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Ha aperto ieri nell`est di LONDRA Lady Dinah’s Cat Emporium, un cafe` che “offre ” la compagnia di 11 gatti…

The cafe's website crashed as cat-lovers scramble to book a table

The UK's first cat cafe Lady Dinah's Cat Emporium opened today in Shoreditch, London

Cat cafes are already hugely popular in Taiwan, China and Japan - with over 100 already established in Tokyo

The crowd-sourcing of £100,000 was met in just two months

Two moggies await customers at Lady Dinah's Cat Emporium, which opened its doors this morning

LINK all’articolo uk 😉

R O M E

Vi segnalo questo link carinissimo su Roma (in english)

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Villa d’Este – Tivoli

Venerdì,nonostante la pioggia incessante,sono stata con una mia amica a Villa d’Este!

Bellissima!!!Non vedo l’ora di visitare anche le altre due ville di Tivoli…Villa Adriana e Villa Gregoriana.

Ecco qualche mia foto :

Il Tempio di Vesta è un tempio di epoca romana situato nell’acropoli di Tivoli (RM).

Costruito sul finire del II secolo a.C., in epoca medievale fu trasformato in una chiesa. Quindi, successivamente, fu ripristinato quanto restava dell’antica struttura; tracce di pitture cristiane sopravvissero fino all’inizio del XX secolo.

Il tempio a pianta circolare è di tipo monoptero, di 14,25 metri di diametro, su un podio in calcestruzzo alto 2,39 metri, cinto in origine da un ordine architettonico in travertino con 18 colonne d’ordine corinzio, finemente intagliate e scanalate. Restano solo 10 colonne sorreggenti una trabeazioneil cui fregio è decorato con bucrani e festoni. All’interno, la cella presenta muri in calcestruzzo[1], trattati ad opus incertum. Se deriva dalla tradizione templare medio-italica l’alto basamento cilindrico rivestito in conci di travertino ad opus quadratum, il soffitto a cassettoni del portico anulare è un ulteriore elemento di evidente derivazione ellenistica. Sul tutto doveva innalzarsi un tipico tetto conico.

La villa d’Este di Tivoli è un capolavoro del Rinascimento italiano e figura nella lista dei patrimoni dell’umanità dell’UNESCO.

La villa fu voluta dal cardinale Ippolito II d’Este, figlio di Alfonso I e di Lucrezia Borgia (Ferrara 1509 – Roma1572), su un sito che già in antico era stato sede di una villa romana.

La storia della sua costruzione è legata alle vicende del suo primo proprietario: per l’essenziale contributo dato dal cardinale d’Este alla propria elezione, nel 1550papa Giulio III del Monte volle ringraziarlo nominandolo governatore a vita di Tivoli e del suo territorio. Il cardinale arrivò a Tivoli il 9 settembre e vi fece un’entrata trionfale, scoprendo però che gli sarebbe toccato di abitare in un vecchio e scomodo convento annesso alla chiesa di Santa Maria Maggiore, edificato secoli prima dai benedettini, ora tenuto daifrancescani e parzialmente riadattato a residenza del governatore.

Ippolito era abituato a ben altro, nella sua Ferrara e anche a Roma, ma l’aria di Tivoli gli giovava e inoltre – grande cultore di antichità romane – era molto interessato ai reperti che abbondavano nella zona. Sicché decise di trasformare il convento in una villa. Questa sarebbe dovuta essere la gemella del grandioso palazzo che stava contemporaneamente facendo costruire a Roma, a Monte Giordano; in modo che, mentre il palazzo romano doveva servire ai ricevimenti “ufficiali” nell’Urbe, la villa di Tivoli fungesse da piacevole luogo d’incontri e colloqui più lunghi e meditati. Non a caso il luogo in cui sorse la villa aveva il nome di “Valle Gaudente”.

I lavori furono affidati all’architetto Pirro Ligorio affiancato da un numero impressionante di artisti e artigiani. La realizzazione della fabbrica seguì però le vicissitudini curiali del cardinale governatore, destituito nel 1555 dal papa Paolo IV Carafa, poi ripristinato nella carica da papa Pio IV nel 1560, poi danneggiato nelle prebende dai pessimi rapporti di papa Pio V con i francesi, che erano da sempre i suoi grandi alleati. Si dovettero inoltre acquisire i terreni necessari da ben due chiese appartenenti a ordini diversi, operazioni che durarono fino al 1566, e convogliare le acque dell’Aniene con nuovi cunicoli che provenivano dalle cascate. Anche i materiali da costruzione creavano problemi: il permesso, ottenuto dal Senato di Roma, di utilizzare il rivestimento di travertino della tomba di Cecilia Metella per i lavori di costruzione della villa, venne successivamente revocato (non prima di aver asportato tutto il rivestimento della fascia inferiore del monumento, lasciandolo come oggi si presenta).

Il cardinale ebbe appena il tempo di godersi la solenne inaugurazione della villa, avvenuta nel settembre del 1572 con la visita di papa Gregorio XIII, e poi morì, il 2 dicembre dello stesso anno.

I primi proprietari furono tre cardinali d’Este governatori di Tivoli: il committente Ippolito II, il nipote Luigi fino al 1586 e infine Alessandro, fino al 1624. Quest’ultimo riuscì a mantenerne la proprietà diretta alla casa d’Este anche per quando, in futuro, la famiglia non fosse stata più presente nel collegio cardinalizio e realizzò manutenzioni e innovazioni decorative. Degno di nota è anche l’operato del cardinale Rinaldo d’Este (1641-1672), che fece realizzare da Gian Lorenzo Bernini la fontana del Bicchierone e la cascata della fontana dell’Organo.

Successivamente la villa e i suoi impianti, passati agli Asburgo, furono lasciati deperire e le collezioni antiquarie furono disperse, fino a quando il cardinale Gustav Adolf von Hohenlohe-Schillingsfürst, a metà Ottocento, se ne innamorò, la ripristinò e per il resto del secolo (fino alla sua morte nel 1896) la pose di nuovo al centro di intense attività artistico-mondane; uno dei frequentatori affezionati fu, all’epoca, Franz Liszt che alla villa si ispirò per alcuni brani delle Années de Pèlerinage (Troisième année: Aux cyprès de la Villa d’Este, Thrénodie I – Aux cyprès de la Villa d’Este, Thrénodie II – Les jeux d’eaux à la Villa d’Este).

Nel 1918, dopo la prima guerra mondiale la villa passò allo Stato Italiano che diede inizio ad importanti lavori di restauro, ripristinandola integralmente e aprendola al pubblico. Un’altra serie di restauri fu poi eseguita nel secondo dopoguerra per riparare i danni causati da alcune bombe cadute sul complesso durante l’ultimo conflitto mondiale.

Lo splendido giardino, opera mirabile frutto del genio di Pirro Ligorio, si estende a partire dalla facciata posteriore della villa, rispetto all’ingresso attuale del palazzo, ed è articolato fra terrazze e pendii, con un asse longitudinale centrale e cinque assi trasversali principali, collegando e raccordando con maestria le diverse pendenze del giardino, utilizzando uno schema architettonico tipico delle città romane.

L’ingresso originario, era però più suggestivamente posto sull’antica via del colle, vicino alla chiesa di San Pietro, la cui abside spalleggia un lato del giardino, dando molta più maestosità e suggestione al complesso, da parte del visitatore. L’originale disegno, in aggiunta allo splendido paesaggio di cui si può godere dai vari piani del giardino, le fontane con i loro splendidi giochi d’acqua, lussureggianti alberi e piante di varie specie rendevano il giardino di Villa d’Este, uno dei più belli e famosi esistenti, tale da esser modello per la realizzazione di molti successivi.

Tutto ciò costò al Ligorio un lavoro lungo e molto impegnativo: sfrutto la vecchie mura urbane comecontrafforti per la realizzazione del terrapieno, e risolse il problema dell’approvvigionamento della grande abbondanza d’acqua che occorreva per far funzionare tutte le fontane che aveva progettato di costruire, calcolandone le quantità precise. Per questo motivo costruì un sistema di tubazioni e una galleria lunga circa seicento metri, sotto la città di Tivoli, che adduceva l’acqua direttamente dall’Aniene fino ad una vasca: la portata era di ben 300 litri al secondo.

Tutte le fontane erano poi alimentate senza uso di alcun congegno meccanico, ma soltanto sfruttando la pressione naturale e il principio dei vasi comunicanti. Il risultato è solo in parte visibile ai giorni nostri, e i numeri sono sorprendenti: 35.000 m2 complessivi di giardini, 250 zampilli, 60 polle d’acqua, 255 cascate, 100 vasche, 50 fontane, 20 esedre e terrazze, 300 paratoie, 30.000 piante a rotazione stagionale, 150 piante secolari ad alto fusto, 15.000 piante ed alberi ornamentali perenni, 9.000 m2 di viali, vialetti e rampe.

Veramente un bel posto dove passare qualche ora in relax ❤