Pinzimonio….a Roma Cazzimperio :D

Sabato ho fatto l’aperitivo con degli amici del mio ragazzo.All’arrivo di questo piatto ho esclamato “Il cazzimperio!” e nessuno capiva cosa stessi dicendo ahahaaaha Ovviamente sapevo si trattava di un espressione dialettale…Ecco qui :

Con pinzimonio (cazzimperio [dial.] altrimenti detto “zalimperio”, o “cacimperio”) si indica propriamente una salsa a crudo fatta con olio d’oliva, sale e pepe, in cui si possono intingere ortaggi crudi quali sedano, carote, carciofi e simili.

Taluni sogliono indicare con questo termine una specie di fonduta a base di formaggio.

Il termine cazzimperio, prettamente romanesco, è di etimologia incerta, anche se la tesi più avvalorata è che derivi dall’italiano arcaico “cazza”, il cui significato è quello di mestolo, arnese usato dagli alchimisti. Codesto termine viene citato in una poesia del 1942 diTrilussa, e in un sonetto del 1831 di Giuseppe Gioachino Belli che recita:

« “La bbotta de fianco”
[…]Scappò allora ridenno er sor Zaverio:
«Co ssale e ppepe e cquattro gocce d’ojjo
poderissimo facce er cazzimperio»[1] »

I termini “pinzimonio” e “cazzimperio” sono stati usati anche da Roberto Benigni nel suo show Tuttobenigni 95/96; infatti all’inizio dello spettacolo l’attore si finge un politico intento a fondare il “Partito del Pinzimonio”, termine per il quale il maestro Nicola Piovani ha inciso una canzone omonima.

Panificio Nazzareno

Se avete voglia di un locale easy dove poter mangiare di tutto,dai piatti tradizionali romani a piatti sfiziosi o pizza,passando per i dolci e dove gustare anche un ottimo apertivo/cornetto/panino…a Ponte Milvio trovate Panificio Nazzareno.

Ecco le foto di una mia cenetta a base di Hamburgher (Vegetariano e non)

Oltre ad essere il cibo delizioso è carinissimo il locale (e con prezzi non eccessivi!).Una parte confina con la cucina a vista,esperienza molto particolare,ed una parte è contenuto in una “grotta” dove perderete anche a pranzo il senso del tempo.

Enjoy!

A tutto cibo!

Ultimamente ho sperimentato un po’ di cose che mi incuriosivano :

La nuova ricotta Galbani

Farcigusto Buitoni

Pasta salmone ed avocado

Pane al carbone con brie e salmone e per ultima la fonduta di formaggio…. pinguedine a noi!

I canederli

I canéderli o Knödel dal ted. Knot (nodo, grumo) o knedlíky in ceco sono un primo piatto tipico della cucina tedesca sudorientale, austriaca, ceca, slovacca, polacca, trentina e altoatesina. Si tratta di grossi gnocchi composti di un impasto a composizione variabile di pane raffermo.

Mentre nella cucina tedesca questi grossi gnocchi sono molto diffusi con uno sterminato novero di varianti e nomi differenti (oltre a Knödel anche Klöße), nella cucina italiana sono presenti unicamente nelle cucine regionali dell’Alto Adige e del Trentino (quando questi facevano parte della Contea austriaca di Tirolo), del Friuli, della Venezia-Giulia, dell’alto Veneto e dell’alta Valtellina. In particolare, “canederli” è un termine tradotto diKnödel, e che si riferisce unicamente alle ricette di Knödel più diffuse nel Tirolo. In friulano i canederli sono chiamati chineglis o chineghi. A Trieste vengono chiamati gnochi de pan (gnocchi di pane). Nelle valli ladineprendono il nome di bales o balotes, da bala (sfera, palla).

Sapevate che nella cappella del Castel d’Appiano si trovano affreschi romanici che ritraggono una signora che mangia i Canederli?Per gustare questi meravigliosi canederli nel loro luogo di nascita,sappiate che da fine settembre a inizio ottobre vengono organizzate delle settimane gastronomiche in onore del piatto probabilmente più tipico dell’Alto Adige.A Castelrotto,per esempio,hanno luogo ogni anno le settimane “Canederli & canederli”.

Ecco quelli che ho preparato io : Canederli allo speck

Ferdinand Cheval

Ferdinand Cheval, un postino francese privo di  formazione architettonica o artistica accademica, ha impiegato 33 anni per la costruzione di questa struttura straordinaria, denominato “Palais Ideal”, “Palazzo ideale”.  O forse è meglio dire “immaginario”. Una reggia su scala ridotta (350 metri quadrati) costituita da rocce di strane forme,  cementate insieme: la costruzione del palazzo iniziò nel 1879 e fu completata nel 1912. Cheval iniziò a realizzarlo dopo essere inciampato su una pietra. Da quel momento l’idea, le tasche e la tracolla piene di sassi e decine e decine di miglia per raccogliere e collezionare pietre e ciottoli di forme stravaganti. Oggi, rappresenta un particolare esempio di architettura naïf e nel tempo ha sollecitato  la curiosità di artisti come André Breton, Max Ernst e Pablo Picasso Il Palais Ideal si trova a Hauterives, una città nel sud est della Francia. E ‘aperto quasi tutto l’anno per le visite e  spesso è utilizzato per  concerti e mostre d’arte.  Nel 1969 è stato riconosciuto monumento nazionale francese.

Francia, il capolavoro del postino che stregò Picasso: costruì una reggia in 33 anni (con rocce e ciottoli)

Francia, il capolavoro del postino che stregò Picasso: costruì una reggia in 33 anni (con rocce e ciottoli)

Francia, il capolavoro del postino che stregò Picasso: costruì una reggia in 33 anni (con rocce e ciottoli)

Francia, il capolavoro del postino che stregò Picasso: costruì una reggia in 33 anni (con rocce e ciottoli)

Francia, il capolavoro del postino che stregò Picasso: costruì una reggia in 33 anni (con rocce e ciottoli)

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