Palazzo Massimo alle Colonne

Il Palazzo Massimo alle Colonne è un palazzo rinascimentale di Roma che sorge in corso Vittorio Emanuele II.

L’edificio rappresenta il capolavoro dell’architetto Baldassarre Peruzzi e fa parte di un complesso edilizio più vasto e di più antica storia, sede della famiglia Massimo (o Massimi). Il palazzo è infatti costituito dall’unione di tre corpi di fabbrica.

Il primo palazzo Massimo fu costruito nel Quattrocento, sui resti dell’Odeon di Domiziano. Il nome stesso del palazzo sembra che derivi dalle colonne che erano presenti in quel luogo fin da prima della costruzione dell’edificio e delle quali, nella retrostante piazza dei Massimi, sopravvisserro alcuni resti: infatti è ancora visibile una colonna dell’antica struttura romana. Questo primo edificio è conosciuto anche come palazzo di Pirro, in quanto negli scavi di fondazione fu rinvenuta una statua del dio Marte erroneamente ritenuta una raffigurazione del condottiero Pirro, capo del regno di Epiro, antagonista di Roma, sconfitto nel 275 a.C.

Nel 1532, per celebrare le nozze di Angelo Massimo con Antonietta Planca Incoronati, la facciata di tale primo Palazzo Massimo venne decorata con pitture monocrome.

Nel 1532, dopo i danni e l’incendio provocato durante il sacco di Roma, il complesso fu ristrutturato ed ampliato su progetto di Baldassarre Peruzzi che aggiunse il corpo di fabbrica, con il prospetto non più su piazza dei Massimi ma sulla strada opposta, l’odierna corso Vittorio Emanuele II, e che oggi è quello maggiormente conosciuto come “palazzo Massimo alle Colonne”.

La facciata del palazzo cinquecentesco è porticata e curvilinea, adattandosi a quella dell’Odeon di Domiziano, un teatro coperto del I secolo, ed è più larga di quanto non sia in realtà il palazzo, contribuendo a renderlo più maestoso e imponente. Infatti, la struttura si inserisce in un lotto di dimensioni irregolari, così da presentarsi con una pianta ad L, articolata intorno ad un cortile. Inedita è pure la conformazione dei portici del cortile, costituiti da due logge architravate sovrapposte, chiuse alla sommità da un terzo piano aperto da finestre rettangolari larghe quanto il sottostante colonnato. Nella realizzazione della facciata riprende una tecnica adottata dal Bramante inPalazzo Caprini (1508-10 poi successivamente distrutto), che a sua volta lo aveva recuperato da tecniche costruttive antiche, che consiste nella realizzazione del finto bugnato a stucco, o meglio mediante il getto di malta in casse forme di legno, facendogli assumere la consistenza visiva della pietra bugnata.

Tutte queste soluzioni fanno del Palazzo Massimo una delle più interessanti fabbriche della cultura manierista. [2]

L’interno, non visitabile, è costituito da sontuose stanze e ambienti. Notevole è il soffitto affrescato da Daniele da Volterra e raffigurante la vita di Fabio Massimo, il condottiero romano presunto antenato della famiglia nobile che vi abita. L’adiacente Palazzo di Pirro è al giorno d’oggi annesso al Palazzo Massimo e presenta sulla facciata decorazioni ad encausto di Polidoro da Caravaggio, le meglio conservate a Roma, secondo l’opinione di molti[senza fonte].

Nel 2002 è stata restaurata la facciata, visibile in occasione dell’apertura annuale del palazzo.

Il palazzo è aperto ai visitatori ogni 16 marzo, in occasione della commemorazione, nella cappella di famiglia al secondo piano, della miracolosa, breve, resurrezione di Paolo Massimo, riportato in vita nel 1583 per intercessione di Filippo Neri.

I palazzi dei Massimo al centro di Parione

Il palazzo Massimo alle Colonne affaccia dagli anni 1880-90 su Corso Vittorio, via inesistente nei secoli della sua costruzione, tracciata dopo l’unità d’Italia come strada di scorrimento per collegare piazza Venezia con ilVaticano e i nuovi quartieri oltre Tevere, i Prati di Castello.

Osservando i particolari della mappa qui a fianco si evidenziano le principali emergenze architettoniche circostanti:

  • I palazzi Massimo (indicati entrambi con il numero 625, caso rarissimo, se non unico, nella mappa) occupano come s’è visto un isolato di antico insediamento saldamente piantato su murature romane monumentali: allo stesso isolato appartiene uno dei pochissimi edifici medioevali conservati in Roma, quello su vicolo della Cuccagna, tra i palazzi Massimo e piazza Navona, indicato con il numero 622, e confinano con la chiesa di san Pantaleone (a sinistra) con annesse Scuole pie (num. 624) e a destra con il Palazzo della Compagnia dei SS. XII Apostoli (num. 626), parzialmente demolito e ristrutturato per l’apertura di corso Rinascimento.

Nel raggio di 200 metri si trovano (indicati nella mappa):

  • al n. 621 il Palazzo Caracciolo di Santobuono già Orsini (ricostruito nel 1790 come Palazzo Braschi);
  • al n. 623 il Palazzo Torres Lancellotti Massimo[3], facciata su piazza Navona;
  • al n. 799 il Palazzo della Sapienza;
  • al n. 627 c’era un palazzo Trulli, demolito per fare spazio al tracciato di corso Vittorio;
  • al n. 775 la chiesa di Sant’Andrea della Valle;
  • al n. 647 il Palazzo della Cancelleria

Palazzo Massimo alle Colonne è aperto al pubblico solo per una mattina all’anno. E precisamente il 16 marzo (il giorno dell’avvenuto miracolo appunto) dalle 7 alle 13. Peccato sia di lunedì quest’anno 😦

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