L’albero della vita – Bahrain

Tanto per rimanere in tema Expò (ah proposito…ci siete stati?Io si e spero di riuscire a pubblicare le mie impressioni entro la settimana),sapete dove si trova il vero albero della vita? (da non confodersi con quello di Piazza Italia appunto)?!?

In Bahrain.

Si trova nel deserto del Bahrein un’acacia di ben 400 anni, maestosa ed unica per splendore e rigoglio. Un esemplare che non ha eguali in tutta la zona ritenuta, secondo le leggende, il luogo dove un tempo sorgeva il mitico giardino dell’Eden.

È conosciuto con il nome di Shajarat-al-Hayat, l’albero della vita e si trova a sud – est del deserto del Bahrein, ad una distanza di circa 2 km dal Djebel Dukhan (la Montagna del Fumo) e a 40 km da Manama.

Appartenente alla specie “Prosopis cineraria“, questa maestosa acacia ha una storia leggendaria e mistica le cui radici affondano nella tradizione cattolica ed ebraica. Nella Bibbia, infatti, si racconta di un albero della vita collocato da Dio nell’Eden, insieme a quello della conoscenza del Bene e del Male.  Nell’esegesi ebraica viene detto che questi due esemplari, uniti all’inizio, furono in seguito separati da Adamo.
Se si pensa che l’intera zona del Bahrein è ritenuta la sede del mitico giardino si comprende a pieno la ragione per la quale l’albero è immerso in un alone di mistero e stimoli, di conseguenza, le fantasie degli abitanti del posto.

L’acacia sembra sia stata piantata nel lontano 1583 e da quel giorno non ha mai smesso di essere rigogliosa. Le sue foglie hanno splendidi colori, sfumature dal verde al marrone, e il tronco maestoso presenta un groviglio di rami così fitto e, per certi versi, talmente caotico da sembrare irreale. Una pianta creata dalla fantasia di qualche scrittore o dalle mani di un dio.

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Nel momento in cui si approda nel deserto, a poca distanza dall’esemplare, si viene accolti da un curioso cartello nel quale è spiegato come raggiungerlo. Shajarat-al-Hayat è, nella fattispecie, una vera e propria attrazione turistica.
Sono, ogni anno, moltissimi i visitatori del sito (se ne contano intorno ai 50.000) attirati dalle credenze popolari nate intorno ad esso. Ad alimentarle, oltre alla convinzione che nel Bahrein sorgesse l’Eden, di cui l’acacia sarebbe l’ultima testimonianza, intervengono anche le difficili e, se vogliamo, impossibili condizioni climatiche e territoriali dove è cresciuta.

Il deserto del Bahrein è una distesa di dune e sabbia, privo di dirette fonti d’acqua.
L’albero della vita emerge solo nella zona e sebbene appartenga ad una tipologia di pianta in grado di sopravvivere in ambienti aridi e con pochissime precipitazioni annuali (appena 150 millimetri all’anno), stupisce per la sua incredibile longevità.

La gente del luogo non riesce a spiegarsi come un simile esemplare riesca a sopravvivere, mantenendo intatta la sua robustezza. In realtà, però, se si decide di dare spazio alla scienza, un motivo si riesce a trovarlo ed è legato sempre alla specie a cui appartiene.
La Prosopis cineraria, infatti, ha radici molto profonde in grado di raggiungere fonti d’acqua sotterranee, site anche a 50 metri nel sottosuolo. Inoltre, sono collocate al di sopra del livello del mare, come lo stesso terreno. Ciò favorisce l’approvvigionamento idrico dell’albero.
A questo si deve aggiungere la predisposizione dell’acacia ad assorbire l’acqua che gli occorre direttamente dall’aria grazie ad un ambiente umido, nonostante gli scarsi fenomeni piovosi.
Infine, ad un’analisi più attenta dell’intera zona si possono notare, a qualche chilometro di distanza, dei laghetti e degli alberi di più modeste dimensioni.

Di sicuro, quindi, non sarà il clima a decretare l’eventuale morte di questa splendida Prosopis cineraria. La sua esistenza, piuttosto, è messa a rischio dai turisti e dal loro comportamento irrispettoso.
Nel corso degli anni si sono contate decine di episodi vandalici. Alcune persone hanno strappato foglie e rametti per portarseli via, come se fossero una sorta di portafortuna o di souvenir “dell’albero leggendario”. Altri hanno addirittura scritto sul tronco, deturpandolo impunemente.

Per questa ragione le autorità locali si sono mosse allo scopo di proteggere Shajarat-al-Hayat. Ed oggi un recinto in ferro ne circonda la base, impedendo così ai visitatori di avvicinarsi troppo. Tuttavia, è ancora possibile sedersi sotto la sua ombra (data la notevole estensione dei rami) e godere della sua frescura, magari organizzando un picnic per trascorrere qualche ora in compagnia, lontani dalla città.

L’aria che si respira intorno a quest’acacia, al di là di ogni spiegazione, continua ad avere in sé la magia delle storie immortali.

Fonte : http://www.fotovoltaicosulweb.it/

Monte Bugarach

Ispirata ieri sera da mio suocero 😀

Monte Bugarach la montagna che ispirò Jules Verne

 
Trovato nel paese cataro una montagna strana nota come Bugarach che culmina a 1230 metri e si trova non lontano da Rennes-le-Château.
Il picco è considerato la mecca Bugarach di energia e vibrazioni, rendendola un corso ideale per qualsiasi tipo di iniziazione segreta nel regno della magia.
E ‘anche una ragione talvolta chiamata “Witch Mountain” o “le fate montagna”.
Per cominciare si sentono strane voci nella zona ed alcune notti si possono vedere apparizioni di oggetti volanti non identificati in volo sul picco e come me, molte associazioni studiano questo fenomeno e a volte mandano i loro membri a passare la notte.
Per esperienza, vi posso garantire che una notte stellata in una tenda o sotto le stelle in cima al picco Bugarach, non può essere che ricca di emozioni e sentimenti. Cosa sono quegli oggetti volanti? Ecco uno dei primi misteri da risolvere.
Secondo mistero, i satelliti spia francesi hanno rivelato al picco di Bugarach, grotte strane e una grande cupola e non è chiaro al momento che cosa sia e come accedervi.
Terzo mistero è che anche gli aerei che sorvolano questa regione sono hanno ricevuto istruzione di non passare su questa area, perché tutti gli strumenti vanno male, senza alcuna spiegazione.
La storia racconta che il famoso tesoro del Abbé Saunière sarebbe stato nascosto da qualche parte in una grotta del picco.
Ho avuto l’opportunità di salire, e sin dal primo passo, la sensazione di energia magica che emana la montagna è stata impressionante.
Chakra Mandala

“Nel sud-ovest della Francia, vicino al Mediterraneo, c’è Bugarach Peak, proprio nel paese cataro. Questa montagna sacra dei Pirenei, vicino a Carcassonne e Perpignan, la catalisi è attualmente il fervore spirituale degli europei.
Alcuni considerano Bugarach come l’equivalente europeo del Monte Shasta (California). Diverse montagne sacre in tutto il mondo, hanno un potente vortice ed hanno sempre svolto un ruolo spiritualeOggi, essi partecipano alla discesa spirituale della nuova coscienza dell’Era dell’AcquarioPer l’Europa, Bugarach è al centro di una ruota di medicina enorme.
Oltre ad essere un paradiso spirituale, la regione è di una bellezza mozzafiato e purezza. Vaste zone con un abbondanza di alberi da frutto, luoghi termali, ne fanno un luogo ideale per rilassarsi nella natura.
Peak Bugarach ispirò grandi scrittori come Jules Verne, per i suoi libri profetici e Victor Hugo, che ne conosceva il valore energetico. Anche Nostradamus, che viveva nella regione, predisse che sarebbe diventato un importante snodo della storia. Più recentemente, il mistico Omraam Mikhael Aivanhov, aveva una residenza lì e lo visitò spesso. Spielberg, regista statunitense, dopo un soggiorno in Bugarach, ha scritto la sua sceneggiatura “Incontro del terzo tipo”.http://bugarach.ifrance.com

Alcune leggende vogliono che l’interno della montagna fosse abitato da giganti e che Verne stesso fosse un membro del priorato di Sion, un’antica società segreta legata ai templari.
Volendo approfondire il discorso su queste cose ho trovato una testimonianza sconcertante segnalata sul sito del centro ufologico di Taranto:
buongiorno, sono Osvaldo, seguo il vostro sito e sono appassionato di archeologia e ”misteri” collegati,sono molto amico con Giorgio Baietti,scrittore e studioso della storia e della zona intorno a Rennes le Chateau, nel sud della Francia.Ci siamo chiesti molte volte e di recente ancora qualche giorno fa in viaggio in quella zona ,cosa ci sia di strano e particolare sul monte Bugarach in Francia.Questa montagna considerata sacra gia’ dai Catari, prima che venissero sterminati dalla Chiesa, e’ sempre stata oggetto di studio da molti ricercatori, addirittura Hitler con i suoi Nazisti fece studi e scavi su questa montagna . Anche la NASA alcuni anni fa condusse studi e rilevazioni, nonche’ scavi e pare questa zona sia controllata dai militari e servizi segreti.In un video reperibile su you tube c’e’ addirittura un filmatao di un ricercatore della zona di nome Jac de Rignies che e’ stato mandato in onda su una trasmissione francese che si occupava di studi su quella zona, e afferma che oltre ad aver registrato su nastro ( e si sente ) rumori provenienti da alcune gallerie sotterranee della montagna che ne e’ piena, ci sia una disco o cupola mettallica del quale ne da’ anche le dimensioni a circa 30 metri di profondita’.Ci stiamo chiedendo in molti : cosa nasconde quella montagna ? Tra l’altro dà anche delle ‘’sensazioni” strane tipo vibrazioni o fruscii captabili dall’uomo normale ed e’ capitato a molti frequentatori di quella zona

(di Sonia Pisani)

Cappella di Rosslyn

Dai l’avremo notata tutti su “il codice da Vinci”…e lo so che dico sempre che è il mio sogno vedere questo o quest’altro posto…però questa sicuramente si trova nella mia TOP 10 dei posti da visitare…

La cappella di Rosslyn è una chiesa situata a Roslin, nel Midlothian in Scozia (vicino ad Edimburgo), la costruzione ebbe inizio precisamente il 21 settembre del 1446, ad opera di William Sinclair (membro della nobilissima famiglia Sinclair) e terminò 4 anni dopo, il 21 settembre 1450, giorno dell’equinozio d’autunno. Inizialmente la chiesa fu dedicata a San Matteo apostolo ed evangelista proprio perché il 21 settembre corrisponde nel calendario gregoriano al giorno di San Matteo.La struttura si caratterizza in modo particolare per le intense e bellissime decorazioni presenti sulle colonne, inoltre è presente anche una strana decorazione sul soffitto, secondo alcuni quest’ultima è una specie di codice che però nessuno finora è mai riuscito a decifrare. All’interno della chiesa si trovano anche due colonne particolari denominate la “colonna del maestro” e la colonna “dell’apprendista”. Lo stesso Sinclair aveva disegnato una colonna molto elaborata e di forma molto originale. Si narra che il maestro scalpellino non fosse in grado di realizzare la colonna voluta da Sinclair, ma l’apprendista ebbe in sogno i segreti per poterla creare a perfezione e ci riuscì. Il maestro per invidia creò così un’altra colonna, ma quest’ultima, anche se particolare, non arrivò mai alla bellezza di quella dell’apprendista.

Oltre al famoso soffitto indecifrabile, la cappella si distingue anche per una serie di curiosi miti e leggende sorte su di essa e attorno ad essa, infatti pur essendo stata costruita più di un secolo dopo la fine dei Templari essa presenta diversi elementi che richiamerebbero la simbologia ad essi associata (come ad esempio le raffigurazioni di un cavallo con due cavalieri). Inoltre una leggenda vuole che la cappella di Rosslyn sia stata costruita imitandol’architettura del leggendario Tempio di Salomone: mettendo a paragone la pianta della Chiesa di Salomone e quella di Rosslyn, si può notare che la forma è identica. Stando ad alcuni studiosi (ipotesi recentemente ripresa dallo scrittore Dan Brown nel suo romanzo Il codice da Vinci) la cappella di Rosslyn sarebbe il luogo dove sarebbe (o è stato) custodito il Santo Graal, che si narra fosse nascosto nella colonna dell’apprendista; leggenda vuole, che uno studioso recatosi nella Chiesa con un Metal Detector avesse ispezionato tutta la colonna: arrivato a metà colonna, il metal detector cominciò a suonare; l’autorizzazione per compiere delle ricerche approfondite, non è però mai stata concessa.

Altri studiosi però hanno negato sia la similitudine col tempio di Salomone che qualsiasi simbologia templare. Secondo Mark Oxbrow e Ian Robertson “la cappella di Rosslyn assomiglia al Tempio di Salomone come un mattone assomiglia a un libro”, mentre il bassorilievo templare spesso citato mostra un solo cavaliere e la seconda figura è un angelo che tiene una croce. La famiglia St. Clair (poi divenuta Sinclair) inoltre non era in buoni rapporti con i Templari, tanto che William St Clair, nel processo tenuto ad Edimburgo nel 1309, testimoniò in loro sfavore. Molte delle sculture che oggi si vedono nella cappella di Rosslyn non risalgono all’epoca dell’edificazione ma alla seconda metà dell’Ottocento, quando la cappella in rovina venne restaurata da parte dell’architetto David Bryce, che era massone. I tanto discussi “angeli massonici” della parete est infatti sono stati aggiunti in occasione di quei lavori, come moltissime altre sculture negli archi e nelle volte. Lo stesso Robert St Clair-Erskine divenuto Earl di Rosslyn nel 1866 fu Gran Maestro di logge massoniche dal 1870 fino alla morte avvenuta nel 1890.

Da un altro sito:

A 16 km da Edimburgo, Rosslyn fu costruita nel XV secolo dal Conte William di St. Clair, discendente di crociati e di Hugues de Payns, primo Gran Maestro dell’Ordine Templare. Lo schema architettonico del complesso presenta simboli strani esembra rispettare gli schemi della geometria sacra o esoterica, tanto cara al Cavalierato dei guardiani del Tempio. Tra le curiosità che il luogo mostra (o nasconde) ci sono due colonne con sculture di piante sconosciute in Europa prima della scoperta dell’America. Da qui il dubbio che qualcuno della famiglia, abbia visitato l’America prima diCristoforo Colombo. Tra gli altri dubbi: il casato dei St. Clair era discendente di Cristo e della Maddalena, che secondo tradizioni ermetiche si sposarono ed ebbero figli, poi arrivati in Europa. Per questo qualcuno dice che è il nascondiglio del Graal, metaforicamente inteso come Sangue Reale o Sangue di Cristo. Dan Brown fa terminare proprio in questo luogo, la ricerca del Sacro Graal e il suo ottimo romanzo.

 

Stonehenge

L’altranno,partendo da Londra,ho raggiunto in un paio d’ore uno dei luoghi più magici ed incantevoli del pianeta :

Stonehenge *_*

Stonehenge (pietra sospesa, da stonepietra, ed henge, che deriva da hang, sospendere: in riferimento agli architravi) è un sito neolitico che si trova vicino ad Amesbury nello WiltshireInghilterra, circa 13 chilometri a nordovest di Salisbury sulla piana omonima. È composto da un insieme circolare di grosse pietre erette, conosciute come megaliti.

Il sito è stato aggiunto alla lista dei patrimoni dell’umanità dell’UNESCO nel 1986. Le pietre di Stonehenge sono allineate con un significato particolare ai punti di solstizio ed equinozio. Di conseguenza alcuni sostengono che Stonehenge rappresenti un “antico osservatorio astronomico“, anche se l’importanza del suo uso per tale scopo è dibattuta.

Stonehenge all’alba del solstizio d’estate (21 giugno 2005), con una folla di 19.000 persone che hanno aspettato l’alba tutta la notte

Oltre che meta del turismo di massa, Stonehenge è attualmente luogo di pellegrinaggio per molti seguaci del Celtismo, della Wicca e di altre religioni neopagane, e fu teatro di un festival musicale libero tra il 1972 e il 1984; nel 1985 tale festival fu bandito dal governo britannico a causa del violento confronto tra la polizia e alcuni partecipanti che divenne noto come la Battaglia di Beanfield.

  • La pietra dell’altare: un blocco di cinque metri di arenaria verde. Le pietre principali sono composte da una forma estremamente dura di arenaria silicea, che si trova naturalmente circa trenta chilometri più a nord, sulle Marlborough Downs. La struttura interna, conosciuta come “Bluestone Horseshoe” è costituita di pietre molto più piccole, che pesano in media quattro tonnellate. Queste pietre sono state estratte dalle Montagne Preseli, nel Galles sud-occidentale. Sono principalmente di dolorite ma comprendono esempi di riolite, arenaria e ceneri calcaree vulcaniche.

La pietra del tallone
  • La pietra del tallone un tempo conosciuta come Tallone del Frate (in inglese “Friar’s Heel”, un’anglicizzazione del gallese “Ffreya sul”, daFfreyadea celtica della fertilità, e sulgiorno del sole). Un racconto popolare, che non può essere datato a prima del XVII secolo, spiega così le origini del nome di questa pietra:
Il diavolo comprò le pietre da una donna in Irlanda, le avvolse e le portò sulla piana di Salisbury. Una delle pietre cadde nel fiume Avon, le altre vennero portate sulla piana. Il diavolo allora gridò, “Nessuno scoprirà mai come queste pietre sono arrivate fin qui”. Un frate rispose, “Questo è ciò che credi!”, allora il diavolo lanciò una delle pietre contro il frate e lo colpì su un tallone. La pietra si incastrò nel terreno, ed è ancora lì.

Teoria sulla costruzione

Posizione geografica del sito archeologico di Stonehenge

Le pietre più grandi, in gres (dal peso di 25/50 tonnellate), sono state tagliate da una collina distante 30 km dal sito archeologico, e vennero probabilmente trasportate attraverso delle slitte che scivolavano su rulli in legno, tirate con corde di cuoio da decine di uomini.

Le pietre di dimensioni inferiori sono state invece tagliate in Galles, ad una distanza di oltre 200 km dal sito, e vennero trasportate su imbarcazioni.

Le pietre che costituivano gli elementi verticali venivano prima trascinate in corrispondenza di un foro sul terreno, quindi venivano fatte scivolare all’interno del foro con l’ausilio di un sistema di leva appoggiate a un “castello” di tronchi. La pietra veniva poi sistemata in verticale tirandola con delle funi, e il foro veniva riempito con sassi.

Una volta che erano state alzate le pietre verticali, si aggiungeva l’architrave alzandola poco alla volta attraverso la costruzione di un fasciame di legname e l’uso di leve.

Indagini scientifiche

Il primo studio per osservare e capire il monumento venne condotto intorno al 1640 da John Aubrey. Egli proclamò Stonehenge opera dei Druidi: questa idea fu grandemente diffusa da William Stukeley. Aubrey realizzò inoltre i primi disegni con le misure del luogo, che consentirono una migliore analisi della sua forma e del suo significato. Grazie a questo lavoro, fu in grado di attribuire una funzione astronomica o di calendario alla disposizione delle pietre.

L’architetto John Wood intraprese la prima vera accurata indagine di Stonehenge nel 1740. Tuttavia l’interpretazione di Wood del monumento, considerato come un luogo di riti pagani, è stata fortemente criticata da Stukeley, che considerava i Druidi non come pagani, ma come patriarchi biblici. Prima della fine dell’Ottocento John Lubbock riuscì a far risalire il luogo all’età del bronzo, basandosi sul ritrovamento di oggetti di bronzo sulle colline vicine. I primi tentativi identificano le persone che avevano intrapreso questo colossale progetto è stato da tempo smitizzato. Mentre ci sono stati pochi ma preziosi studi sulla via di teorie reali, per determinare chi costruì il monumento o perché; vi può essere un accertamento di ciò che è conosciuto come fatto reale e ciò che è stato smentito.

Datazione radiocarbonica 

La datazione radiocarbonica del sito indica che la costruzione del monumento fu intrapresa intorno al 3100 a.C. e si concluse intorno al 1600 a.C. Ciò consente l’eliminazione di alcune teorie che erano state ipotizzate. La teoria secondo la quale i Druidi erano forse stati gli artefici dell’opera è la più popolare; tuttavia la società dei Celti, che istituì il sacerdozio dei Druidi, si diffuse solamente dopo l’anno 300 a.C. Inoltre è improbabile che i Druidi avessero utilizzato il sito per i sacrifici, dal momento che eseguivano parte dei loro rituali nei boschi o in montagna, zone più adatte di un campo aperto per i “rituali della terra”. Il fatto che i Romani giunsero per la prima volta sull’isola britannica quando Giulio Cesare guidò una spedizione nel 55 a.C., nega le teorie di Inigo Jones e di altri, secondo cui Stonehenge sarebbe stato costruito come un tempio romano.

Primi riferimenti a Stonehenge

Lo scrittore greco Diodoro Siculo (I secolo a.C.) potrebbe fare riferimento a Stonehenge in un passo della suaBibliotheca historica. Citando Ecateo di Abdera, uno storico del IV secolo e “certi altri”, Diodoro dice che “in una terra oltre i Celti” (cioè la Gallia) c’è “un’isola non più piccola della Sicilia” nel mare del nord chiamata Hyperborea, chiamata così perché è al di là del luogo di origine del vento del nord o Borea. Gli abitanti di questo luogo principalmente adorano Apollo, e c’è “sia una magnifica zona sacra di Apollo sia un tempio notevole che è adornato con molte offerte votive ed è di forma sferica”. Alcuni scrittori hanno suggerito che l'”Hyperborea” di Diodoro forse indica la Gran Bretagna e che il tempio di forma sferica può essere un primo riferimento iniziale di Stonehenge. Uno storico locale ha asserito che “il recinto di Apollo” può riferirsi al campo vicino di Vespasiano. Tuttavia l’archeologo Aubrey Burl ha rilevato che altre parti della descrizione di Diodoro la rendono scarsamente adeguata a Stonehenge e al suo circondario. Diodoro dice anche che in quella zona Apollo (intendendo il sole o la luna) “sfiorava la terra ad un’altezza molto bassa”. Tuttavia sia il sole sia la luna si muovono sempre molto al di sopra dell’orizzonte alla latitudine di Stronehenge; è solo 500 miglia più a nord di quanto possano essere osservati che rimangono vicino all’orizzonte.

Dispute su Stonehenge

C’è dibattito circa l’età della costruzione, ma la maggior parte degli archeologi ritiene sia stato costruito tra il 2500 a.C. e il 2000 a.C. L’edificazione del terrapieno circolare e del fossato sono state datate al 3100 a.C.

Dall’inizio dell’Ottocento molte pietre caddero e furono messe nella loro posizione attuale dagli ingegneri vittoriani. Secondo studi recenti i lavori di ristrutturazione si protrassero fino agli anni ’70 del Novecento, introducendo modifiche sostanziali nella disposizione originaria: Certo, ammettono gli archeologi dell’English Heritage, senza tutti questi lavori Stonehenge avrebbe un aspetto molto diverso. Pochissime pietre sono ancora esattamente nel posto dove furono erette millenni fa.

A tre chilometri di distanza da Stonehenge è stato ritrovato da ricercatori della National Geographic Society un villaggio risalente al 2600 a.C. composto da circa venticinque piccole case. Si ritiene che fossero utilizzate per ospitare i costruttori del complesso, o i visitatori di qualche cerimonia.

L’asse di Stonehenge è diretto verso la posizione del sole nel solstizio d’estate. Per tale motivo si pensa che si tratti di un osservatorio astronomico

Si crede che Stonehenge sia una sorta di osservatorio astronomico preistorico in quanto l’asse di Stonehenge è orientato in direzione dell’alba nei solstizi estivi ma non invernali.

Leggende su Stonehenge

Stonehenge è associato alla leggenda di Re ArtùGoffredo di Monmouth disse che il mago Merlino diresse la sua rimozione dall’Irlanda, dove era stato costruito sul Monte Killaraus, da Giganti che portarono le pietre dall’Africa. Dopo essere stato ricostruito vicino ad Amesbury, Goffredo narra come, primaUther Pendragon, e poi Costantino III, vennero seppelliti all’interno dell’anello di pietre. In molti punti della sua Historia Regum Britanniae Goffredo mischia la leggenda britannica con la sua immaginazione; è suggestivo il fatto che colleghi Ambrosio Aureliano con questo monumento preistorico, portando come prova la connessione tra “Ambrosius” e la vicina “Amesbury”. Stonehenge è inoltre associato a molte altre leggende. I Druidi ad esempio utilizzavano queste enormi pietre come templi sacri dove si recavano sovente a pregare.

Progetti che riguardano il sito

In anni più recenti, il sito di Stonehenge, sulla Piana di Salisbury è stato influenzato dalla prossimità della strada A303, tra Amesbury e Stoke, e dalla A344. Nel passato un gran numero di progetti, compresi dei tunnel interrati, sono stati proposti per il sito, e l’English Heritage e il National Trust hanno fatto lunghe campagne per allontanare il percorso delle strade. All’inizio del 2003 il Dipartimento per i Trasporti ha presentato un certo numero di progetti per l’allargamento di strade, compresa la A303. Il 5 giugno la Highways Agency ha pubblicato un piano di massima per il cambiamento di 13 chilometri di strada a Stonehenge, compreso un tunnel di due chilometri che porterebbe la A303 sotto l’attuale tracciato. Il 4 settembre 2003 la Highways Agency ha annunciato una inchiesta pubblica, apertasi il 17 settembre, per valutare se i piani sono adeguati. Molte organizzazioni chiedono un tunnel più lungo che protegga maggiormente il sito archeologico e la campagna circostante. I progetti per il sito comprendono un nuovo centro visitatori che dovrebbe aprire nel 2006. Per il 2008 il nuovo schema di strade dovrebbe essere completato e le vecchie vie aperte.

Repliche 

Ingresso di una replica di Stonehenge

Esiste una replica a grandezza naturale di Stonehenge come sarebbe stato in origine, a Maryhill nello Stato di Washington, costruita da Sam Hill come memoriale di guerra. È persino allineata con l’alba di mezza estate, ma con la vera posizione del Sole sull’orizzonte virtuale, piuttosto che con la posizione apparente del sole sull’orizzonte reale.

Un’altra memorabile replica di Stonehenge appare nel film Spinal Tap.

Una Car-Henge è stata costruita esclusivamente con automobili vicino ad Alliance (Nebraska) dall’artista Jim Reynolds nel 2000.

Non so descrivervi l’emozione nel passeggiare intorno alle pietre colossali (dentro ora non ti ci fanno entrare più :/).

La visita l’ho fatta con un viaggio organizzato che comprendeva altre mete (di cui vi parlerò poi!)per 30 pound soltanto (partenza victoria coach station).Arrivati al sito avevamo un ora di tempo per la visita e le cuffie con la guida automatica che spiegava il tutto nella tua lingua madre.

Un posto stupendo che spero di poter visitare ancora,indelebile nei miei ricordi.