Berlin 2014

10 giorni fa sono partita per Berlino.Si,per l’ennesima volta!La quarta se vogliamo essere precisi!

Il mio ragazzo non c’era mai stato nonostante la sua spiccata indole culturalmente storica e così ho pensato di andarci con lui in occasione del nostro secondo anniversario d’ammmore!

Ho considerato Berlino la mia città preferita per anni ed ora ho cambiato idea.Per carità l’adoro ma ho dovuto rivedere i miei canoni di valutazione….tanto per cominciare quando la promossi tale ero attaccata disperatamente ad un ricordo e per questo mi sembrava chissà cosa..altro che Parigi!

Seconda cosa…la prima volta che la visitai non ero ancora mai stata a Londra e quindi tutta quella rete sotterranea e non di metro/treni mi era sembrata il top dell’efficienza.Dopo Londra assolutamente NO.

Poi sarà anche che ora ci vedo molto poco o che sono appunto abituata a città più “LUMINOSE”…non mi è piaciuto affatto quel buio pesto…Merkel stai risparmiando sulle luci o cosa?!?

Ecco secondo me le cose da fare assolutamente a Berlino:

-Alexanderplatz e la torre della tv (molto carini anche i dintorni dove troverete la chiesa di S.Nicola con il suo graziosissimo quartiere,il municipio rosso…)

-Unter den Linden fino alla Porta di Branderburgo (lungo la via troverete fantastici palazzi barocchi e neoclassici) passando per il Berliner Dom!Imponente.

-Un capitolo a parte andrebbe aperto solo per gli splendidi musei…questa volta non sono andata proprio perchè li conosco a memoria ma ve li consiglio assolutamente!

-Visita al reichstag con la sua bellissima cupola da visitare gratuitamente (prenotate però la visita online!)

-checkpoint charlie…il vecchio confine russo/americano…da li poi io ho effettuato un percorso per ritrovare i vecchi punti “del terrore” ovvero ex sede delle ss,gestapo,fuhrerbunker,ex sede della propaganda.

-i negozi e la stranissima chiesa intorno all’europa center (zona dello zoo)

-Giretto sul 100 o sul 200 (sono due bus pubblici che passano per Alexanderplatz e vi faranno vedere i posti più “famosi” della città…dal piano di sopra!Eh si,anche qui come a Londra ci sono i doubledecker 🙂

-East side gallery…. il pezzo di muro più lungo rimasto…ed il più colorato!

-Potsdamer platz!La mia piazza preferita!Ricostruita totalmente dopo la fine della guerra fredda…un esplosione di modernità grazie ad alcuni dei più famosi architetti al mondo!

Riguardo il cibo….

-In Germania come in Olanda ma anche in Uk….qui c’è Wok to Walk che io adoro ❤

Poi ho mangiato il kebab più famoso di Berlino…delizioso!

Si vede dalla fila!

E poi i famosissimi Curry wurst Berlinesi…sbav!Il popolare CURRY 36 ha botteghini un po’ ovunque

Le immancabili dunkin donuts che una volta mangiavo anche a Roma 😦

My pics 🙂

Quanto sono 80’s ??!hahahha

Adoro i tubi colorati di Berlino ❤

Foto scattata dalla torre della tv….cercate di andare verso le 10,orario di apertura,per evitare code kilometriche!Una volta sopra potete anche accomodarvi nel ristorante/bar girevole!Provato 2 volte,discreto.

Questa fermata della metro (dice la leggenda) è stata realizzata interamente con i marmi presi dal bunker di Hitler.

Al prossimo post per altre foto!;)

Tutto su i Re Magi (e le poche ossa conservate a Milano)

L’ “Epifania”, vocabolo che significa “manifestazione del Signore”. In oriente viene chiamata con il vocabolo più appropriato “Teofania”, manifestazione della divinità del Signore.
E’ in rapporto a questo significato che in quel giorno si ricordano le tre grandi manifestazioni di Cristo-Dio: l’adorazione dei Magi, il battesimo di Gesù (anche se questa festa oggi è spostata alla domenica seguente) ed il miracolo di Cana.
Di queste tre manifestazioni l’episodio dell’adorazione dei magi ha finito col prevalere diventando in occidente l’unico tema della festa, come si deduce dalle omelie del papa S. Leone Magno.
Per divina ispirazione i magi hanno visto in quel bambino, presentato a loro dalla madre Maria, l’atteso delle Genti ed il figlio di Dio.
Con il tempo tale festa ha assunto anche una connotazione missionaria: manifestazione di Cristo-Dio al mondo pagano. I Magi sono visti dalla tradizione cristiana come la ‘primitia gentium’, i primi fra i pagani ad aver riconosciuto e adorato il Signore. Per questo il loro culto fu tanto fortunato, diffuso e radicato tra i convertiti dal paganesimo.
Il tema dell’ “Adorazione” è diventato uno dei classici nell’arte. Solo due riferimenti tra i tanti. Il primo è il già ricordato sarcofago di Adelfia, dove la scena dei magi si riscontra due volte: sul coperchio e sotto il clipeo. Qui la Madonna appare seduta in cattedra e tiene in braccio il Bambino, che si protende nell’atto di ricevere la corona d’oro gemmata offerta dal primo dei tre Magi. L’altro è il meraviglioso mosaico di S. Apollinare Nuovo in Ravenna.
Anche in questo caso la data è probabilmente presa da una festività egiziana. Ci narra infatti Epifanio di Salamina (+ 403) che in Egitto nella notte tra il 5/6 gennaio si celebrava la nascita del dio Sole Aion dalla vergine Kore e contemporaneamente si celebrava la il culto del Nilo.

Mito o realtà

Ma i re magi sono veramente esistiti o si tratta di una leggenda?”.
Vediamo prima il racconto evangelico:

“Gesù nacque a Betlemme di Giudea, al tempo del re Erode. Alcuni Magi giunsero da oriente a Gerusalemme e domandavano: “Dov’è il re dei Giudei che è nato? Abbiamo visto sorgere la sua stella, e siamo venuti per adorarlo”. All’udire queste parole, il re Erode restò turbato e con lui tutta Gerusalemme. Riuniti tutti i sommi sacerdoti e gli scribi del popolo, s’informava da loro sul luogo in cui doveva nascere il Messia. Gli risposero: “A Betlemme di Giudea, perché così è scritto per mezzo del profeta:

E tu, Betlemme, terra di Giuda,
non sei davvero il più piccolo capoluogo di Giuda:
da te uscirà infatti un capo
che pascerà il mio popolo, Israele
“.

“Allora Erode, chiamati segretamente i Magi, si fece dire con esattezza da loro il tempo in cui era apparsa la stella e li inviò a Betlemme esortandoli: “Andate e informatevi accuratamente del bambino e, quando l’avrete trovato, fatemelo sapere, perché anch’io venga ad adorarlo”.
“Udite le parole del re, essi partirono. Ed ecco la stella, che avevano visto nel suo sorgere, li precedeva, finché giunse e si fermò sopra il luogo dove si trovava il bambino. Al vedere la stella, essi provarono una grandissima gioia. Entrati nella casa, videro il bambino con Maria sua madre, e prostratisi lo adorarono. Poi aprirono i loro scrigni e gli offrirono in dono oro, incenso e mirra. Avvertiti poi in sogno di non tornare da Erode, per un’altra strada fecero ritorno al loro paese” (Mt., 2, 1-12).

Oltre ai Vangeli ‘canonici’ (riconosciuti dalla Chiesa come ispirati), ne parlano anche i vangeli apocrifi.
Il Protovangelo di Giacomo, probabilmente anteriore al IV secolo, (cap. 21-23); il Libro dell’infanzia del Salvatore, circa IX secolo, (cap. 89-91); il Vangelo dello Pseudo Matteo, verso il VI secolo, (cap. 16-17); il Vangelo Arabo dell’infanzia del Salvatore, circa la metà del VI secolo, (cap. 7-9); il Vangelo Armeno dell’Infanzia, fine VI secolo, (cap. V, 10) che ci riferisce anche i nomi, accettati poi normalmente nella tradizione. Riporto solo la citazione di quest’ultimo: ” Un angelo del Signore si affrettò di andare al paese dei persiani per prevenire i re magi ed ordinare loro di andare ad adorare il bambino appena nato. Costoro, dopo aver camminato per nove mesi avendo per guida la stella, giunsero alla meta proprio nel momento in cui Maria era appena diventata madre. E’ da sapere che in quel momento il regno persiano dominava sopra tutti i re dell’Oriente per il suo potere e le sue vittorie. I re magi erano tre fratelli: Melchiorre, che regnava sui persiani, poiBaldassare che regnava sugli indiani, ed il terzo Gaspare che dominava sul paese degli arabi”.
E’ anche interessante che il “Libro della Caverna dei Tesori”, scritto nel V secolo d.C., ma riferentesi ad un testo siriaco più antico, descrive i Magi come Caldei, re e figli di re, in numero di tre.

Cominciamo dal termine

La parola ‘mago’ che si usa per indicare questi personaggi non va identificata con il significato che oggi noi diamo. Il vocabolo deriva dal greco ‘magoi’ e sta ad indicare in primo luogo i membri di una casta sacerdotale persiana (in seguito anche babilonese) che si interessava di astronomia e astrologia. Potremo meglio nominarli: studiosi dei fenomeni celesti.
Nell’antica tradizione persiana i Magi erano i più fedeli ed intimi discepoli di Zoroastro e custodi della sua dottrina. Rivestivano anche un ruolo di primo piano nella religione e vita politica.
L’idea del tempo che ciclicamente si rinnova conduceva il mazdeismo (religione della Persia preislamica) alla costante attesa messianica di un ‘Soccorritore divino”, il ruolo del quale sarebbe stato quello di aprire ciascuna era di rinnovamento e di rigenerazione dopo la fase di decadenza che l’aveva preceduta. In tal senso il mazdeismo si collega all’attesa messianica. In questa religione si attendevano tre successive, arcane figure di salvatori e rigeneratori del tempo futuro: l’ultimo di essi, il ‘Soccorritore’, sarebbe nato da una vergine discendente da Zarathustra e avrebbe condotto con sé la resurrezione universale e l’immortalità degli esseri umani. Molte leggende accompagnavano il mito del ‘Soccorritore’, tra le quali: una stella lo avrebbe annunciato. Tenendo conto di questo contesto culturale, non fa meraviglia il comportamento dei magi nella descrizione di Matteo.
Il nome generico di provenienza, Oriente, può indicare diverse regioni.
La Babilonia, Mesopotamia, dove si studiava specialmente l’astronomia. Si deve tener conto infatti che in seguito alla terribile distruzione di Gerusalemme da parte di Nabucodonosor nel 586, gli ebrei sopravissuti furono deportati in Babilonia, dove rimasero fino alla liberazione da parte di Ciro nel 539. L’influsso ebraico si fece sentire in quella regione, dove tra l’altro anche dopo la liberazione rimasero a vivere diverse famiglie ebraiche, e dove fu compilato il Talmud Babilonese. Sicuramente a Babilonia le attese messianico giudaiche erano conosciute.
Sotto questo aspetto potrebbe trattarsi anche della Siria. Seleuco I tra il 305-280 vi aveva fondato la città di Antiochia e vi aveva concentrato numerosi giudei deportati dalla Palestina
Una terza possibilità è che i magi provenivano dalla Media. Questa si basa sullo storico greco Erodoto secondo il quale i magi appartenevano ad una delle sei tribù della Media ed esercitavano molta importanza a corte. Erano sacerdoti e venivano chiamati astrologi, indovini, filosofi.
Niente di strano quindi che un gruppo di questi studiosi fosse guidato verso la Giudea da una singolare posizione delle stelle, da far presagire qualcosa di ‘strano’.
L’episodio dettagliato di Matteo, la domanda di Erode sul ‘tempo’ del sorgere della stella permettono di interpretare in forma storica e non allegorica l’esistenza dei magi e l’episodio della stella (19)
Ancora lo Stramare ci permette una meditazione, oltre la curiosità: “Perché Matteo avrebbe usato il termine ‘ab oriente’, evidentemente molto generico? Senza scartare come risposta la possibilità che Matteo ignorasse effettivamente la località precisa di provenienza, rimane sempre da considerare la sua chiara intenzione di privilegiare in questo racconto l’universalità, contro il particolarismo nel quale era rinchiusa l’attesa ebraica. L’esattezza geografica, infatti, non avrebbe servito in questo caso allo scopo: la chiamata alla fede sarebbe stata estesa semplicemente ad un altro popolo ben determinato, ma non a tutti” (20).

La stella

Molto si è scritto su questa stella. Diverse sono state le ipotesi che possono riassumersi a tre: una cometa, una ‘stella nova’, una sovrapposizione di satelliti.
E’ difficile accettare l’identificazione della stella con la cometa di Halley in quanto comparsa 12 anni prima della nostra era. Precedentemente era stata avvistata nel 240, 164, 88 a.C.; riapparsa anche nel nostro secolo, nel 1910 e nel 1985/86. Del resto nei cieli della Palestina non è apparsa nessuna cometa tra il 17 a.C. ed il 66 d.C.
Non si può neppure pensare ad una ‘stella nova’, bagliore prolungato emesso da corpi celesti invisibili al momento della loro esplosione. Infatti nell’area di Gerusalemme non ne comparve nessuna tra il 134 a.C. ed il 73 d.C.
La Grande Enciclopedia Illustrata della Bibbia (21) sembra propendere per la terza ipotesi, già condivisa a suo tempo da Keplero: “Di tutte le spiegazioni possibili la più probabile rimane quella, in qualche modo accettabile sulle fonti, secondo cui si è trattato di un’insolita posizione di Giove, l’antica costellazione regale. L’astronomia antica si è occupata dettagliatamente della sua comparsa in un preciso punto dello zodiaco e l’ha identificata, sul grande sfondo di una religiosità mitologico-astrale molto diffusa, con la divinità più alta. Essa era importante soprattutto per gli avvenimenti della storia e del mondo, in quanto i movimenti di Saturno erano facilmente calcolabili. Saturno, il pianeta più lontano secondo gli antichi, era il simbolo del dio del tempo Crono e permetteva immediate deduzioni sul corso della storia. Una congiunzione di Giove e di Saturno in una precisa posizione dello zodiaco aveva certamente un significato tutto particolare. La ricerca più recente si lascia condurre dalla fondata convinzione che la triplice congiunzione Giove-Saturno dell’anno 6/7 a.C. ai confini dello zodiaco, al passaggio tra il segno dei Pesci e quello dell’Ariete, deve aver avuto un enorme valore. Essa risulta importante come una ‘grande’ congiunzione e, in vista della imminente era del messia (o anche età dell’oro), mise in allarme l’intero mondo antico”.
Il Prof. Baima Bollone propende per questa possibilità. Si appoggia su conclusioni dell’astronomia che sostiene che la sovrapposizione di Giove con Saturno si verifica ogni 179 anni; nel periodo in esame avvenne proprio nel 7 a.C. e per ben tre volte: 29 marzo, 3 ottobre, 4 dicembre nella costellazione dei Pesci, secondo i calcoli di Keplero. “Betlemme si trova a pochi chilometri da Gerusalemme, proprio nella direzione in cui la luce nella costellazione dei Pesci poteva essere percepita da viaggiatori che giungessero da Oriente. Tradizione, documenti archeologici e calcoli astrofisici confermano che fu soltanto, ed esattamente nel 7 a.C. che nei cieli della sponda meridionale del Mediterraneo e in Mesopotamia si verificò un fenomeno luminoso nettamente percepibile con gli stessi caratteri di quello dell’episodio dei Magi” (22).
Questa ipotesi sembra affascinante; tuttavia diversi biblisti preferiscono seguire una diversa impostazione.
Il Ricciotti commenta: “In questi tentativi, fuor della buona intenzione, non c’è altro da apprezzare, giacché scelgono una strada totalmente falsa: basta fermarsi un istante sulle particolarità del racconto evangelico per comprendere che quel racconto vuole presentare un fenomeno assolutamente miracoloso, il quale non si può in nessun modo far rientrare nelle leggi stabili di una meteora naturale sebbene rara” (23).
Anche lo studioso Andrés Fernández propende per questa linea: “Altri, infine, sostengono che si trattò di una meteora speciale che non si muoveva secondo le leggi naturali… Dobbiamo preferire la terza ipotesi (questa, dopo quella della congiunzione e di Halley – N.d.A.), l’unica soddisfacente. La stella vista in Oriente si presentava con caratteristiche eccezionali; la sua apparizione non si può spiegare in nessun modo come fenomeno comune ed ordinario; resta pertanto esclusa ogni interpretazione puramente naturalistica… I Magi compresero bene che si trattava di qualcosa al di sopra dell’ordine naturale” (24).
Anche “La Sacra Bibbia”, a cura del Pontificio Istituto Biblico di Roma (25) nella Nota al brano di Matteo 2, 2, sostiene la stessa opinione: “La stella, veduta dai Magi, secondo l’opinione più probabile, dedotta dalle sue caratteristiche, era una meteora straordinaria, formata da Dio espressamente per dare ai popoli il lieto annunzio della nascita del Salvatore”.

Le reliquie dei Magi

Una legittima curiosità provoca una domanda: ma poi, che fine hanno fatto i Magi?
Il Vangelo ci informa soltanto che “i magi per un’altra strada sono ritornati al loro paese” (Mt., 2, 12). Altro ufficialmente non sappiamo. Per completare il racconto e rispondere alla domanda non abbiamo fonti certe, ma si devono seguire le tradizioni formatesi nel tempo. Del resto non si deve ritenere inutile la questione dato che nei giorni 19 e 20 dicembre 1998 si è svolto all’Abbazia di Chiaravalle (presso Milano) il convegno: “I tre Saggi e la Stella. Mito e Realtà dei Re Magi”, organizzato da Identità Europea.
Una tradizione ci dice che i Tre, dopo la loro conversione, sono stati consacrati vescovi dall’apostolo Tommaso e morirono martiri all’età tra i 106 e 118 anni. Sarebbero stati sepolti in India (dove l’apostolo Tommaso avrebbe predicato) ma in luoghi separati.
Un’altra tradizione invece ci dice che sono morti in Persia e sepolti insieme in una grande tomba. Secondo questa tradizione l’imperatrice Elena (madre di Costantino), venutane a conoscenza, avrebbe fatto trasportare le reliquie a Costantinopoli in una grande chiesa fatta costruire apposta per ospitarle. Tuttavia in questa città a quel tempo non si riscontra un culto in onore dei Magi.
Alcuni storici sostengono che queste reliquie nello stesso IV secolo furono trasportate da Costantinopoli a Milano da Eustorgio, vescovo di questa città.
Altri infine ritengono che le reliquie sono giunte in Italia con le crociate, dato che prima di questo periodo a Milano non c’è traccia di questo culto.
Una tradizione lega il vescovo Eustorgio ai Magi. A Milano fu dedicata in suo onore una basilica; già nell’XI secolo vi si trovava una urna preziosa chiamata ‘Arca dei Magi’ con una stella sopra un pilastro.
Una cosa sembra certa: nel 1162 si sa che le spoglie dei Magi si trovavano in Lombardia. Infatti in questa data il Barbarossa, che aveva raso al suolo Milano, teneva molto alla conservazione di quelle reliquie per appropriarsene, come garanzia di una particolare compiacenza e protezione da parte di Dio.
Si dice anche che nel XIII secolo i Tartari volessero invadere l’Europa proprio per riprendersi i ‘loro’ Magi.
La presenza delle reliquie nel capoluogo lombardo è testimoniata anche dal culto che si diffuse nella regione. Solo alcuni esempi: nel 1420 nella Certosa di Pavia su un trittico d’avorio sono inserite ben 26 scena della storia dei Magi; nel 1570 in S. Michele a Pavia si affresca una cappella dei Magi; pochi anni prima a Voghera i cistercensi avevano aperto una abbazia intitolata ai Re Magi.
Queste reliquie nel 1164 da Milano sono state trasportare a Colonia in Germania. Attualmente si trovano in una arca-cattedrale nel Duomo di questa città.
Di questo viaggio ci è giunta una particolareggia descrizione del carmelitano Giovanni di Hildesheim nel 1364. Riporta le 42 tappe segnate dall’arcivescovo Reinaldo di Dassel effettuate per il trasporto dell’urna. Il percorso sarebbe: Pavia (dove si trovava il Barbarossa che aveva ordinato il trasferimento), Vercelli, Torino, Alpi.
E Milano? Solo nel 1903 l’arcivescovo di Colonia inviò al suo collega di Milano alcune reliquie consistenti in qualche ossicino.
Queste almeno sono le notizie tramandateci e confermate dal padre Goffredo Viti, professore a Firenze di storia della Chiesa nella relazione, tenuta al Convegno citato, dal titolo: “La reliquie dei Re Magi. Storia di un cammino in terra lombarda”.

QUINDI A MILANO COSA C’è?!??!

Nel transetto della basilica romanica di Sant’Eustorgio a Milano si trova la “cappella dei Magi”, in cui è conservato un colossale sarcofago di pietra (vuoto), risalente al tardo Impero Romano: la tomba dei Magi. 

Secondo le tradizioni milanesi, la basilica sarebbe stata fatta costruire dal vescovo Eustorgio intorno all’anno 344: la volontà del vescovo era quella di esservi sepolto, dopo la sua morte, vicino ai corpi dei Magi stessi. Per questo motivo, con l’approvazione dell’imperatore Costante avrebbe fatto giungere i loro resti dalla basilica di Santa Sofia a Costantinopoli (dove erano stati portati alcuni decenni prima da sant’Elena, che li aveva ritrovati durante il suo pellegrinaggio in Terra Santa).

Nel 1162 l’imperatore Federico Barbarossa fece distruggere la chiesa e si impossessò delle reliquie dei Magi, nel 1164 che fece trasferire al duomo della città tedesca di Colonia, dove ancora oggi sono conservate in un prezioso reliquiario.

Solo nel ventesimo secolo Milano riuscì ad ottenere una parte di quello che le era stato tolto: il 3 gennaio del 1904, infatti, il cardinal Ferrari, Arcivescovo di Milano, fece solennemente ricollocare alcuni frammenti ossei delle spoglie dei Re Magi (due fibule, una tibia e una vertebra), offerti dall’Arcivescovo di Colonia Fischer, in Sant’Eustorgio. Furono posti in un’urna di bronzo accanto all’antico sacello vuoto con la scritta Sepulcrum Trium Magorum (tomba dei tre Magi).

Yatego

Mi permetto di condividere con voi uno dei siti dove spesso faccio shopping.

Yatego

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Fateci un salto,sono tante le promozioni 😉

Enjoy!

Munich e l’Oktoberfest

Sono stata a Monaco la prima volta in gita scolastica.

Ci sono voluta tornare lo scorso anno per il mio compleanno!

Sarà che sono un amante dell’architettura moderna e delle grandi città,però Monaco quella volta mi ha un po’ delusa!

Ma in questo periodo dell’anno Monaco si trasforma in una città in festa continua,grazie alla festa della birra,l’Oktoberfest!

L’Oktoberfest è la festa della birra più famosa al mondo; ogni anno milioni di persone provenienti da tutto il pianeta si recano a Monaco di Baviera, invadendola letteralmente per prendere parte a questa universale manifestazione in onore della “bionda” per eccellenza. Si stimano oltre 6 milioni di presenze con picchi di un milione di persone per ogni giorno del finesettimana. Fiumi di birra, migliaia e migliaia di polli arrosto, centinaia e centinaia di manzi vengono serviti agli ospiti nei meravigliosi stand delle birrerie bavaresi quali Paulaner, HB, Augustiner, Hacker Pschorr, Lowenbrau, Spaten e chi più ne ha più ne metta. 

Il “principe” dell’Oktoberfest è il Maβ, il boccale da birra da litroche vedrete in migliaia di esemplari all’interno dei singoli stand; se volete ordinarne uno dovete chiedere alle splendide signorine dalle braccia grosse e dalle tette prorompenti “Eine Maβ bitte” [in italiano: aine mass bitte]. Vi sconsigliamo vivamente di provare a fregarne qualcuno visto che il servizio d’ordine è assai attento e severo…. Un Maβ costa circa 8 euro; se pagate con una banconota da 10 euro e vi aspettate il resto, chiedetelo, altrimenti verrà inteso come mancia per la nostra supersignorina. Il grosso del suo guadagno infatti non deriva dallo stipendio, ma dalle mance che i clienti lasciano per il singolo boccale. Ogni birreria ha il suo stand dove all’interno troverete panche e tavole invase da centinaia di tedeschi, ma soprattutto da turisti provenienti da tutto il mondo: anche in questa occasione gli italiani la fanno da padroni. Per poter bere bisogna essere seduti, quindi i tendoni sono presi d’assalto fin dal primo mattino per potersi garantire un “comodo” posto dove poi degustare svariati boccali della rinomata birra. Naturalmente la birra che si beve non è quella classica, ma quella prodotta esclusivamente per l’Oktoberfest.

E se proprio non potete andare….qui potete comprare i souvenir online 😉