Roma – San Clemente e le parolacce in chiesa

Conoscete la Chiesa di San Clemente con i suoi “racconti a fumetti” ? Certo, chiamarli così suona strano, ma nel medioevo, quando coloro che sapevano leggere e scrivere erano una privilegiata minoranza, nelle chiese erano raffigurate le sequenza delle storie memorabili di santi oppure fatti tratti dal Vangelo. Una di queste storie, tratta da un affresco risalente all’XI secolo, racconta la storia di Sant’Alessio e Sisinnio: in questa prima “striscia” della storia si narra infatti che il prefetto di Roma Sisinnio, pagano e per ciò stesso ignorante e malvagio, avesse dato ordine di arrestare il Papa. Ma per un caso miracoloso, i soldati non avevano legato il Santo Padre, ma una colonna e, per quanto tirassero, non riuscivano ovviamente a spostarsi di un centimetro. Da qui le ire del prefetto che, in perfetto italiano grida: “Fili de le pute, trahite!” (“Figli di puttana! Tirate!”). Anche in chiesa ha trovato posto una parolaccia!

La chiesa risale al XII secolo, quando papa Pasquale II (1050 – 1118) la ricostruì utilizzando molti materiali di un precedente edificio (la cosiddetta basilica inferiore) risalente al IV secolo e a sua volta impostato su costruzioni romane di I-II secolo e su un tempio del dio Mitra. Per rendersene conto, basta dare un’occhiata, per esempio, ai plutei marmorei della schola cantorum, databili al VI secolo. Ad epoche successive sono riferibili invece numerosi elementi dell’interno, nonché la facciata sobriamente barocca.
Indirizzo: via Labicana, 96
Sito ufficiale della Basilica di San Clemente: www.basilicasanclemente.com 

Info: +39 06 7740021   segreteria@basilicasanclemente.com 

Twitter: @Basilica_Roma