Coin Excelsior Roma

Inaugurata ieri la Coin Excelsior di Roma (sede della vecchia Coin di via cola di rienzo) mentre il reparto food EAT’S è stato inaugurato giovedì 10 aprile.

Nello store romano di via Cola di Rienzo, 4.300 metri quadrati su tre livelli, oggetto di una ristrutturazione che è servita a ridefinire un ambiente caro a chi abita e lavora nella zona di Prati, Beraldo punta al definitivo rilancio del gruppo: «Coin aveva smesso di funzionare, nove anni fa ho preso in mano un’azienda in fase altamente critica sotto tutti i punti di vista. Abbiamo deciso di puntare sul department store e ce l’abbiamo fatta. Non aveva marche, ora inauguriamo il primo Coin Excelsior a Roma». E «malgrado il mercato italiano sia drammaticamente franato punendo chiunque faccia moda in Italia», aggiunge Beraldo, «Coin è rimasta stabile negli anni. Ci sono segnali di ripresa. Il mercato non è cosi negativo come nella seconda parte dell’anno scorso. Coin sta facendo +3% e crescono anche i brand del gruppo. Upim cresce del +2%, Excelsior del +10%. Abbiamo inoltre incrementato quote di mercato Oviesse da 4,40 a 4,80. Puntiamo infine molto sul marchio Eat’s una creatura piccola con un grande plus. Eat’s non è il format universale, ma un progetto a cui teniamo davvero molto».

Coin rinasce con Excelsior Roma

 

 

 

 

 

 

Personalmente non condivido questa scelta….ero un affezionata cliente del “vecchio stile”…ora di certo non potrò più permettermi i loro “prodotti”…

Ostia Antica

Scoperta una parte di Ostia Antica fino ad oggi ‘segreta’, più grande di Pompei. Recenti indagini archeologiche svelano infatti che l’area era molto più vasta di quanto ritenuto. La Soprintendenza archeologica di Roma parla di “risultati eccezionali: nel I secolo a.C, il Tevere non chiudeva la città a nord, ma la divideva in due parti”.

 

Torri, magazzini, nuove mura di cinta e tracciati stradali finora sconosciuti. Ostia antica “diventa ora una vera e propria città” e rivela tutta la sua grandezza, come nessuno l’aveva mai immaginata fino a oggi. Per la prima volta, la sua pianta integrale scavalca le sponde del Tevere e arriva fino a Isola Sacra, nella zona settentrionale del fiume. Una scoperta archeologica “eccezionale” partita nel 2007, a pochi chilometri dall’aeroporto internazionale Leonardo da Vinci, quando una squadra di archeologi italiani e inglesi ha intrapreso indagini geofisiche nell’area che si estende fra gli antichi scali marittimi di Portus e di Ostia. Un impegno che ha visto lavorare insieme Angelo Pellegrino e Paola Germoni della soprintendenza speciale per i beni archeologici di Roma e i professori Simon Keay della University of Southampton-British school at roma e Martin Millett della university of cambridge che hanno diretto archeologi e geofisici nell’ambito del Portus project.

I risultati della ricerca sono stati presentati oggi a palazzo Massimo dalla soprintendente ai beni archeologici di roma, Mariarosaria Barbera, Paola Germoni, Simon Keay e dall’archeologo Fausto Zevi. “E’ una sorpresa – ha detto Barbera – ma anche il risultato di una progettazione comune che ha trovato terreno fertile non solo con gli accordi con gli istituti stranieri, ma che affonda le sue radici nella politica di tutela degli anni sessanta. Il vincolo apposto nel ’62 – ha specificato Barbera – ha consentito la conservazione e il successivo varo di questo progetto a cui la soprintendenza pensava da molto tempo. I risultati sono strepitosi e ci inducono a ben sperare nel futuro”, anche se “non sara’ più sotto forma di campagne di scavi, che non ci possiamo più permettere, ma sarà con scavi mirati sulla base dei risultati della ricerca geofisica”.