Polenta take away a Roma! PolentOne

Marco Pirovano,imprenditore bergamasco che si è inventato la polenta d’asporto ha finalmente portato a Roma la sua polenta Take Away.

Il primo take away di polenta in Italia sbarca quindi nella Capitale , una polenteria da asporto con la polenta (la classica gialla e la taragna) in tutte le sue più succulente variazioni: con il ragù di cinghiale, alla boscaiola, alla contadina, con i formaggi, alla griglia, abbrustolita, a spiedino con i salumi. E per gli amanti del dolce, c’è quella con la Nutella.

Marco Pirovano aveva anche partecipato alla trasmissione Shark Tank, dove aveva accolto numerosi proseliti intenzionati ad investire nella sua geniale idea.

 

Attualmente Pirovano ha in franchising sette punti vendita della catena PolentOne: in Città Alta e a Brescia, due a Milano e poi a Trieste, Ballabio (Lecco) e Seregno. Con una novità sull’estero: «In programma l’apertura a Barcellona: se tutto va bene avviamo l’attività in spagna a fine mese – annuncia -. Su Mosca siamo invece in stand-by a causa della situazione geo-politica che ha rallentato i consumi».

Il prezzo è tra i 5 ed i 7 euro (a seconda della porzione) ed il sapore eccelso.

Questo week end….come si dice a Roma …. JE TOCCA!

 

Mercatini di Natale a Bath

Ogni anno, la bellissima zona tra la Bath Abbey e le Terme romane, si trasforma in paradiso dello shopping di Natale grazie al Mercatino di Natale di Bath.

Nel cuore del principale quartiere dello shopping di Bath, 129 chalet tradizionali in legno adornano le strade, ogni stand con un’offerta unica, regali fatti a mano e insoliti, decorazioni e prodotti alimentari.

Grazie al suo mercatino di Natale, la città di Bath, già Patrimonio Mondiale dell’UNESCO sta rapidamente diventando nota come ‘la Città di Natale’. 

Il Mercatino di Natale di Bath, è organizzato e promosso dal Bath Tourism Plus (BTP),  la official destination marketing organisation per Bath e dintorni.

Come Arrivare

Aereo:

Bath è servito dall’Aeroporto di Bristol a circa 30 km.
Da Bristol è possibile prendere un taxi o un pulman

 

The Art of the Brick, la mostra di Nathan Sawaya con i Lego

Dal 28 ottobre al 14 febbraio i capolavori di Nathan Sawaya allo Spazio Set in via Tirso

L’artista è Nathan Sawaya, statunitense, che ha lasciato nel 2004 il mestiere di avvocato per dedicarsi a tempo pieno alla costruzione di opere d’arte interamente realizzate con i famosi mattoncini. Nei suoi art studio di New York e Los Angeles ne ha collezionati circa 4 milioni. L’immaginazione ed il talento di Sawaya sono stati protagonisti della sua prima esposizione nel 2007, che ha avuto un enorme successo.

Adesso l’artista debutta a Roma con la mostra allestita al Set – Spazio Eventi Tirso, nel quartiere Salario, dal 28 ottobre al 14 febbraio. “Credo che le mie opere conquistino il pubblico perché i Lego sono giocattoli familiari: così propongo un’arte democratica e accessibile a tutti, in cui ognuno trova il suo approccio” spiega Sawaya, che attraverso una genialità giocosa racconta le emozioni e gli stati d’animo che prova viaggiando o vivendo esperienze quotidiane.

Camminando nel percorso espositivo è possibile trovare oltre 80 lavori in esposti, tutte creazioni in 3D che catturano lo sguardo, creando un mix di colore e movimento, esaltato attraverso la luce e la prospettiva. Si spazia così dalle opere d’arte dei grandi maestri, come “La Gioconda”, “La Venere di Milo” e “L’Urlo”, a figure umane a grandezza naturale, fino a costruzioni di grandi dimensioni come lo scheletro di un dinosauro T-Rex lungo 7 metri. Tutti capolavori reinterpretati e ricostruiti con grande precisione e tenendo sempre a mente l’elemento fondamentale che caratterizza la mostra: la fantasia.

Non è un caso che la Cnn abbia definito The Art of the Brick una delle dieci mostre da non perdere al mondo e che l’arte di Sawaya sia arrivata, oltre che negli Stati Uniti, sino in Australia, Taiwan, Singapore e Cina.  “Il lavoro di Nathan Sawaya – spiega il curatore della mostra Fabio Di Gioia – colpisce immediatamente, forse anche più l’adulto che il bambino. Le opere infatti sembrano tutte facilmente realizzabili: basta avere a disposizione un buon numero di mattoncini e attaccarli secondo uno schema. Ma in The Art of The Brick c’è soprattutto l’elemento del genio, nascosto dal divertissement, che esprime sia l’arte, reinterpretandola, sia la condizione umana. E questo è piuttosto un gioco da adulti”.

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Fonte . La Repubblica.

Stadio di Domiziano

Lo Stadio di Domiziano (Circus Agonalis) è il primo esempio di stadio in muratura dell’antichità greco-romana, riservato a competizioni atletiche (corsa, lotta, pugilato).

Fu fatto costruire nel Campo Marzio tra l’85-86 d.C. da Domiziano, sia per offrire al popolo un’ulteriore sede di festa (e di lode dell’imperatore), sia per soddisfare l’imperiale passione per l’atletica.

La localizzazione presso il Tevere ripete quella di uno stadio di legno, provvisorio, fatto costruire da Augusto negli ultimi anni del I secolo a.C. e ricordato da Dione Cassio.

Lo stadio aveva una capienza di circa 30.000 spettatori. Fu restaurato nel III secolo da Alessandro Severo – e da questo gli derivò il nome di Circus Alexandrinus, che mantenne per tutto il medioevo – e restò in uso fino al V secolo.

Durante il medioevo sulle strutture del circo crebbero prima costruzioni povere e successivamente palazzi e chiese che ne utilizzarono i materiali e ne seguirono il perimetro; lo spazio dell’arena tuttavia, benché si andasse lentamente interrando per effetto dei crolli ma anche delle alluvioni del Tevere, non fu mai occupato stabilmente, ed è oggi Piazza Navona. Il piano di calpestìo antico, come si vede dall’affaccio alle arcate su Tor Sanguigna, è più basso di circa 5 metri rispetto a quello moderno, e tuttavia le murature imperiali rimasero sempre parzialmente note, seppur considerate grotte, e con esse la memoria del circo: la chiesa di Sant’Agnese in Agone, ad esempio, era denominata S. Agnese de cryptis Agonis.

Dopo i primi scavi delle cripte nel 1511, che produssero basi e fregi scolpiti, anche il Circo agonale divenne una cava di materiali edili di pregio: Pio IV fece demolire un settore della fiancata su Corso Rinascimento verso Palazzo Madama per costruire il suo casino nei giardini vaticani; materiali dell’altra fiancata servirono man mano per la costruzione di S. Nicola dei Lorenesi, del Palazzo Pamphilj di piazza Navona, del Palazzo Braschi.

Nel 1936, demolendo le costruzioni sul lato nord della piazza, fu infine riportato alla luce un ampio spicchio della curva nord al piano terreno dello stadio, comprendente murature, pilastri, scale alle gradinate superiori. Sopra lo spazio liberato fu costruito un unico ampio immobile dell’INA, ma le murature antiche vennero salvate e rimasero parzialmente visibili dall’esterno e accessibili alle visite. Dal 2014 la valorizzazione e l’uso dello spazio archeologico sono stati affidati a privati; il sito è normalmente visitabile e sede di mostre.

Il resto dell’impianto imperiale giace ancora nelle cantine dei palazzi sovrastanti.

Qui il sito ufficiale con sempre nuovi eventi & tariffario 😉

Roma Maker Faire – 16/18 Ottobre

Dal 16 al 18 Ottobre arriva a Roma Maker Faire,la fiera dell’innovazione più grande al mondo che ospiterà oltre 600 invenzioni da 65 nazioni e si svolgerà all’interno della città universitaria La Sapienza.

Maker Faire ha vantato 131 eventi nel solo 2014, ed ha raggiunto oltre 1.5 milioni di visitatori complessivamente, sin dal suo lancio a San Mateo, in California nel 2006, neanche un anno dopo la pubblicazione del primo numero di “Make: Magazine“, la rivista di riferimento per tutti i #makers, nel 2005.

La 9° edizione della Maker Faire Bay Area ha accolto oltre 110 makers ed oltre 130.000 visitatori .World Maker Faire New York, l’altro evento chiave, è cresciuto in quattro anni fino ad ospitare oltre 600 maker e ad accogliere oltre 75,000 visitatori.

Detroit, Kansas City, Atlanta, Milwaukee, Orlando, Rome, Paris, Hannover, Berlin, Trondheim, Oslo, Newcastle (UK), Tokyo Singapore, Taipei, e Shenzhen ospitano altri gli altri eventi di alto profilo, mentre oltre 120 Mini Maker Faire – eventi indipendenti – sono curate da community locali in tutto il mondo, e ispirano e motivano ad innovare le comunità che aggregano intorno a se’.

MAKER FAIRE ROME – The European Edition

Maker Faire Rome è l’edizione europea di Maker Faire. Con oltre 600 invenzioni in mostra nel 2014 e 90 mila visitatori, la Maker Faire Rome è la più grande esposizione al mondo dopo le americane “Area Bay” e “New York”. Quest’anno, dopo il successo delle edizioni 2013 e 2014, sono attese centinaia di invenzioni e attrazioni da 65 nazioni. In programma: live performance, panel, workshop, seminari, conferenze e molte sorprese soprattutto per i più  piccini ai quali sarà riservata una speciale Area Kids ancora più grande e ricca di attività rispetto alle precedenti edizioni.

Maker Faire Rome – The European Edition è organizzata da Asset Camera,  Azienda Speciale della Camera di Commercio di Roma la cui la mission è mettere la città di Roma al centro del dibattito sull’innovazione, attraverso la diffusione della cultura digitale e lo sviluppo dell’imprenditorialità individuale e collettiva, propria del DNA del movimento dei Makers.

È una fiera che unisce scienza, fantascienza, tecnologia divertimento e business e dà vita a qualcosa di completamente nuovo. Maker Faire è una manifestazione nata per soddisfare un pubblico di curiosi di tutte le età che vuole conoscere da vicino e sperimentare le invenzioni create dai makers, invenzioni che nascono dalla voglia di risolvere piccoli e grandi problemi della vita di tutti i giorni.

Maker Faire è un evento pensato per accendere i riflettori su centinaia di progetti provenienti da tutto il mondo in grado di catapultare i visitatori nel futuro.

Non solo una fiera per addetti ai lavori. Alla  Maker Faire, infatti, si possono trovare invenzioni in campo scientifico e tecnologico (dalle stampanti 3D ai wearables, passando per droni, robot e il digital manifacturing) ma anche nuove forme di arte, spettacolo, artigianato, sperimentazioni sul cibo e attrazioni mai viste prima.

Le parole d’ordine della Maker Faire sono: incontro, confronto, formazione, divertimento e interazione.
Il pubblico può sperimentare e provare a giocare con queste nuove invenzioni e l’innovazione diventa alla portata di tutti attraverso percorsi esperienziali in cui i visitatori sono parte integrante della fiera stessa.

È un evento per famiglie in cui sia i bambini che gli adulti vengono coinvolti in centinaia di divertenti attività educative e dimostrative. Un modo per imparare a costruire il proprio smartphone, i propri giocattoli, “stampare in 3d” scarpe, gioielli, borse e perfino ravioli commestibili o anche scoprire come rendere domotica la propria casa con pochi e semplici accorgimenti.

Sono attesi oltre 600 espositori maker insieme a PMI innovative, scuole e  Fab Labs che presenteranno progetti nei seguenti settori:

  • 3D printing
  • 3D scanning
  • Arduino
  • Art
  • Artisans & New Craft
  • Biology
  • Cultural Heritage
  • Drones
  • Education
  • Energy & Sustainability
  • Fabrication
  • Fashion & Wearables
  • Food & Agriculture
  • Games
  • Hacks
  • Home Automation
  • Internet of Things
  • Kids & Education
  • Music & Sound
  • Open Source
  • Recycling  & Upcycling
  • Robotics
  • Science
  • Steam Punk
  • Wellness & Healthcare

Inoltre:

  • Educational
  • Workshops
  • Hackathon
  • Live Talk
  • Attrazioni Spettacolari

Confermata per l’edizione 2015 una speciale Area espositiva dedicata ai progetti dei ragazzi degli Istituti Tecnici e Professionali provenienti da tutta Italia.

I numeri di Maker Faire Rome 2014

La seconda edizione  di Maker Faire Rome (2014) si è conclusa con l’eco di 90.000 persone che hanno guardato e toccato con mano più di 600 invenzioni.

Ben 360 i workshop realizzati per i più piccoli in un’area di 2000mq, popolata da 15.000 kids.

Nel 2014 alla Call4Makers sono arrivati progetti, talk e workshop da 33 nazioni: Italia, Francia, Portogallo, Regno Unito, Germania, India, Belgio, Giappone, Cina, Svizzera, Svezia, Paesi Bassi, Canada, Taiwan, Colombia, Stati Uniti, Irlanda, Spagna, Serbia, Brasile, Bielorussia, Danimarca, Croazia, Polonia, Egitto, Messico, Singapore, Turchia, Marocco, Guatemala, Repubblica Ceca, Australia e Grecia.

Credits: Antonio Amendola/Shoot4Change

Ecco il programma dell’edizione di quest’anno :

Educational day

Venerdì 16 ottobre

Mattina 9.00/13.00Educational Day
Ingresso in fiera gratuito riservato esclusivamente alle scuole (solo su prenotazione)
Per prenotazioni: vai al  Modulo di prenotazione
Per info:  scuole@makerfairerome.eu

Venerdì 16 ottobre

Pomeriggio 14.00/19.00 – Maker Faire Rome.
Acquista i biglietti

Sabato 17 ottobre

h. 10.00/19.00 – Maker Faire Rome
Acquista i biglietti

Domenica 18 ottobre

h. 10.00/19.00 – Maker Faire Rome
Acquista i biglietti

Maker Faire sarà preceduta da importanti eventi

The big hack – Internet of Things

Nel week end dal 9 all’11 Ottobre si terrà THE BIG HACK, una grande maratona di programmazione nella quale i partecipanti sono chiamati a sviluppare applicazioni e progetti su 3 aree quali sicurezza sul lavoro, mobilità e open data.

http://thebighack.makerfairerome.eu/

Qui invece troverete gli espositori 2015.

Che ne dite? 😉

Ottobre Africano – Sapori & Saperi

Nel Mese di Ottobre in molte città italiane (Roma, Torino, Napoli, Milano, Palermo, Reggio Emilia, Bologna, Parma e Varese),Si terranno svariati eventi legati alla cultura, alla tradizione, all’arte e, specialmente, all’identità culinaria di paesi a noi lontani, tra cui il concorso dal titolo Incontro Cucina, realizzato in collaborazione con Slow Food e il Genovino d’oro, in cui i partecipanti dovranno proporre un piatto tipico del loro paese d’origine, e l’iniziativa, che si terrà nelle serate finali del 30 e 31 ottobre, ideata dalla cantante italiana Fiorella Mannoia, madrina di Ottobre Africano, Se solo mi guardassi (che prende il titolo dalla sua prima canzone), con la finalità di favorire la conoscenza di colori, sapori e tradizioni di terre remote. “Ottobre Africano” ha un’enorme importanza; in un periodo in cui si sente parlare in continuazione d’immigrazione, l’evento vuole dimostrare che l’incontro e la comprensione fra persone di diversa provenienza geografica non è un utopia, ma è assolutamente possibile e, soprattutto, necessario: un invito alla tolleranza e alla conoscenza dunque, a cui tutti noi non possiamo che rispondere.

Proprio a questo è finalizzata la 13esima edizione di Ottobre africano, il Festival nato nel 2002 e dedicato alle culture e alle voci più rappresentative dei paesi dell’Africa.

Questo il sito ufficiale : http://www.ottobreafricano.org/

Ecco il programma per la città di Roma :

Domenica 4 Ottobre 2015 – Conferenza e Musica
Ore 18.00 – Conferenza “Società civile e democrazia in Africa” con Dj Awadi (Senegal), Smokey (Burkina Faso), Samsk Le Jah (Burkina Faso)
Ore 21.00 – Dj Set
Circolo Culturale Monk, Via Giuseppe Mirri, 35

Mercoledì 14 Ottobre 2015 – Conferenza e cinema
Ore 17.30 – Attraverso le metropoli: per un’altra idea delle migrazioni
con Mokodu Fall (pittore – Senegal) e Cleophas Adrien Dioma (Dir. Ott. Africano)
Modera Aissata Camara
A cura di Roma-Dakar e Progetto Diritti
Casa del cinema di Roma, Largo Marcello Mastroianni, 1

Ore 18.30 – film DES ÉTOILES di Dyana Gaye (Senegal)
Casa del cinema di Roma, Largo Marcello Mastroianni, 1

Giovedì 15 Ottobre 2015 – Cinema
Ore 16.30 – Film LE FRANC di Djibril Diop Mambéty (Senegal)
Ore 18.00 – Film SAINT LOUIS BLUES, UN TRANSPORT EN COMMUN di Dyana Gaye (Senegal)
A cura di Roma-Dakar e Progetto Diritti
Casa del cinema di Roma, Largo Marcello Mastroianni, 1 

Giovedì 15 Ottobre 2015 – Conferenza e musica
Ore 18.00 – Conferenza: “Sankara e il sogno africano”
Ore 21.00 – Concerto con il gruppo Baba Commandant (Burkina Faso)
Circolo Culturale Monk, Via Giuseppe Mirri, 35

Giovedì 22 Ottobre 2015 – Letteratura
Ore 18.30 – Tavola Rotonda: Essere Africano, pensare in francese, scrivere in Italiano
Institut Français Centre Saint-Louis, Largo Giuseppe Toniolo, 22

Giovedì 22 Ottobre 2015 – Musica
Ore 21.00 – Concerto “Ensemble Couleurs du monde” (Cameroun/R.D.Congo)
Institut Français Centre Saint-Louis, Largo Giuseppe Toniolo, 22

Mercoledì 28 Ottobre 2015 – Libri
Ore 17.30 – Presentazione del libro “In cerca di Transwonderland” di Noo Saro Wiwa (Nigeria) (ed. 66thand2nd)
Casa delle letterature, Piazza dell’Orologio, 3  

Mercoledì 28 Ottobre 2015 – Libri
Ore 21.00 – Presentazione del libro “Tram 83” di Fiston Mwanza Mujila (R.D.Congo),  (ed. Nottetempo)
Nell’ambito del Festival de la fiction française organizzato dall’Institut français Italia/Ambasciata di Francia in Italia.
Bibliocaffè Letterario, Via Ostiense, 95

Giovedì 29 Ottobre 2015 – Libri
Ore 18.30 – Presentazione del libro “Matematica congolese” di In Koli Jean Bofane (R.D.Congo) (ed. 66thand2nd)
Bibliocaffè Letterario, Via Ostiense, 95

NB. Il programma è ancora in via di definizione e si possono essere dei piccoli cambiamenti……

SpeakEasy Roma – The Jerry Thomas

Uno speakeasy, (letteralmente: “parlar piano, con tranquillità, senza tensione”) chiamato anche blind pig o blind tiger, è un esercizio commerciale che vende illegalmente bevande alcoliche. Tali esercizi furono in auge negli Stati Uniti durante il periodo conosciuto come proibizionismo (1920–1933, più a lungo in alcuni Stati). Durante questo periodo, la vendita, la produzione e il trasporto di bevande alcoliche erano illegali in tutti gli Stati Uniti d’America.

Il termine speakeasy sembra essersi originato in Pennsylvania nel 1888, quando la legge Brooks High sulle licenze commerciali aumentò la tassa statale per una licenza di saloon da 50 a 500 dollari. Il numero di bar legali crollò drasticamente, ma alcuni bar continuarono ad operare illegalmente. Kate Hester aveva in gestione un saloon a McKeesport, appena fuori Pittsburgh. Si rifiutò di pagare la nuova tassa e continuò la propria attività. Per evitare che il suo business illegale potesse attirare l’attenzione delle autorità, quando i suoi clienti erano troppo turbolenti, lei li avrebbe zittiti sussurrando “Speak easy, boys!” “Parlate piano, ragazzi!”. Questa espressione divenne comune a McKeesport e si diffuse poi a Pittsburgh.

Una teoria alternativa è che il termine sia semplicemente derivato da un modo di ordinare una bevanda alcolica senza sollevare sospetti — i baristi avrebbero detto ai clienti di stare tranquilli e di “parlare senza tensione”.

Gli speakeasy erano numerosi e popolari durante gli anni del proibizionismo. Alcuni di loro erano gestiti da membri della criminalità organizzata. Nonostante polizia e agenti del Bureau of Prohibition compissero frequenti irruzioni e arresti di proprietari e clienti, erano così redditizi che continuarono a prosperare.

Gli speakeasy contribuirono al cosiddetto Rinascimento di Harlem perché consentirono alla gente di colore di bere e divertirsi al riparo dalla discriminazione razziale.

L’era del proibizionismo ha visto la crescita della criminalità organizzata negli Stati Uniti.

Gangster come Dutch SchultzAl Capone e Lucky Luciano fecero fortuna fornendo illegalmente birra e liquori agli speakeasy di tutto il paese.

Alcuni speakeasy furono utilizzati come abitazioni e uffici dai gangster, che adottarono uno stravagante e facilmente identificabile stile di vita. I gangster di successo venivano identificati dai loro abiti di seta alla moda, dai gioielli costosi e dalle pistole.

A Roma ne troviamo molti (io ne ho provati solo due  ma a Londra).Nascosti in una paninoteca e mimetizzati tra i portoni o all’interno degli stessi bar, questi angoli appartati dove si inneggia al buon bere miscelano cocktail decisamente sopra le righe, previa parola d’ordine.

Il più famoso è senza dubbio il  Jerry Thomas.

Il Jerry Thomas, mecca dei cocktail, vanta il 19° posto nella lista dei 50 migliori bar al mondo. È il capostipite degli speakeasy con tanto di regole: pagamento cash, prenotazione e tesseramento obbligatori, password per accedere (che cambia frequentemente) e infine “il Bartender ha sempre ragione”. Questo locale riunisce quattro mixologist di grande esperienza, Roberto Artusio, Leonardo Leuci, Antonio Parlapiano e Alessandro Procoli, in un progetto che prende il nome dal bartender newyorkese Jerry “the Professor” Thomas. Il menu prevede cocktail sapientemente elaborati, a base di gin, rum, barbon, assenzio, cognac, maraschino, vermouth italiano, barolo chinato e bitter aromatizzati preparati in casa. Preparatevi bene all’esperienza del cocktail d’autore e non dimenticatevi la parola d’ordine per entrare (basta rispondere a una domanda, che trovate sul sito).

The Jerry Thomas, Vicolo Cellini 30, Roma. Sito. Tel. 06 9684 5937

Per vedere tutti gli speakeasy della capitale non dovete far altro che cliccare qui.

Enjoy!