Welcome Back!Hotel degli Gnomi

Eccomi tornata dopo tanti mesi…è stato un surplus di emozioni,impegni e tanti viaggi!

Nei prossimi giorni spero di recuperare un po’ del tempo perduto!

(Domani vi parlerò della mia stupenda vacanza itinerante di Luglio…in CROAZIA)

Ora però volevo parlarvi di una tipologia di Hotel che sta per aprire i battenti in Romania…L’hotel degli gnomi!

(Ve lo ricordate David lo gnomo??!Quanto mi piaceva!)

Tornando a noi…pare che una coppia,stufa della routine presente nella loro vita..abbia deciso di aprire questo “resort” vicino al centro medievale di Sibiu. Qui sorgerà l’hotel ispirato alle avventure degli hobbit, gnomi, elfi, goonies e altre creature del bosco.

Ad assecondare il sogno della coppia ci ha pensato Ileana Mavrodin, architetto specializzato in progetti a impatto zero. Le costruzioni, ancora in cantiere, saranno tutti di materiale organico. Il nome già lo lascia intendere, Castelul de Lut, in romeno castello d’argilla. I tetti saranno di paglia, le porte un po’ storte, le pareti irregolari di materiali organici, paglia, sabbia, legno e appunto, l’argilla. In tutto ci saranno dieci stanze, con un ristorante specializzato in cucina a chilometri zero, forno a legna e posate ispirati ai racconti dei fratelli Grimm. 

Immagini prese da Facebook.

The Art of the Brick, la mostra di Nathan Sawaya con i Lego

Dal 28 ottobre al 14 febbraio i capolavori di Nathan Sawaya allo Spazio Set in via Tirso

L’artista è Nathan Sawaya, statunitense, che ha lasciato nel 2004 il mestiere di avvocato per dedicarsi a tempo pieno alla costruzione di opere d’arte interamente realizzate con i famosi mattoncini. Nei suoi art studio di New York e Los Angeles ne ha collezionati circa 4 milioni. L’immaginazione ed il talento di Sawaya sono stati protagonisti della sua prima esposizione nel 2007, che ha avuto un enorme successo.

Adesso l’artista debutta a Roma con la mostra allestita al Set – Spazio Eventi Tirso, nel quartiere Salario, dal 28 ottobre al 14 febbraio. “Credo che le mie opere conquistino il pubblico perché i Lego sono giocattoli familiari: così propongo un’arte democratica e accessibile a tutti, in cui ognuno trova il suo approccio” spiega Sawaya, che attraverso una genialità giocosa racconta le emozioni e gli stati d’animo che prova viaggiando o vivendo esperienze quotidiane.

Camminando nel percorso espositivo è possibile trovare oltre 80 lavori in esposti, tutte creazioni in 3D che catturano lo sguardo, creando un mix di colore e movimento, esaltato attraverso la luce e la prospettiva. Si spazia così dalle opere d’arte dei grandi maestri, come “La Gioconda”, “La Venere di Milo” e “L’Urlo”, a figure umane a grandezza naturale, fino a costruzioni di grandi dimensioni come lo scheletro di un dinosauro T-Rex lungo 7 metri. Tutti capolavori reinterpretati e ricostruiti con grande precisione e tenendo sempre a mente l’elemento fondamentale che caratterizza la mostra: la fantasia.

Non è un caso che la Cnn abbia definito The Art of the Brick una delle dieci mostre da non perdere al mondo e che l’arte di Sawaya sia arrivata, oltre che negli Stati Uniti, sino in Australia, Taiwan, Singapore e Cina.  “Il lavoro di Nathan Sawaya – spiega il curatore della mostra Fabio Di Gioia – colpisce immediatamente, forse anche più l’adulto che il bambino. Le opere infatti sembrano tutte facilmente realizzabili: basta avere a disposizione un buon numero di mattoncini e attaccarli secondo uno schema. Ma in The Art of The Brick c’è soprattutto l’elemento del genio, nascosto dal divertissement, che esprime sia l’arte, reinterpretandola, sia la condizione umana. E questo è piuttosto un gioco da adulti”.

{}

Fonte . La Repubblica.

Stadio di Domiziano

Lo Stadio di Domiziano (Circus Agonalis) è il primo esempio di stadio in muratura dell’antichità greco-romana, riservato a competizioni atletiche (corsa, lotta, pugilato).

Fu fatto costruire nel Campo Marzio tra l’85-86 d.C. da Domiziano, sia per offrire al popolo un’ulteriore sede di festa (e di lode dell’imperatore), sia per soddisfare l’imperiale passione per l’atletica.

La localizzazione presso il Tevere ripete quella di uno stadio di legno, provvisorio, fatto costruire da Augusto negli ultimi anni del I secolo a.C. e ricordato da Dione Cassio.

Lo stadio aveva una capienza di circa 30.000 spettatori. Fu restaurato nel III secolo da Alessandro Severo – e da questo gli derivò il nome di Circus Alexandrinus, che mantenne per tutto il medioevo – e restò in uso fino al V secolo.

Durante il medioevo sulle strutture del circo crebbero prima costruzioni povere e successivamente palazzi e chiese che ne utilizzarono i materiali e ne seguirono il perimetro; lo spazio dell’arena tuttavia, benché si andasse lentamente interrando per effetto dei crolli ma anche delle alluvioni del Tevere, non fu mai occupato stabilmente, ed è oggi Piazza Navona. Il piano di calpestìo antico, come si vede dall’affaccio alle arcate su Tor Sanguigna, è più basso di circa 5 metri rispetto a quello moderno, e tuttavia le murature imperiali rimasero sempre parzialmente note, seppur considerate grotte, e con esse la memoria del circo: la chiesa di Sant’Agnese in Agone, ad esempio, era denominata S. Agnese de cryptis Agonis.

Dopo i primi scavi delle cripte nel 1511, che produssero basi e fregi scolpiti, anche il Circo agonale divenne una cava di materiali edili di pregio: Pio IV fece demolire un settore della fiancata su Corso Rinascimento verso Palazzo Madama per costruire il suo casino nei giardini vaticani; materiali dell’altra fiancata servirono man mano per la costruzione di S. Nicola dei Lorenesi, del Palazzo Pamphilj di piazza Navona, del Palazzo Braschi.

Nel 1936, demolendo le costruzioni sul lato nord della piazza, fu infine riportato alla luce un ampio spicchio della curva nord al piano terreno dello stadio, comprendente murature, pilastri, scale alle gradinate superiori. Sopra lo spazio liberato fu costruito un unico ampio immobile dell’INA, ma le murature antiche vennero salvate e rimasero parzialmente visibili dall’esterno e accessibili alle visite. Dal 2014 la valorizzazione e l’uso dello spazio archeologico sono stati affidati a privati; il sito è normalmente visitabile e sede di mostre.

Il resto dell’impianto imperiale giace ancora nelle cantine dei palazzi sovrastanti.

Qui il sito ufficiale con sempre nuovi eventi & tariffario 😉

Covent Garden – Londra – Heartbeat

Fino al 27 Settembre (rimangono pochi giorni!), se vi capita di passare per la city,a Covent Garden potrete ammirare la fantastica installazione dell’artista Francese Charles Pétillon (questa è la sua prima installazione pubblica e la sua prima installazione fuori dalla Francia!).Di cosa si tratta?100,000 palloncini bianchi all’interno del “Vecchio mercato del 19esimo secolo”che ci faranno tornare alla nostra infanzia,childhood a Londra ❤

Non perdetevi questa esperienza emozionante che tanto collima con il fascino di questa zona.

Charles Pétillon in Covent Garden

L’artista :

Weaving its way through the South Hall of the Grade II listed Market Building, Heartbeat stretches 54 metres in length and 12 metres in width, and incorporates gentle pulsating white light to symbolise the beating of a heart and reflect the history, energy and dynamism of the district.

Charles Pétillon said: “The balloon invasions I create are metaphors. Their goal is to change the way in which we see the things we live alongside each day without really noticing them. With Heartbeat I wanted to represent the Market Building as the beating heart of this area – connecting its past with the present day to allow visitors to re-examine its role at the heart of London’s life.

“Each balloon has its own dimensions and yet is part of a giant but fragile composition that creates a floating cloud above the energy of the market below. This fragility is represented by contrasting materials and also the whiteness of the balloons that move and pulse appearing as alive and vibrant as the area itself.”

A pop-up gallery on the Piazza at Unit 5, Royal Opera House Arcade, will showcase Charles’ series of Invasions photographs as well as some of his other work.

The complex yet fragile composition represents Charles’ largest and most ambitious project to date and will run from 27th August until 27th September. 

Charles is best known for Invasions, a series of arresting sculptures which challenge perceptions of everyday scenes by filling the likes of derelict houses, basketball courts and even cars with hundreds of white balloons. 

Settimio Spagnoletto e le Pietre da Inciampo

A via Reginella ,in pieno Ghetto Ebraico Romano,troviamo una delle particolari PIETRE DA INCIAMPO dell’artista  tedesco Gunter Demnig.

(Questa è una delle tante vittime dei lager nazisti di cui l’artista tedesco Gunter Demnig ha voluto tramandare il nome con le sue Stolpersteine (letteralmente tradotto significa “pietre da inciampo”): si tratta di cubetti di pietra, sparsi nei marciapiedi di tutta Europa, ciascuno con un nome inciso; in Italia ha incominciato da Roma, ricordando ebrei, zingari, omosessuali, antifascisti, carabinieri che da qui furono deportati nei lager e lì morirono di stenti o furono uccisi.)

L’intento è depositare, nel tessuto urbanistico e sociale delle città europee una memoria diffusa dei cittadini deportati nei campi di sterminio nazisti. L’iniziativa, attuata in diversi paesi europei, consiste nell’incorporare, nel selciato stradale delle città, davanti alle abitazioni che sono state teatro di deportazioni, dei blocchi in pietra muniti di una piastra in ottone.

L’iniziativa è partita da Colonia nel 1995 e ha portato, a inizio 2015, all’installazione di oltre 50.000 “pietre” (la cinquantamillesima pietra è stata posata a Torino) in vari paesi europei: Germania, Austria, Ungheria, Ucraina,Cecoslovacchia, Polonia, Paesi Bassi, Italia.

La memoria consiste in una piccola targa d’ottone della dimensione di un sampietrino (10 x 10 cm.), posta davanti alla porta della casa in cui abitò il deportato, sulla quale sono incisi il nome della persona deportata, l’anno di nascita, la data e il luogo di deportazione e la data di morte, se conosciuta. Questo tipo di informazioni intendono ridare individualità a chi si voleva ridurre soltanto a numero. L’espressione “inciampo” deve dunque intendersi non in senso fisico, ma visivo e mentale, per far fermare a riflettere chi vi passa vicino e si imbatte, anche casualmente, nell’opera.

Anche se la maggior parte delle “pietre d’inciampo” ricordano vittime ebree dell’Olocausto, alcune sono in memoria di persone, gruppi etnici e religiosi ritenuti “indesiderabili” dalla dottrina nazista e fascista: omosessuali, oppositori politici, Rom, Sinti, zingari, testimoni di Geova, pentecostali, malati di mente, portatori di handicap, etc.

Reazioni

In Germania, soprattutto, all’esordio dell’iniziativa è sorto un dibattito sul fatto che le “pietre” venivano poste davanti al portone di ingresso e il proprietario dell’immobile poteva non sempre gradire l’idea di essere costretto a ricordare ogni giorno le atrocità naziste. A Colonia, per esempio, una “pietra” fu posta lontana dal portone principale, quasi al bordo del marciapiede, vicino alla strada. A Krefeld la controversia riguardò il fatto che le pietre di Demnig ricordavano troppo il periodo in cui i nazisti usavano le lapidi delle tombe ebree come pavimentazione per i marciapiedi. Fu raggiunto l’accordo che la scelta del luogo dove porre una pietra d’inciampo sarebbe stata subordinata all’approvazione del proprietario della casa e, qualora ci fossero, anche dei parenti delle vittime da ricordare.

In alcuni casi, le pietre sono state divelte: a Roma, ad esempio, un caso del genere ha riguardato, il 12 gennaio 2012, alcune pietre d’inciampo posate al numero 67 di via Santa Maria di Monticelli. Pochi giorni dopo si scoprì che l’atto era stato compiuto da un condomino del palazzo di fronte al quale erano state posizionate in quanto “infastidito” dalla loro presenza”.

Luoghi

Pietra d’inciampo dedicata a donPietro Pappagallo, vittima delle Fosse Ardeatine

Roma

Altre 54 pietre d’inciampo sono state collocate l’anno successivo, il 12 e il 13 gennaio 2011, lungo 24 strade di cinque municipi della città (I, II, III, XI e XVII). Contemporaneamente alla posa delle pietre, uno sportello aperto presso la Casa della Memoria e della Storia raccoglieva le richieste di chi volesse ricordare con uno Stolperstein familiari o amici deportati per creare una mappa urbana della memoria. L’iniziativa – di natura privata, ma patrocinata da diversi soggetti sociali, prima fra tutti la Comunità ebraica di Roma – è un work in progress, con sede, per quanto riguarda Roma, presso la Casa della memoria e della storia. Il progetto si svolge sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica, ed è promosso da Aned (Associazione Nazionale ex Deportati), Anei (Associazione nazionale ex internati), Cdec (Centro di Documentazione Ebraica Contemporanea), Federazione delle Amicizie Ebraico Cristiane Italiane, Museo Storico della Liberazione

Nei giorni 9, 10 e 11 gennaio 2012, per la terza edizione di «Memorie d’inciampo a Roma», 72 Stolpersteine dell’artista tedesco Gunter Demnig sono state collocate a Roma. Ecco il percorso per la posa delle pietre:

  • lunedì 9 gennaio 2012
    • via Urbana 2 – per don Pietro Pappagallo;
    • via Madonna dei Monti 82 – 20 pietre, per: Orabona Moscato, Mosè Di Consiglio, Salomone Di Consiglio, Gemma Di Tivoli, Santoro Di Consiglio, Marco Di Consiglio, Franco Di Consiglio, Rina Ester Di Consiglio, Virginia Di Consiglio, Marisa Di Consiglio, Lina Di Consiglio, Cesare Elvezio Di Consiglio, Clara Di Consiglio, Angelo Di Castro, Giuliana Colomba Di Castro, Giovanni Di Castro, Leonello Di Consiglio, Graziano Di Consiglio, Enrica Di Consiglio, Mario Marco di Consiglio;
    • via dell’Argilla 15 – 1 pietra. Richiedente: Francesca Turchetti per Teofrasto Turchetti;
    • viale Giulio Cesare 223, 2 pietre. Richiedente Augusto Piperno per Augusto Piperno, Virginia Baroccio in Piperno;
    • via Monte Zebio 40 – 1 pietra. Richiedente: Bruno Bartoloni per Fritz Warschauer;
    • via Flaminia 21 – 2 pietre. Richiedente: Angela Teichner per Eva Della Seta, Giovanni Della Seta;
  • martedì 10 gennaio 2012,
    • lungotevere Cenci 4: 1 pietra. Richiedente: Bruna Abbina per Michele Sabatello;
    • via della Reginella 10 – 3 pietre. Richiedente: Enrica di Capua per Dora Piattelli, Zaccaria Di Capua, Amadio Di Capua;
    • Via Santa Maria del Pianto 10 – Richiedente: Clelia Piperno per Rosa Sermoneta, Anita Sermoneta, Emma Vivanti;
    • via in Publicolis 2 – 1 pietra. Richiedente: Silvia Anticoli per Angelo Anticoli;
    • via Arenula 41 – 2 pietre. Richiedente: Miriam Grego per Giorgina Guglielma Coen, Angelo Piperno;
    • via Santa Maria in Monticelli 67 – 3 pietre. Richiedente: Emma Aboaf per Letizia Spizzichino, Elvira Spizzichino, Graziella Spizzichino;
    • lungotevere Sanzio 2 – 1 pietra. Richiedente: Sira Fatucci per Amadio Sabato Fatucci;
    • vicolo della Penitenza 24 – 1 pietra. Richiedente: “Progetto Memoria-Roma” per Giuseppe Giusti;
    • via della Luce 13 – 3 pietre. Richiedente: Elisabetta Moscati per Giacobbe Moscati, Benvenuta Calò, Reale Moscati;
    • via Anicia 6 – 5 pietre. Richiedente: Graziella Citoni per Giacomo Guido Citoni, Laura Roccas in Citoni, Carlo Citoni, Giuseppina Anita Citoni, Arrigo Citoni;
    • via Amerigo Vespucci 41 – 5 pietre. Richiedente: Giulia Spizzichino per Mirella Di Consiglio, Marco Di Consiglio, Ada Di Consiglio, Celeste Vivanti, Cesare Di Consiglio;
    • piazza Ippolito Nievo 5 – 1 pietra. Richiedente: Sara Di Cori per Dario Di Cori;
  • mercoledì 11 gennaio 2012:
    • via Alessandro Torlonia 9: 5 pietre. Richiedente: Alessandra Fornari per Adriana Finzi, Fortunata Coen in Finzi, Carlo Finzi, Luciana Finzi, Enrico Finzi;
    • viale XXI Aprile 21 – 3 pietre. Richiedente: Vito Ascoli per Vito Ascoli, Adriana Terracina in Ascoli, Ida Trevi;
    • via Eleonora d’Arborea 1 – 1 pietra. Richiedente: Guido Coen per Raoul Vivanti;
    • via del Peperino – 1 pietra. Richiedente: “ANED, sezione di Roma”, per Fausto Iannotti;
    • via Po 162 – 2 pietre. Richiedente: David Menasci per Laudadio Di Nepi, Silvia Sermoneta;
    • via Paraguay 18 – 4 pietre. Richiedente: Ariela Massarek per Vera Piperno in Pontecorvo, Carlo Pontecorvo, Gianfranco Pontecorvo, Emma Forti in Piperno;
Genova

Genova dopo Roma è la seconda città italiana ad accogliere uno Stolperstein, su iniziativa delle Comunità ebraiche di Genova e Roma, del Centro culturale “Primo Levi” e del Goethe-Institut locale. In occasione del giorno della Memoria, il 29 gennaio 2012 si è così ricordato sul luogo del suo rapimento Riccardo Pacifici, rabbino-capo di Genova deportato ad Auschwitz, dove la morte lo troverà l’11 dicembre 1943.

Merano

A Merano nel maggio del 2012 sono stati collocati 33 Stolpersteine su iniziativa delle scuole superiori della città[8]. A Bolzano è prevista la posa di 25 Stolpersteine[9]; nel 2014 sono state pubblicate le ricerche preliminari che hanno portato all’identificazione delle vittime e dei loro ultimi domicili prima della deportazione.[10]

Torino

Dal maggio del 2014 lo sportello attivato al Museo Diffuso della Resistenza, della Deportazione, della Guerra, dei Diritti e della Libertà ha raccolto le richieste per la posa delle pietre d’inciampo che sono state finora più di 50. In questa prima sessione di pose, l’artista Gunter Demnig ha potuto accontentare per ora solo 27 richieste tra le quali si è posata la cinquantamillesima pietra in Europa, quella dedicata ad Eleonora Levi. L’iniziativa torinese è stata promossa dal Museo diffuso della Resistenza, dalla Comunità ebraica torinese, dal Goethe Institut, dall’ANED sezione di Torino (Associazione nazionale ex deportati). Nelle giornate di sabato 10 e domenica 11 gennaio 2015 sono state posate 27 pietre d’inciampo dedicate a 10 deportati politici e 17 deportati razziali.

Luoghi

Sabato 10 gennaio

• Via Vicenza 23 per Gelindo Augusti, deportato a Mauthausen per motivi politici

• Corso Regio Parco 35 per Lucio Pernaci, deportato a Mauthausen per motivi politici

• Corso San Maurizio 8 per Teresio Fasciolo, deportato a Mauthausen per motivi politici

• Corso Casale 10 per Luigi Porcellana, deportato a Mauthausen per motivi politici

• Via Carlo Alberto 22 per Filippo Acciarini, deportato a Mauthausen per motivi politici

• Via Gioberti 69 per Alfonso Ogliaro, deportato a Gusen e poi a Mauthausen per motivi politici

• Via Aurelio Saffi 13 per Rosetta Rimini, deportata ad Auschwitz perché ebrea

• Via Aurelio Saffi 13 per Lidia Pucci Tedeschi, deportata ad Auschwitz perché ebrea

• Via Duchessa Jolanda 21 per Donato Giorgio Levi, deportato a Mauthausen e poi ad Auschwitz perché ebreo

• Via Giacinto Collegno 45 per Enzo Lolli, deportato ad Auschwitz perché ebreo

• Corso Svizzera 33 per Corrado Lolli, deportato ad Auschwitz perché ebreo

Domenica 11 gennaio

• Via Po 25 per Maria Irene Roscetti in Valabrega, deportata ad Auschwitz perché ebrea

• Via Po 25 per Michele Valabrega, deportato ad Auschwitz perché ebreo

• Via Po 25 per Stella Valabrega, deportata ad Auschwitz perché ebrea

• Via Fratelli Carle 6 per Alessandro Levi, deportato ad Auschwitz perché ebreo

• Via Fratelli Carle 6 per Luciana Levi, deportata ad Auschwitz perché ebrea

• Via Fratelli Carle 6 per Sergio Levi, deportato ad Auschwitz e poi Flossenburg perché ebreo

• Via Fratelli Carle 6 per Germana Garda in Levi, deportata ad Auschwitz perché ebrea

• Via Avogadro 19 per Marianna Sacerdote, deportata ad Auschwitz perché ebrea

• Corso Cairoli 32 per Lina Letizia Zargani, deportata ad Auschwitz perché ebrea

• Corso Massimo d’Azeglio 12 per Eleonora Levi, deportata ad Auschwitz perché ebrea

• Corso Marconi 38/40 per Gino Rossi, deportato ad Auschwitz perché ebreo

• Via Principe Tommaso 42 per Eugenio Nizza, deportato ad Auschwitz perché ebreo

• Via Campana 18 bis per Luciano Treves, ebreo, deportato a Mauthausen e poi a Melk (sottocampo di Mauthausen) per motivi politici

• Via Campana 18 bis per Renato Treves, ebreo, deportato a Mauthausene poi a Gusen per motivi politici

• Via Principe Tommaso 18 per Alberto Segre, ebreo, deportato a Mauthausen per motivi politici

• Via Principe Tommaso 18 per Salvatore Segre, ebreo, deportato a Mauthausen e poi a Ebensee per motivi politici

Venezia

Domenica 12 gennaio 2014 vengono collocate 12 pietre d’inciampo a Venezia. La cerimonia ha inizio alle ore 9 in Campo Santi Apostoli, ove Gunter Demnig posa la prima targa, per poi proseguire lungo un percorso della memoria che si conclude nel Campo del Ghetto Novo davanti alla Casa Israelitica di Riposo.[11]

Viterbo

L’8 gennaio 2015, in via della Verità, in memoria di tre ebrei viterbesi deportati ad Auschwitz nel 1944: Emanuele Vittorio Anticoli, Letizia Anticoli e Angelo Di Porto.

Reggio Emilia

Venerdì 9 gennaio 2015 vengono collocate 10 pietre d’inciampo a Reggio Emilia dedicate a 10 deportati reggiani.[12]. La cerimonia ha inizio alle 10 in viale Montegrappa 18 per poi concludersi alle 12.15. La decima pietra è stata posata a Correggio in provincia di Reggio Emilia. Luoghi:

  • Viale Montegrappa, 18 per Ada Corinaldi, Olga Corinaldi e Bice Corinaldi.
  • Via Emilia San Pietro, 22 per Benedetto Melli e Lina Jacchia.
  • Via Monzermone, 8 per Oreste Senigallia e Beatrice Ravà.
  • Via Monzermone, 10 per Iole Rietti e Ilma Rietti.
  • Piazza San Quirino, Correggio, per Lucia Finzi.

Berlino….again

Tornata da poco dall’ennesima “escursione” Berlinese….che volete farci..è una malattia 😀

Già in precedenza ho pubblicato resoconti e guide in merito a questa splendida città (una delle mie preferite),dove la storia incontra il moderno,con tocchi di alto disagio (vedi sporcizia,droga e post caduta del muro)che però io amo perchè mi fa sentire un po’ a casa 🙂

Qui di seguito una guida un po’ più smart e veloce da consultare :

Ecco secondo me le cose da fare assolutamente a Berlino:

-Alexanderplatz e la torre della tv (molto carini anche i dintorni dove troverete la chiesa di S.Nicola con il suo graziosissimo quartiere,il municipio rosso (RATHAUS)…).Se volete salire sulla torre  conviene stare la per le 9.30 e prendere subito il biglietto.Dopo le 10 si scatena l’inferno di fila!!!

-Unter den Linden fino alla Porta di Branderburgo (lungo la via fantastici palazzi barocchi e neoclassici) passando per il Berliner Dom!Imponente.

Sul lato sinistro (opposto al berliner dom) troverete Bebelplatz (la piazza dove i Nazisti hanno dato fuoco ai libri,vedrete per terra anche un “monumento sotterraneo” per ricordare).Spingetevi oltre le chiese che vi troverete davanti..arriverete ad una delle piazze più belle al mondo (di sera è spettacolare), Gendarmenmarkt .

-Un capitolo a parte andrebbe aperto solo per gli splendidi musei…a destra del berliner dom c’è l’isola dei musei (imperdibile il pergamon museum)ma ne troverete un altro fantastico nei pressi della Philarmonie!

-Visita al reichstag (parlamento) con la sua bellissima cupola da visitare gratuitamente (prenotate la visita online!).Da sopra bella vista della città.Visitate anche i dintorni..ci sono bei parchi e la sede del primo ministro tedesco! Metro Bundestag

-Checkpoint charlie…il vecchio confine russo/americano. Metro Kochstraße.

– La stranissima chiesa intorno all’europa center (zona dello zoo) Metro Berlin Zoologischer Garten

-Giretto sul 100 o sul 200 (sono due bus pubblici che passano per Alexanderplatz e vi faranno vedere i posti più “famosi” della città…dal piano di sopra!Eh si,anche qui come a Londra ci sono i doubledecker 🙂

-East side gallery…. il pezzo di muro più lungo rimasto…ed il più colorato! Metro  Warschauer Str.

-Potsdamer platz!La mia piazza preferita!Ricostruita totalmente dopo la fine della guerra fredda…un esplosione di modernità grazie ad alcuni dei più famosi architetti al mondo (renzo piano ed il suo Sony center in primis)

In via In den Ministergärten, 10117 Berlin  (600 mt da Potdamer Platz) troverete il bunker di Hitler.In realtà c’è solo un cartello sopra a quello che era il bunker (ora un parcheggio)con foto e spiegazioni.

Vi consiglio di prenotare un giro in battello…è molto carino.Ne trovate uno davanti al rispostante di cui vi parlo sotto (Berliner Republik).

Riguardo il cibo….

Vi consiglio di provare assolutamente 3 cose :

  • A Berlino il Kebab è favoloso,dovete andare assolutamente da Mustafà,il più famoso della città (lo vedrete dalla fila).

Lo trovate all’uscita della fermata metro  metro Mehringdamm

  • Berliner Republik: Schiffbauerdamm 8, 10117 Berlin – Metro Friedrichstr. Bhf

Questo locale è il mio preferito.Avete presente la borsa della finanza?Ecco li funziona cosi ma con le birre.Ci sono degli schermi all’interno del locale dove vedrete le quotazioni della birra a seconda di quella più acquistata il prezzo sale e scende,super cool!Il cibo è tipico berlinese,buonissimo e non costoso.

  • Un po’ ovunque troverete CURRY 36, una catena di curry wurst,il wurstel con paprika tipico di Berlino.Assaggiatelo è buonissimo!

Per il biglietto del bus conviene il settimanale :

Ticket 29,50 € weekly – 6,90 € daily

Per qualsiasi domanda non esitate a chiedere,è sempre un piacere per me 🙂

Il Ponte della Musica… Suona!

Finalmente il ponte della musica di Roma da un senso al suo nome!

Per tutto il mese di luglio potremmo partecipare gratuitamente agli eventi musicali che ci proporrà questa nuova iniziativa tutta Romana!

L’iniziativa si chiama “Il Ponte della Musica… Suona!” e si esibiranno le bande di polizia locale e delle forze armate (lato del piazzale Gentile da Fabriano).

Finora si sono esibite la Banda dell’Esercito & la Banda della Polizia Locale di Roma.Il 14 Luglio sarà il turno della Fanfara a Cavallo della Polizia di Stato,della Banda dell’Aeronautica Militare il 16 Lulio,della Banda della Marina Militare il 23 Luglio ed si esibirà  una Banda a sorpresa (anche se sul sito leggo Guardia di Finanza) mercoledì 15 luglio.

https://www.comune.roma.it/PCR/resources/cms/images/20150702_Esercito_1_d0.jpg

L’orario della manifestazione è : 19-20.30.

Per maggiori informazioni potete visitare il sito del Municipio