Turismo a Chernobyl

Uno dei miei sogni (credo che rimarrà tale) è quello di visitare l’ormai abbandonata cittadina di Chernobyl,o meglio la città di Pripyat.

Se pensiate che sia pericoloso …beh ovviamente con le dovute precauzioni…

Tour di Chernobyl
Ogni anno circa 6000 turisti visitano la città di Pripyat, oggi una città fantasma, rimasta cristallizzata a quel lontano aprile di 25 anni fa. Il tour, non autorizzato dalle autorità preposte, ha riscosso un discreto successo tanto da aver indotto, lo stesso governo ucraino, ad ufficiarlo perché Chernobyl è diventato, oramai, uno dei posti più visitati dell’Ucraina. Se non si rimane a lungo nei dintorni di Chernobyl, il rischio radiattivo non è elevato. Il tasso di radiazioni si è ridotto molto ma è importante prendere le giuste precauzioni come non toccare nulla, non uscire fuori dalla zona indicata. Turismo dell’orrore o della memoria, comunque si voglia chiamare, oggi Pripyat si apre al risvolto della medaglia che mostra il fianco alla riflessione e al ricordo. Il tour di Chernobyl è anche una piccola macchina da soldi. Il costo della visita , dalla durata di circa 4 ore, oscilla dai 400 dollari a persona ai 160 dollari procapite, se in gruppo. Alcune società private si occupano della visita. Tour2Chernobyl, è una di queste. I dettagli del tour di Chernobyl sono presenti sul sito della società con tanto di immagini, video, informazioni utili, calendario e prenotazione online.

Il disastro di Chernobyl, ferita ancora aperta
Sono passati ben cinque lustri da quel 26 aprile del 1986 quando la centrale nucleare di Chernobyl subì un incidente che mostrò tutta la vulnerabilità del complesso atomico. Ancora oggi la centrale nucleare ha bisogno di nuovi interventi e il tasso di radiazioni, nonostante siano passati tutti questi anni, rimane ancora alto anche se sotto controllo. Negli ultimi mesi il ricordo di quel terribile giorno e del periodo che ne seguì, è stato tristemente ricordato, non solo perché scandito da un compleanno importante (25 anni dalla tragedia), ma anche perché un’altra centrale, questa volta nel tecnologico Giappone, a Fukushima, ha mostrato tutto la fragilità, in seguito ad un devastante terremoto. In Italia, intanto, il dibattito sul nucleare è diventato di stretta attualità, nonostante il rischio è stato sempre alto a causa di alcune centrali atomiche dei Paesi vicini che sono state costruite, chissà perché, proprio sui nostri confini.

QUI UN INTERESSANTISSIMO REPORTAGE

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