari e gamberi, filetti di baccalà e alcuni piatti cucinati con il wok (pollo e verdure).

Ogni settimana sarà proposto un tipo di verso di pasta. Si partirà con alcuni classici della cucina capitolina: cacio e pepe, gricia, aglio e olio. Infine, il BombaMisù. Il nome basta a far capire che non si tratterà del classico tiramisù in vaschetta: la crema al mascarpone e caffè sarà inserita nelle “bombe” cotte al forno.

Pasta, polpette, churrasco e via dicendo saranno proposti in due misure: large a 5 euro ed extra large a 7 euro. Tutti i polli, da circa 1,2 kg ciascuno, saranno serviti con le patate e costeranno 10 euro. Da bere: vino e alcune birre artigianali.

(Da Puntarella Rossa)

Filetti di merluzzo su letto di patate con crumble di pistacchio

Cubotti di polenta ai frutti di mare

 

Banksy a Palazzo Cipolla

INAUGURA A ROMA: GUERRA, CAPITALISMO & LIBERTA’
ESPOSIZIONE DI OPERE DELL’ARTISTA NOTO COME BANKSY
DA COLLEZIONI PRIVATE INTERNAZIONALI

Una mostra ideata, promossa e realizzata da Fondazione Terzo Pilastro – Italia e Mediterraneo Presidente Emmanuele Francesco Maria Emanuele

Curata da Stefano Antonelli, Francesca Mezzano & Acoris Andipa

PALAZZO CIPOLLA – ROMA
Via del Corso, 320

Dal 24 Maggio al 4 settembre 2016.

Ha aperto ieri,24 Maggio 2016, la mostra a Palazzo Cipolla su “War Capitalism & Liberty”,  In mostra 150 opere tra dipinti originali, stampe, sculture e oggetti rari, tutte provenienti da collezioni private (tra gli estimatori di Banksy figurano molti vip, da Kate Moss a Brad Pitt) e  nessuna sottratta alla strada. E ci sarà una sorpresa: per la prima volta verrà esposto un autoritratto di Banksy, che, nonostante sia il più noto esponente della street art a livello mondiale, continua a rimanere nell’anonimato.

Roma, l'anteprima della mostra di Banksy a Palazzo Cipolla

La mostra comprende un esteso corpus artis su Banksy proveniente da collezioni private internazionali. Saranno esposti dipinti originali, stampe, sculture e oggetti rari, molti di questi mai esposti in precedenza.

È una mostra no-profit, caratterizzata da una forte componente didattica destinata alle scuole, che costituisce un’esauriente rassegna scientifica dell’artista noto come Banksy.

L’artista, originario di Bristol, ha influenzato enormemente la scena artistica a livello mondiale ed è oggi considerato il massimo esponente del movimento artistico conosciuto come Street Art. Nella mostra sarà messa in luce la sua visione artistica di fronte agli avvenimenti sociali e politici internazionali, dalla serigrafia di alcune scimmie che dichiarano ‘Laugh Now But One Day I’ll Be in Charge’ (Ridete adesso ma un giorno saremo noi a comandare), passando per l’agghiacciante immagine di ‘Kids on Guns’.

Banksy è una delle figure più discusse, dibattute e acclamate dei nostri tempi, il suo anonimato ha catturato l’attenzione del pubblico internazionale già dalla fine degli anni Novanta. È un artista urbano che utilizza una vasta gamma di supporti, dalla pittura su tela, alle serigrafie e sculture, alle grandi installazioni, creando delle scenografie animate in cui ha coinvolto, occasionalmente, anche animali viventi. I suoi lavori sono caratterizzati da umorismo e umanità, intendono dare voce alle masse e a chi, altrimenti, non sarebbe ascoltato da nessuno. Un esempio è il suo recente commento alla crisi dei rifugiati: un grande stencil fuori l’ambasciata francese di Londra. Il suo anonimato e il suo rifiuto a conformarsi spiegano la difficoltà a inquadrare e definire un artista di tale portata; proprio per questo, non è mai stata esposta all’interno di un museo privato, una rassegna delle sue opere.

La Fondazione ha riunito questa collezione, ampia e senza precedenti, grazie a prestatori provenienti da tutto il mondo. La mostra metterà in luce le grandi capacità artistiche di Banksy, attraverso la sua carriera ed evidenziandone le principali fonti di ispirazione: GUERRA, CAPITALISMO e LIBERTÁ.

Anche se l’artista mantiene il pieno anonimato, si pensa che Banksy sia nato a Bristol nel 1974. Partendo dalla scena metropolitana della città inglese, l’artista, per necessità di creare opere di grandi dimensioni in poco tempo, ha unito il graffiti writing allo stencil, creando il suo stile che lo distingue da chiunque altro.

Nei suoi lavori, dai murales alla scultura all’installazione, Banksy esprime un commento satirico, sociale e politico giocando e traendo spunto dal contesto nel quale si trovano le sue opere.

La prima mostra dell’artista si è tenuta a Bristol nel 2000 al Severn Shed. Nel 2002, Banksy ha esposto alla 33 1/3 Gallery di Los Angeles e l’anno seguente è stato incaricato di disegnare due copertine all’album Think Tank dei Blur. Il lavoro di Banksy si espande a livello internazionale: lungo la striscia di Gaza, sul versante palestinese, ha dipinto nove immagini. Nell’estate 2009 si “è impossessato” del Bristol Museum & Art Gallery con una mostra che ha attratto oltre 300.000 visitatori. L’artista ha inoltre realizzato un film documentario “Exit Through The Gift Shop”, ottenendo una nomination agli Oscar. Ad oggi, nessuna galleria rappresenta in maniera esclusiva Banksy.

Nel 2013 ha realizzato un progetto situazionista a New York chiamato “Better Out Than In”: in una delle varie attività sparse per la città ha venduto le sue tele su una bancarella per $60 USD ai turisti.

Il 2015 ha visto l’apertura di DISMALAND: un grande parco a tema da lui rinominato ‘Bemusement Park’, il contrario del parco divertimenti, dove visitatori di ogni età e provenienza sono stati accolti da uno staff depresso e poco collaborativo. All’interno del parco una mostra, curate dallo stesso Banksy, ha riunito artisti di grande rilievo, tra cui Damien Hirst e Axel Void.

Nello scorso dicembre Banksy ha poi deciso di trasferire le strutture di Dismaland a Calais per ospitare i rifugiati. In questa occasione ha prodotto una serie di murales, tra cui ‘The Son of a Migrant from Syria’ (‘Il Figlio di un Emigrante dalla Siria’) che raffigura cinicamente Steve Jobs.

 

FONDAZIONE TERZO PILASTRO – ITALIA E MEDITERRANEO

La Fondazione Terzo Pilastro – Italia e Mediterraneo opera in campo sociale, sanitario, educativo, culturale nonché a supporto della ricerca scientifica. La tensione che muove la Fondazione è quella di raccordare la tradizionale attenzione alle esigenze di sviluppo e ai bisogni sociali dei territori – la dimensione locale – con una visione ampia, ovvero globale sulle tematiche urgenti del mondo contemporaneo, rispetto alle quali intende porsi come centro propulsivo e creativo di idee e di proposte.

In ambito artistico, da tempo la Fondazione Terzo Pilastro ha rivolto la propria attenzione al fenomeno della Street Art, a cominciare dalla felice esperienza di “Big City Life” a Roma, il progetto di arte pubblica partecipata per la riqualificazione urbana che ha reso possibile il recupero del quartiere popolare di Tor Marancia, per proseguire poi con l’importante contributo alla rassegna internazionale “Icastica 2015” ad Arezzo e, infine, con la mostra “Codici Sorgenti”, dedicata ai più importanti street-artists mondiali, a Catania, città alla quale ha voluto anche donare la monumentale opera di Vhils che decora i grandi silos sul waterfront del porto.

 

Prof. Avv. EMMANUELE F. M. EMANUELE
Presidente della Fondazione Terzo Pilastro

«La mostra “sull’artista noto come Banksy”, che portiamo a Palazzo Cipolla a Roma grazie alla “999 Contemporary”, è un’iniziativa di grandissimo respiro», afferma il Prof. Avv. Emmanuele F. M. Emanuele, Presidente della Fondazione Terzo Pilastro – Italia e Mediterraneo: «È la prima volta, infatti, che così tante opere di questo personaggio, considerato oggi il massimo esponente della street-art a livello internazionale, vengono esposte in un museo. Si tratta di un corpus di circa 150 opere (incluse 50 copertine di dischi) tra sculture, stencils e così via, tutte rigorosamente di collezionisti privati e, dunque, assolutamente non sottratte alla strada. La mostra è unica nel suo genere anche per i temi che tratta – guerra, capitalismo e libertà – che sembrano essere le fonti primarie di ispirazione dell’arte di Banksy, connotata da una forte componente di denuncia sociale, nonché i temi più attuali ed urgenti che caratterizzano il nostro presente. Questa esposizione, a mio avviso, è il perfetto e naturale coronamento del percorso che, con la Fondazione Terzo Pilastro, ho voluto intraprendere, già da qualche tempo, al fine di dare voce ad una modalità di espressione – la street-art, appunto – che porta l’arte fuori dai musei e la riversa nei luoghi accessibili a tutti, la rende parte del nostro vivere quotidiano. Un fenomeno non accademico, ma vivo e vitale, che ho conosciuto nei miei anni giovanili a Los Angeles e Miami e di cui ho immediatamente intuito la grande portata e l’eccezionale efficacia comunicativa».

 

CURATORI

Acoris Andipa, è il direttore di Andipa Gallery, una galleria d’Arte Moderna e Contemporanea con sede a Knightsbridge, Londra, fondata nel 1967 dalla famiglia Andipa. La tradizione della famiglia nel commercio d’arte risale al 1593 a Venezia, quando il Doge Mocenigo assegna lo stemma tuttora usato dai membri della famiglia. Acoris Andipa è uno stimato commerciante delle opere di Banksy, dal 2006 espone i suoi lavori. Nel 2007 ha prodotto una grande mostra personale di Banksy ricevendo 36.000 visitatori in sei settimane. Andipa è responsabile della collocazione sul mercato di molte importanti opere dell’artista, essendone il dealer più famoso.

Stefano Antonelli e Francesca Mezzano sono i fondatori di 999Contemporary, una istituzione privata senza scopo di lucro dedicata allo studio, pratica e sviluppo dell’arte contemporanea urbana attraverso progetti di arte pubblica, mostre, progetti educativi e di beneficenza. Hanno curato oltre duecento opere pubbliche in tutta Italia e all’estero, realizzando a dicembre, con il sostegno fondamentale della Fondazione Terzo Pilastro – Italia e Mediterraneo e grazie all’opera dell’artista portoghese Vhils, il più grande ritratto mai dipinto da esseri umani sui silos del porto di Catania. Centosessanta opere di cui molte monumentali solo nella città di Roma, attraverso progetti che hanno portato artisti provenienti da tutto il mondo a dipingere la fermata metro Spagna, il quartiere Ostiense e – sempre in collaborazione con la Fondazione Terzo Pilastro – l’intero quartiere di Tor Marancia che ad oggi ha più visitatori dei maggiori musei romani di arte contemporanea. Nel 2014 hanno curato Urban Legends, la prima mostra di street art ospitata dal  Macro, Museo d’arte contemporanea di Roma portando la street art di nuova generazione confrontarsi con l’arte contemporanea.  Nel 2015 hanno curato la mostra Codici Sorgenti al Museo Platamone di Catania, promossa – ancora una volta – dalla Fondazione Terzo Pilastro – Italia e Mediterraneo, dove per la prima volta veniva collegato il graffitismo americano delle origini con la street art contemporanea, mostra che ha segnato il record di visitatori del museo. Sono consulenti per Roma Capitale Municipio Roma VIII per la rigenerazione urbana attraverso l’arte. Francesca Mezzano è attualmente presidente della biennale dei giovani artisti del Mediterraneo.

 

999 CONTEMPORARY, ACORIS ANDIPA

“Alle soglie di un mondo in profonda trasformazione, questa mostra analizza i progressi dell’iconografia e della rappresentazione di queste tre fondamentali espressioni della nostra civiltà (guerra, capitalismo e libertà), attraverso il lavoro del più controverso e popolare artista e attivista contemporaneo: un artista anonimo britannico che si fa chiamare Banksy. Attivo dalla fine degli anni ’90, l’artista noto come Banksy ha utilizzato il luogo pubblico come spazio dove esprimere ed esporre il proprio lavoro liberando il potenziale della libertà espressiva dei graffiti e scrivendo di fatto il codice sorgente del primo movimento artistico globale e open source che conosceremo più tardi come street art. Agli inizi del nuovo millennio. infatti, l’avvento di internet e il conseguente fenomeno della condivisione delle immagini su scala globale lo ha consacrato come idolo delle nuove generazioni donandogli fama planetaria. Nella storia dell’arte occidentale, nessuno come questo artista è riuscito a portare all’attenzione di un pubblico così vasto ed eterogeneo temi di questa portata, ridefinendo i perimetri e le necessità di sincronismo dei progressi della sensibilità collettiva.”

Stefano Antonelli

 

“Uno dei tanti elementi di forza che distinguono questa mostra dalle altre è la grande valenza didattica del progetto: mentre, usualmente, un museo è un grande spazio destinato a distribuire il prodotto culturale per adulti, che ha – talvolta – a margine un piccolo spazio educativo per bambini, con questa mostra daremo vita ad un grande spazio educativo per bambini affiancato da un piccolo (ma affascinante, incisivo, unico nel suo genere) spazio culturale per adulti.”

Francesca Mezzano

 

“E’ particolarmente significativo che una Fondazione che, con il proprio museo, ha celebrato negli anni la creatività del genio italiano e si è aperta anche a movimenti, a correnti ed a modelli artistici del mondo che ci circonda promuova una mostra come questa: così facendo, essa avvia una riflessione di alto profilo nella lettura del proprio tempo, manifestando decisamente la volontà di essere contemporanea e non solo coeva, e creando una connessione virtuosa tra tradizione e innovazione, tra passato e futuro.”

Acoris Andipa

 


 

L’ARTISTA NOTO COME BANKSY NON È ASSOCIATO NÉ COINVOLTO IN QUESTA ESPOSIZIONE MUSEALE. TUTTE LE OPERE PRESENTI IN MOSTRA PROVENGONO DA COLLEZIONISTI PRIVATI INTERNAZIONALI E NESSUNA OPERA E’ STATA SOTTRATTA ALLA STRADA.

 

Archeoboat

In battello sul Tevere, da Roma ai Porti imperiali di Claudio e Traiano, a Fiumicino. Dopo un viaggio di prova ieri, debutta oggi ufficialmente l’Archeoboat, il servizio di trasporto via fiume che collegherà Roma e Fiumicino, passando attraverso Portus, il Parco archeologico dei Porti imperiali. Ogni fine settimana, cittadini e turisti avranno la possibilità di viaggiare in battello, sulle acque del Tevere, per raggiungere e visitare l’unico porto romano giunto intatto fino al nostro tempo, nel segno della mobilità sostenibile. Promossa dall’Amministrazione Comunale di Fiumicino, l’iniziativa arricchisce la proposta di Navigare il Territorio, il progetto che, grazie alla collaborazione tra la Fondazione Benetton Studi Ricerche, Aeroporti di Roma e la Soprintendenza speciale per il Colosseo e l?Area archeologica Centrale di Roma, consente di visitare gratuitamente i Porti imperiali, ogni sabato e tutte le domeniche fino al 30 ottobre, con laboratori e tour dedicati ai bambini e alle famiglie.
L’Archeoboat parte da Roma il sabato e la domenica, alle ore 9.30, dal molo di Ponte Marconi. In circa due ore porterà a Fiumicino, con approdo a soli 200 metri dai resti antichi, sulla sponda destra della Fossa Traianea. Dopo la fermata ai Porti imperiali è possibile proseguire a bordo del battello fino al centro storico di Fiumicino, per una visita alla città; nel pomeriggio è prevista un’escursione lungo il Tevere che consente di esplorare da vicino l’ecosistema fluviale (partenza alle ore 15 da Fiumicino centro e rientro alle ore 16.30 circa). Archeoboat si affianca al servizio di navetta gratuita che Aeroporti di Roma ha messo a disposizione per raggiungere in pochi minuti, nei giorni di apertura, il Parco archeologico direttamente dall’aeroporto Leonardo da Vinci.

Fonte : IlMessaggero

Fiore Crudo e Vapore – Nuova Apertura

Qualche giorno fa è stato inaugurato un nuovo tempio della filosia crudista (ma non solo) in zona Quartiere Ludovisi.

Il ristorante si presenta con uno spazioso e luminosissimo open space con cucina a vista,arredamento che vira al modaiolo scandinavian style ed il forte parallelismo tra cucina crudista e cucina tradizionale (Per non parlare della vasta scelta di Smoothies,Centrifughe & Healthy Drinks).

Quindi materie prime selezionate  con la consulenza dello chef Vito Cortese (scuola Matthew Kenney). Si mangia a pranzo, aperitivo e cena. E pure in terrazza.

Cucina Crudista – Di cosa si tratta?

La dieta crudista è un regime alimentare naturista che si distingue per un unico grande comandamento: NON cuocere il cibo.
I primi fondamenti della dieta crudista sono riconducibili al “Vangelo della Pace”, testo sacro appartenente al ceppo ebraico degli Esseni, mentre nell’ultimo secolo la sua diffusione è da imputarsi soprattutto ai medici “indipendenti o naturisti” come H.M. Shelton.

Una citazione molto importante per i sostenitori della dieta crudista è quella di Gandhi, nel suo ultimo libro del 1949, “Regime e riforma alimentare”:

Per liberarsi da una malattia, occorre sopprimere l’uso del fuoco nella preparazione del pranzo

Attualmente, la dieta crudista o Raw Food è uno stile alimentare che va molto di moda negli USA, grazie alla sua diffusione tra le celebrità di Hollywood; il suo successo è riconducibile soprattutto ad una presunta azione anti-età (anti-aging) degli alimenti crudi e alla divulgazione di un principio secondo il quale l’alimentazione umana NASCE cruda e tale deve rimanere, in quanto il calore, come tecnica di lavorazione del cibo, rappresenta un’innovazione recente, di scarsa utilità o addirittura di dubbia salubrità.
Secondo la dieta crudista, l’utilizzo del fuoco in cucina inibisce la percezione della sazietà, induce un’eccessiva palatabilità e conferisce ai cibi una consistenza “morbida”, rendendoli poco naturali; alla cottura vengono imputate la distruzione vitaminica, enzimatica, degli auxoni e la coagulazione proteica.

In definitiva, la dieta crudista rinuncia al trattamento termico tradizionale delle vivande, considerando il cibo cotto alla stregua di una sgradevole zavorra per l’organismo.

Tornando a noi , oggi ho provato questo ristorante e mi sono trovata davvero bene.

Chiariamo subito che non si tratta di un posto super cheap ma neanche di un ristorante da inserire tra i più costosi.

Io ho preso questo paniere al vapore di carne (Prezzo €15,00)

e questo Smoothies Healthy chiamato “Pan” (Prezzo € 7,50 per la dimensione Medium)

Certamente tornerò ad assaggiare tutte le altre numerose varianti del menù!

P.s. La mia collega ha preso questi spaghetti di zucchine e pesto che sembrano veramente deliziosi,no?

Qui il sito ufficiale : http://www.fiore.roma.it/

Indirizzo : Via Boncompagni, 31/33 – Roma

Per prenotazioni : Tel. 06 42020400 –  info@fiore.roma.it

 

Villa Aldobrandini – Riapertura Oggi!

Situata in prossimità della piazza del Quirinale, la villa, dal 1926 proprietà dello Stato, si presenta come un giardino pensile, racchiuso da muraglioni, in prossimità di via Nazionale e via Quattro Novembre. Vi si accede da una via laterale, via Mazzarino, attraverso una ripida scalinata che si inerpica tra ruderi antichi della fine del I secolo. L’apertura di via Nazionale, realizzata dopo il 1870 in seguito all’avvento di Roma Capitale, comportò la drastica riduzione delle estese proprietà della villa, (che con i suoi orti arrivava in prossimità del Casino Pallavicini-Rospigliosi accanto alla piazza del Quirinale) riducendo il territorio alle dimensioni attuali. Nel secolo scorso il palazzo e parte del giardino, furono assegnati all’Istituto Internazionale per l’Unificazione del Diritto Privato.

 

Dove si trova: Municipio I, Rione I – Monti
Epoca: XVI-XIX secolo
Estensione: 8000 mq
Ingressi: via Mazzarino 11 (accesso con rampe di scale)

Nel 1566 monsignor Giulio Vitelli, originario di Città di Castello, acquistò una vigna, con orti ed alcuni edifici a Monte Magnanapoli, dai genovesi Luca e Giovanni Battista Grimaldi.

La villa comprendeva, secondo lo schema cinquecentesco, un edificio, un giardino segreto e un parco che si estendeva fino al palazzo del cardinale Scipione Borghese (poi palazzo Pallavicini Rospigliosi). Giulio Vitelli affidò i lavori di restauro e abbellimento della Villa all’architetto Carlo Lambardi che ampliò il portone di ingresso costruendovi sopra una loggia: si tratta del padiglione su largo Magnanapoli (angolo con via Panispera), dal quale si arrivava al prospetto principale del palazzo attraverso una via coperta con cordonata oggi non più visibile.

Nel 1600 Clemente Vitelli, figlio di Giulio, vendette la Villa a papa Clemente VIII (1592-1605), e questi la donò l’anno successivo al nipote, il cardinale Pietro Aldobrandini. Giacomo Della Porta, architetto di fiducia del nuovo proprietario, dotò il palazzo di scale e logge e di una facciata continua sul giardino. Questo fu arricchito con alberi ad alto fusto, in parte ancora esistenti. I viali furono arredati con statue (oggi in copia), vasi, cippi, sedili, alcune fontane e una peschiera (oggi non più esistente). Tutti i lavori, per i quali il cardinale impiegò una grande quantità di denaro, vennero condotti, anche se non del tutto finiti, in un lasso di tempo molto breve tra il 1601 e il 1602.

Ai piani superiori del palazzo era ospitata una ricchissima collezione di opere d’arte lasciate in eredità al cardinale nel 1598 dalla duchessa di Urbino, Lucrezia d’Este, con cui lo stesso Aldobrandini aveva trattato la donazione di Ferrara alla Santa Sede.

Dopo la morte del cardinale, la Villa passò per via ereditaria alle famiglie Pamphilj e Borghese, che spostarono nelle Gallerie dei propri palazzi gran parte della collezione Aldobrandini.

Tra il 1811 e il 1814 la Villa fu sede del governatore francese a Roma, conte Sextius de Miollis, acquistando nuova importanza, ma subito dopo tornò in mano degli Aldobrandini, che la tennero fino al 1926 quando – ormai ridotta di dimensioni per l’apertura di via Nazionale – passò allo Stato italiano.

Negli anni Trenta, infine, l’architetto Marcello Piacentini aggiunse a destra del portone che oggi rappresenta l’entrata principale del palazzo, su via Panisperna, un corpo neocinquecentesco.

Il palazzo e parte del giardino, oggi recintati e chiusi al pubblico, furono assegnati all’Istituto Internazionale per l’Unificazione del Diritto Privato; il resto del parco, con i tre padiglioni, è passato al Comune di Roma che, su progetto di Cesare Valle, fece costruire nel 1938 una scalinata per il nuovo ingresso pubblico su via Mazzarino.

La collezione

Ormai divisa e trasferita in altre sedi e musei, la collezione ospitata nella villa era formata da alcuni pezzi particolarmente importanti. Vi erano quadri di Giovanni Bellini, Tiziano, Dosso Dossi e più in generale della scuola veneta e ferrarese, oltre a quella dei Carracci, di Raffaello e dell’ambiente romano. In sostanza, offriva un panorama di ampio profilo della produzione pittorica italiana cinquecentesca e degli inizi del Seicento.

Nel padiglione cinquecentesco era collocata la pittura di epoca romana raffigurante una scena nuziale, universalmente nota come “Nozze Aldobrandine”, venuta in luce nel 1601 “a Santo Giuliano”, nel Rione Esquilino ed ora conservata ai Musei Vaticani.

La Villa è stata chiusa nel novembre 2013 per consentire una serie d’interventi di restauro e messa in sicurezza.

Gli interventi a cura della Sovrintendenza Capitolina hanno riguardato il restauro di alcuni pregevoli marmi antichi e delle basi che sorreggono le statue presenti nel giardino, la pulizia e la riattivazione delle fontane, la messa in sicurezza degli arredi instabili, il recupero degli elementi architettonici deteriorati dei padiglioni. In area archeologica, gli interventi, non ancora conclusi, sono consistiti nella messa in sicurezza di murature e aree a rischio. Un complesso intervento di ripulitura dalle scritte vandaliche ha completato i lavori nella villa.

La Villa è stata dotata inoltre di un complesso sistema di videosorveglianza ed allarmi antiintrusione che ne assicurano la copertura visuale completa, collegati alla Centrale di Monitoraggio della Sovrintendenza Capitolina dove viene assicurato un controllo continuo tutti i giorni h 24.

Roseto comunale di Roma – Apertura Oggi!

Ciao a tutti,da oggi è aperto il Roseto comunale di Roma!

Il roseto di trova in Via di Valle Murcia, 6 ovvero al Circo Massimo

Il Roseto ospita circa 1.100 varietà di rose botaniche, antiche e moderne provenienti da tutto il mondo. Gli esemplari coltivati provengono un po’ da tutto il mondo: dall’Estremo Oriente sino al Sud Africa, dalla Vecchia Europa sino alla Nuova Zelanda, passando per le Americhe. Sono presenti specie primordiali, o “rose botaniche”, che risalgono a 40 milioni di anni fa, molto pregiate e poco conosciute, dimorate insieme alle “rose antiche”, tutte di grande originalità e bellezza.

Il Roseto ospita il Concorso Internazionale Premio Roma, riservato alle più belle nuove varietà di rose e si svolge ogni anno nel mese di maggio. L’evento apre la stagione internazionale delle manifestazioni dedicate alla coltivazione di questo fiore ed è un avvenimento di grandissima importanza nel campo botanico.

.Apertura 2016: dal 21 aprile (Natale di Roma) fino al 19 giugno 2016 tutti i giorni, comprese le domeniche ed i giorni festivi, dalle ore 8.30 alle ore 19.30.

Fino al 20 maggio sarà possibile visitare solo l’area collezioni nel consueto orario.

Sabato 21 maggio 2016 il Roseto rimarrà chiuso, per lo svolgimento del Premio Rose.

Dal 22 maggio al 19 giugno 2016 sarà possibile visitare sia l’area concorso che l’area collezioni nel consueto orario.

(Io andrò dal 22 maggio in poi per vedere anche le specie in concorso!)